domenica 31 marzo 2013

What' hot! (#14)

What's hot!

In questa rubrica della domenica riporterò le scoperte settimanali di libri interessanti e che magari ho acquistato!!



Titolo: Picnic a Hanging Rock
Autore: Joan Lindsay
Goodreads

Il 14 febbraio 1900, giorno di san Valentino, le allieve dell’Appleyard College nello stato di Victoria, Australia del Sud, si recano, per una scampagnata, a Hanging Rock, aspra collina vulcanica che si erge solitaria nella prateria. Durante l’escursione due studentesse e un’austera insegnante scompaiono senza lasciare alcuna traccia. Inutile si rivelerà ogni ricerca. Pubblicato nel 1967, oggetto di una celebre versione cinematografica di Peter Weir, Picnic a Hanging Rock racconta un mistero insoluto.

Titolo: Senza guardarsi indietro
Autore: Lesley Pearse

Londra, 1842. Matilda è una povera fioraia nell'affollato mercato di Covent Garden. Ma un giorno la sua esistenza prende una svolta inaspettata: salva la vita della piccola Tabitha, figlia del reverendo Milson, e i genitori riconoscenti le offrono la possibilità di trasferirsi insieme a loro in America. Dai fumosi sobborghi londinesi Matilda si trova catapultata dapprima nell'affollata New York, quindi nelle sterminate pianure del West, infine nella San Francisco della Corsa all'Oro. Tentando di costruire una vita migliore per sé e per Tabitha nel paese della libertà, Matilda conoscerà la passione e la sofferenza. Ma sarà l'incontro con il capitano James Russell a rivelarle l'amore vero. Un sentimento che resiste alla lontananza, alla guerra e ai pregiudizi. E' un difficile cammino quello di Matilda, un percorso che le insegnerà come la vita vada affrontata comunque, anche nel dolore più cupo, tra le difficoltà più aspre. L'importante è non voltarsi mai indietro.

Titolo: Wallbanger
Autore: Alice Clayton

Caroline Reynolds has a fantastic new apartment in San Francisco, a KitchenAid mixer, and no O (and we’re not talking Oprah here, folks). She has a flourishing design career, an office overlooking the bay, a killer zucchini bread recipe, and no O. She has Clive (the best cat ever), great friends, a great rack, and no O. Adding insult to O-less, since her move, she has an oversexed neighbor with the loudest late-night wallbanging she’s ever heard. Each moan, spank, and–was that a meow?–punctuates the fact that not only is she losing sleep, she still has, yep, you guessed it, no O. Enter Simon Parker. (No, really, Simon, please enter.) When the wallbanging threatens to literally bounce her out of bed, Caroline, clad in sexual frustration and a pink baby-doll nightie, confronts her heard-but-never-seen neighbor. Their late-night hallway encounter has, well, mixed results. Ahem. With walls this thin, the tension’s gonna be thick… In her third novel, Alice Clayton returns to dish her trademark mix of silly and steamy. Banter, barbs, and strutting pussycats, plus the sexiest apple pie ever made, are dunked in a hot tub and set against the gorgeous San Francisco skyline in this hot and hilarious tale of exasperation at first sight.

sabato 30 marzo 2013



Auguri popolo blogger!
Mi raccomando, tanta cioccolata e buoni libri.. :DD

Senza te io non esisto - Marina Valcarenghi

Titolo: Senza te io non esisto - Dialogo sulla dipendenza amorosa
Autore: Marina Valcarenghi
Pagine: 106

Voto:  (MENO!) [Le 3,5* mi stavano strette, 4* erano troppe.. :D]

La prima parte di questo libro mi è davvero piaciuta.. Anzi, dirò di più! Mi ha stupito e coinvolto tantissimo! Quando ho deciso di leggere questo libro, non avrei mai pensato di poter apprezzare così un saggio di questo genere, mi aspettavo un po’ una specie di polpettone di frasi fatte e clichè, lo ammetto!
Nella seconda parte il libro un po’ si perde e ammetto di averlo finito più per “dovere” che per reale interesse. Non ricordo molto di questa seconda metà del libro e poco mi è rimasto, nonostante io abbia apprezzato molto alcuni esempi che l’autrice, un’analista, riportava man mano. Parlo da totale incompetente del settore, ma mi è sembrato che la seconda parte perda elasticità e “collante” e il tutto risulti un po’.. come dire, disorganizzato!
Superati i miei pregiudizi iniziali, mi aspettavo davvero di finire questo libro e dire: “WOW! 5 stelline piene!”. Non è successo, ma è comunque un’opera meritevole.
L’autrice imposta il libro (come da titolo) sotto forma di dialogo: la tesi dell’autrice è che le donne (sovente!) tendono a dipendere dal loro uomo e ad annullare sé stesse per adattarsi all’esistenza del loro compagno e ciò è frutto di secoli di segregazione della donna e del suo ruolo di sottomessa. La sua “controparte”, contraria alla tesi, porta esempi contrari e mostra la sua diffidenza e ogni volta la Valcarenghi risponde in modo puntuale e appropriato senza parlare “tanto per”. Ha delle posizioni che a prima vista potrebbero essere definite ciniche (tanto che la sua controparte spesso la definisce proprio così!), ma che tali non sono.. Io l’ho trovata una persona intelligente, realistica e senza timore di fare affermazioni “forti”! Alcune obiezioni che vengono fatte dalla sua controparte sono, ad esempio è la condivisione delle scelte: ma condividere non è adattarsi; o ancora: la rinuncia ad alcuni progetti o sogni non è una cosa così negativa, ma la fine dell’”io” e l’inizio del “noi”; ma il noi non è una fusione tra “io” e “tu”, ma un incontro. E via di questo passo, passando per “avere bisogno di una persona non è sbagliato” o la paura della solitudine.
Ho apprezzato questo libro sia per i concetti che mostra (e COME li mostra!) sia perché in un certo senso mi sono identificata in molte situazioni! E ora, Serena, rimboccati le maniche! :D

Tutti vogliono essere amati, ma desiderare una presenza o soffrire un'assenza è diverso dal non poter vivere privi dell'oggetto d'amore.

Il Noi non comincia dove finisce l'Io, ma dove avviene l'incontro fra un Io e un Tu; un incontro però non è una fusione, altrimenti il Noi da che cosa è composto?

Ci hanno insegnato a riconoscerci nell'identità del nostro uomo, fino a prenderne il nome, e adesso che potremmo occuparci della nostra e vivere l'amore per quello che siamo, molte di noi si costruiscono una specie di ideologia della dipendenza, ne dipingono un'immagine romantica e appassionata per evitarsi la fatica di vivere in prima persona e in questo modo, alla fine, oltre che dimenticarsi di sé, giustificano, che lo si voglia o no, millenni di oppressione.

Non credo quindi che la scelta sia tra la solitudine o la dipendenza; è necessario avere il coraggio di non abdicare a se stesse e sperare di essere amate per quello che si è, rischiando certo anche di rimanere sole, ma rifiutando di nascondersi dietro a una maschera accomodante, perché è la maschera allora che l'altro ama, come tante volte nel buon tempo antico.

Nella maggioranza dei casi gli uomini possano stare bene o male in un rapporto, ma non si lascino scippare l'identità? Difficilmente abdicano alla loro vita, l'amore è una parte della loro esistenza, e non crollano, non sembrano larve quando, per esempio, la relazione si sfascia.

Un conto è sentirsi responsabili, anche moralmente, di un rapporto, averne cura, impegnarsi, e un altro è non poter vivere senza 1'altro, non stare in piedi da soli e immergersi nella dedizione.

Trama Sono tante le donne di ogni età a rivolgersi al loro uomo con parole come queste, le parole della dipendenza amorosa. Perché? Perché questa martellante richiesta di conferme? Perché niente conta se lui non c’è? Perché confondere ancora la passione con l’appartenenza? Che senso ha questo attaccamento così rischioso e autodistruttivo che induce gli uomini alla fuga e impone inutili rinunce alla propria autonomia? Nel nostro tempo una donna può finalmente vivere in prima persona senza affidare la sua esistenza a qualcun altro e amare, semplicemente, rimanendo se stessa, senza ansia di controllo, né immotivate gelosie. In un dialogo immaginario con una giovane amica, Marina Valcarenghi analizza un comportamento ancora molto diffuso soprattutto nelle giovani generazioni, che riconsegna le donne al secolo scorso e le condanna alla particolare infelicità di chi non è capace di vivere nel proprio tempo. Perché l’amore oggi, come scrive l’autrice in uno dei passaggi più toccanti di questa illuminante conversazione, non può che essere un privilegio delle persone libere.

Consiglio a tema! (#6)

Consiglio a tema! 

In questa rubrica (ho ripreso l'idea da qualche amica blogger!) del sabato vi consiglierò un libro a tema, che può essere un elemento nella copertina, un argomento, una ricorrenza..!)




Questa settimana vi consiglio.. Un libro che parla di libri!




Trama La leggendaria città di Librandia sembra un'immensa libreria antiquaria, ma in realtà è piena zeppa di pericoli, mostri feroci e libri dotati di vita propria. Qui incontreremo l'alter ego zamonico di Lovecraft, ma anche di William Shakespeare, Edgar Allan Poe, Oscar Wilde, Honoré de Balzac, Johann Wolfgang von Goethe e tanti altri, e risolveremo il mistero dell'ispirazione poetica. Tra "Blade Runner", "Fahrenheit 451" e "Matrix", un universo bizzarro e geniale che solo una mente come Walter Moers poteva inventare... un videogame impazzito, frutto di una immaginazione sfrenata e di amore infinito per la letteratura.


Il mio pensiero Un avvertimento: Questa è una storia su un luogo in cui leggere è ancora un'avventura. Qui si parla di un luogo dove, a leggere, si rischia d'impazzire. Dove i libri possono ferire, avvelenare e perfino uccidere. Solo chi, pur di leggere, sia veramente disposto a correre simili rischi, solo chi sia pronto a giocarsi la pelle pur di conoscere la mia storia, mi segua - Ildefonso de' Sventramitis-
Un libro che tutti gli appassionati di lettura dovrebbero leggere, per immergersi insieme a Ildefonso (che è un vermicchione, non un sauro!!) nella fantastica atmosfera di Librandia. Avevo già adorato Zamonia, e una voglia inumana di vivere lì mi aveva afferrato.. Ma da quando ho saputo dell'esistenza di Librandia, be', il resto passa in secondo piano. E' un posto in cui i libri la fanno da padroni, dove è possibile trovare milioni -che dico milioni! miliardi!- di volumi.. Librerie aperte 24 ore al giorno, prime stampe a prezzi irrisori, libri viventi, (si si, avete sentito bene: proprio libri viventi. Credo che potrei dare la mia mano destra e il mio rene per averne uno. Non dubito che diventerebbe il mio migliore amico..) e via dicendo. Un paradiso terrestre, insomma. E poco importa se ci sono libri che ti possono uccidere.. =P Moers è -come sempre- assolutamente e genialmente geniale. Io lo stimo incondizionatamente, e giuro, ci sarebbe quasi da imparare il tedesco per leggere tali capolavori in lingua originale. (Fra parentesi: enorme stima anche al traduttore, che fa un lavoro egregio in tutte le opere di Moers.. Deve essere tutt'altro che facile!!). Si sente un po' la mancanza degli orsi colorati e del gaglioffo (Per non parlare poi delle delucidazioni fondamentali del professor Noctambulotti!!!!).. Ma nessun timore: ci sono tantissime altre creature nuove da scoprire. Che tenerezza i librovori!! Ne voglio adottare uno ç_ç E adesso scusatemi, sono in partenza per Librandia

Giveaway per i +50 followers sul blog di Annie, "La tana di una booklover"!

Buongiorno popolo di blogger!


Annie del blog La tana di una booklover, per festeggiare i +50 followers ha organizzato un bellissimo giveaway! I premi in palio sono "Red" della Gier -Cartaceo!- e la trilogia di Gemma Doyle della Bray in ebook!!!

Accorrete sul suo blog cliccando sul banner qui sotto!


Se come me avete già il libro, sfruttate l'occasione per seguire un bellissimo blog nato da qualche mese! ^^

venerdì 29 marzo 2013

Etiquette & Espionage - Gail Carriger

Titolo: Etiquette & Espionage
Autore: Gail Carriger
Pagine: 312
Goodreads

Voto: 


L'impero La Carriger colpisce ancora! 

Io amo amo amo amo questa donna! E la amo perché i suoi libri sono davvero unici.. Ci ho riflettuto un po' e nella mia carriera di lettrice, non mi sembra di averne incontrati di simili.. Tanto di cappello, Miss Carriger! *_*
Pronti a farvi trasportare nello strambo ma incantevole universo steampunk inventato dalla Carriger? Tenetevi forte, ne vedremo delle belle! :D
Ci troviamo nello stesso periodo in cui è ambientato "Souless", la Londra vittoriana; anzi, ad essere più precisi, si svolge poco prima e troviamo Genevieve Lefoux bambina e un Professor Niall davvero professore.. :D (Niente paura se non avete letto la serie "The parasol protectorate", la Carriger usa alcuni elementi e personaggi già visti, ma la storia è completamente separata!).
Sophronia (sembra impossibile, ma ho trovato questo nome anche in una lettura parallela, "L'evoluzione di Calpurnia"!), indisciplinata e poco a modo, viene mandata alla "Mademoiselle Geraldine's Finishing*** Academy for Young Ladies of Quality" per imparare le buone maniere e come essere una vera signorina.
Inutile dirvi di come questa accademia sia tutto furoché normale, visto che è protagonista di un romanzo della Carriger.. :D
Per prima cosa, è una specie di dirigibile che viaggia nell'etere (Tanto caro anche ad Alexia Tarabotti..); seconda cosa, oltre alle buone maniere, vengono insegnate le tecniche di spionaggio, omicidio, diversivi.. Ovviamente nel modo più elegante possibile!
Abbiamo un'eroina che ricorda per certi versi la nostra cara Alexia versione giovane (e meno italiana! :DD), una migliore amica che ricorda davvero Ivy e situazioni paradossali e fenomenali che sono tutte da scoprire.
La Carriger, oltre ad un'incredibile fantasia, possiede il dono di trasformare tutto ciò che scrive in un racconto piacevole e scanzonatorio. A volte è davvero difficile prenderla sul serio, giuro! (In senso buono, ovviamente: mi piacerebbe prendere un té insieme a lei, secondo me ha proprio lo spirito della buontempona! :D
In alcuni punti mi ha fatto ridere come una povera cretina indemoniata, in alri mi ha stupito per la sua sagacità! (Mmm.. Ma esiste questa parola?! Dubbi epocali :D)
Alcune trovate non sono originali al cento per cento, qualche volta ho avuto l'impressione di stare ancora leggendo Souless (e seguiti), da qui la mancanza della V stellina (oltre al fatto che pur essendo relativamente breve, ci ho messo parecchio a finirlo..)! Ma sono inezie, e promuovo pienamente questo delizioso romanzo.. Anzi, farò di più! Ve lo consiglio caldamente!!!


***Come un'allocca, non riuscivo a capire all'inizio perché si parlasse di "Finishing" school.. Non si parla di "finire" la scuola (Ehm ehm, coff coff), bensì delle buone maniere, "di perfezionamento" :DD


Her mother interrupted. “How it worked? What kind of question is that for a young lady to ask? How often have I warned you against fraternizing with technology?”

“Mummy and Daddy want him to be an evil genius, but he has his heart set on Latin verse. Don’t you, Pill?”

“Pillover is terribly bad at being bad, if you take my meaning. Our daddy is a founding member of the Death Weasel Confederacy, and Mummy is a kitchen chemist with questionable intent, but poor Pillover can’t even bring himself to murder ants with his Depraved Lens of Crispy Magnification. Can you, Pill?”

The interior decoration looked much as Sophronia imagined one of the great Atlantic steamers, except that the entire place seemed to have been attacked by a grandmother—the kind of grandmother who knitted horrible small booties for workhouse orphans and made jelly for the deserving poor.

“Wait for it, Professor. We are an institution of high learning and higher manners. We simply cannot shoot first; it isn’t done. Now, remember that, Miss Temminnick, do—a lady never shoots first. She asks questions, then she shoots.”



Trama Fourteen-year-old Sophronia is a great trial to her poor mother. Sophronia is more interested in dismantling clocks and climbing trees than proper manners—and the family can only hope that company never sees her atrocious curtsy. Mrs. Temminick is desperate for her daughter to become a proper lady. So she enrolls Sophronia in Mademoiselle Geraldine's Finishing Academy for Young Ladies of Quality. But Sophronia soon realizes the school is not quite what her mother might have hoped. At Mademoiselle Geraldine's, young ladies learn to finish...everything. Certainly, they learn the fine arts of dance, dress, and etiquette, but they also learn to deal out death, diversion, and espionage—in the politest possible ways, of course. Sophronia and her friends are in for a rousing first year's education.

Quote of the week! (#16)

Quote of the week!

Riporterò in questa rubrica settimanale del venerdì una citazione random di libri che ho letto o sto leggendo!





"Would you tell me, please, which way I ought to go from here?"
"That depends a good deal on where you want to get to", said the Cat.
"I don't much care where.." said Alice.
"Then it doesn'tmatter which way you go", said the Cat.
".. So long as I get somewhere", Alice added as an explanation.
"Oh, you're sure to do that," said the Cat, "if you only walk long enough".

 Alice's adventures in wonderland - Lewis Carroll 

Review War - Le votazioni continuano!

Non siate timidi, forza!
Sul blog Review War continuano le votazioni per la prima manche..
Recensioni protagoniste di oggi: "Paranormalmente"! (Che ho scritto 15934875485 volte e ancora mi impiccio! :DD)

giovedì 28 marzo 2013

Liebster Award (Il ritorno!)

Mi è stato passato nuovamente il testimone, me felicissima *_*
Questa volta da radiolinablu, del blog La fede librovora.. Grazie Fede!!!!
Soprattutto per l'opportunità di rispondere alle domande! *_*

VIA!


1) Ti piace prestare i tuoi libri? No! Giammai! La morte, piuttosto! :DD
2) Rileggi i libri che ti sono piaciuti? L'ultimo? Sì, spesso! A volte mi fa bene entrare in porti sicuri.. L'ultimo che ho riletto è stato "I racconti" Tomasi di Lampedusa. Magistrale!! Anche l'ultimo periodo è stato un periodo di tante riletture.. :)
3) In che modo disponi i libri sugli scaffali? AEHM! I libri sono divisi innanzitutto per lingua; poi per casa editrice, altezza, colore della copertina e quando mi prende il raptus, anche per autore. XD
4) Che tipo di copertine preferisci? Preferibilmente quelle di cui non si rovina il dorso appena lo guardi.. Mi piacciono in edizione economica, ma odio le pagine sottili come carta velina! Anche se mi rendo conto che le pagine NON centrano nulla con la copertina xD
5) Titoli corti o titoli lunghi? Mi piacciono molto quelli corti e ad effetto! Ma se il titolo lungo merita, vada per il titolo lungo! :D
6) Ti piacciono i libri che parlano di animali? Snì. Nel senso che non sono i miei preferiti, ma nemmeno li disdegno! "Io e Marley" mi è piaciuto tantissimo *_*
7) I libri devono trasmettere un messaggio secondo te? Non sempre! A volte sono ben felice di leggere libri idioti che affermano a chiare lettere di non riportare alcun tipo di messaggio :D
8) Hai una scorta di libri da leggere o li compri man mano? Ahaha! Scorta, scorta! Scorta infinita, in realtà! Come i rotoloni Regina.. :D
9) Qual'è il libro che ti ossessiona in questo momento? Credo nessuno.. mmM.. Ossessionarmi.. Mmmm.. Sì, dico nessuno e confermo!
10) Il libro più bello letto nel 2013 fin'ora? Umm.. Crisi! "L'età dell'innocenza"? Non lo soooo *_*
11) Quanti libri progetti di leggere nel 2013? 150. Ora sono circa a 60, mi pare! (Forse).


Vabbé, praticamente tutti hanno ricevuto almeno una volta il premio.. Io lo avrei dato ad Ancella, Vale, Dru, Fede (:DD), Camilla.. E ora mi venite in mente voi! :))

Next - Alessandro Baricco

Titolo: Next
Autore: Alessandro Baricco
Pagine: 90
Goodreads

Voto:

A me Baricco fa un'antipatia incredibile. Non riesco a tollerarlo e già il suo nome da solo basta a farmi venire l'orticaria. Certo, è vero che ho questo odio (semi) inspiegabile, ma a mia leggera difesa c'è da dire che ho letto alcuni suoi libri.. Quindi diciamo che l'80% del mio pensiero è frutto di antipatia a pelle, il restante 20 è invece imputabile al suo scrivere.
Questa è una premessa importante, perché verosimilmente non sono riuscita ad essere oggettiva nella lettura di questo, UHM? libro. Però dai, viva l'onestà, no? :D
Fu così che mi ritrovai a dover leggere PER FORZA questo libricino causa Blocco del lettore nella sfida dell'OSA.. Ho scelto il libro con il minore numero di pagine (vabbé che Baricco è quasi patologicamente incapace di scrivere un libro con un numero ragguardevole di pagine..) perché so che avrei retto ben poco con il suo stile e le sue fesserie. Così è stato, infatti! Se fosse andato avanti un altro po', in barba alla sfida, avrei gettato il libro fuori dalla stanza, come minimo!
Ma andiamo con ordine: leggendo la premessa (VOLEVO saltarla, lo ammetto: ma quando sono andata al primo capitolo mi sono accorta che mi ero bruciata già il 15% del totale.. XD Ho deciso di fare il grande sforzo di leggere tutto il libro, quindi), già mi era presa l'ulcera. Vi riporto la prima parte, magari mi capite:
Questo libro è nato qualche mese fa. C'era il G8 a Genova. E successe quel che successe. Io ero da tutta un'altra parte, e come tanti stavo davanti al televisore, a cercare di capire. Tra le tante domande che mi passavano per la testa c'era anche: perché non sono lì? Perché, per l'ennesima volta, c'è gente che sfila, o si picchia, o muore, e io non sono li? Una volta tanto avevo anche la risposta: non sono lì perché non saprei da che parte stare, perché so poco della globalizzazione, forse non so nemmeno esattamente cos'è, e quindi non sono lì.

Fidatevi, peggiora.
BARICCO! TI DETESTO! TI ODIO! SEI.. Sei.. Sei un pessimo scrittore, ecco! :D
Non so se sono io la prevenuta (possibile), ma in queste pagine io riuscivo quasi a sentire la presenza COMPIACIUTA di Baricco, quasi come un gatto che si crogiola al sole dopo aver catturato un topo.. Grrrr.
e vabbé, ho stretto i denti, (cercato di) allontare i miei enormi pregiudizi e ho continuato la lettura.
Il problema è che Baricco NON ha assolutamente NULLA da dire. E riecco qui che riutilizza la sua trappola con cui è riuscito a catturare miliardi di lettori: il non-ho-niente-da-dire-ma-povero-idiota-ti-infinocchio-con-le-belle-parole-e-le-frasette-à-la-Baricco (citazione dovuta: 


Insomma, riporta venticinque milioni di volte gli stessi esempi, gira e rigira i tre concetti che ha capito (largo circa) ma ce li spaccia per verità stile Santo Graal.
In realtà alcuni esempi mi sono anche piaciuti, non lo nego.. Ma sono anche questi in pure Baricchismo. Fumo, fumo, fumo e ancora fumo.. Tutto molto bello, ma dov'è la carne?!
A me il libro ha dato l'idea che Baricco ne sappia meno di tutti noi, sulla globalizzazione..
Tralaltro, e qui per una volta non è colpa di Baricco, il libro è del 2001. Quindi perdonami Mr scrittore-io-scrivo-le-cose-chiare-e-posso-spiegare-la-globalizzazione-meglio-di-un-docente-universitario**, se non prendo sul serio il tuo continuo esempio: "Su duecento persone, solo una compra libri su internet". Insomma, per alcuni versi direi che il libro è bello che superato!! Seriamente, ma che bisogno c'era di scrivere questo libro?! AH! Sì! Che idiota! Soldi. 90 pagine di puro niente che hanno contribuito ad arricchire (ANCORA) uno degli autori italiani più letti (ahimé).


**SI'! HA AVUTO IL CORAGGIO DI SCRIVERE UNA COSA SIMILE!