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lunedì 11 marzo 2013

Il silenzio dell'onda - Gianrico Carofiglio

Titolo: Il silenzio dell'onda
Autore: Ginarico Carofiglio
Pagine: 304
Goodreads

Voto: 
 Gianrico, Gianrico.. Che mi combini?! Dove è finito l'autore de "Le perfezioni provvisorie"?!
Mi aveva abituato troppo bene con le avventure dell'avvocato Guerrieri.. E io in quest'opera sinceramente non ho trovato nulla del brio  che caratterizza gli altri romanzi!
Innanzi tutto, questo romanzo è di una staticità che fa venire quasi l'ansia. Fondamentalmente, non succede NULLA. Le settimane, i mesi passano, ma la storia avrebbe potuto dipanarsi anche nell'arco di una sola giornata, per quanto procede lenta.. Non c'è il minimo di pathos, di suspense,, Niente di niente. E sì che Carofiglio ci prova, a creare pathos e attesa! La vicenda inizia infatti in medias res con il lettore che entra a contatto con Roberto (protagonista) e Giacomo (secondo protagonista) ed è pieno di domande.. L'aspettativa, in effetti, è altissima! Peccato che poi venga delusa..
Inizialmente mi è piaciuta la doppia narrazione con la parte di Roberto narrata in terza persona e quella di Giacomo in prima (perché ciò che leggiamo è il suo diario).. Bella, interessante, accattivante.. Sì, fino a che subentra alla sorpresa la noia e la monotonia.
Il passato di Roberto che viene ricostruito poi.. No, dai!! A me ha fatto cadere la mascella per terra dalla delusione! mi aspettavo grandi cose (Ogni volta che uso l'espressione "Aspettarsi grandi cose", mi viene in mente Olivander quando incontra Harry per la prima volta.. Andiamo bene!! :D), mentre alla fine ci ritroviamo con un pugno di cenere, un "Ebbé?? Tutto qua?!" e la voglia di prendere a pugni qualcuno.
Credo che Roberto sia uno dei personaggi più insofferenti che io abbia mai incontrato. Apatia portami via! E io accetterei una cosa del genere, se solo fosse ampiamente giustificato.. Ma Roberto non ha nessun motivo per esserlo! C'è, ma è come se non ci fosse. Ascolta, ma in realtà non ascolta. Si astrae (più spesso che no).. Non sembra affatto un personaggio reale, più che altro una proiezione. E la sua indolenza mi ha fatto deprimere..
Emma è un personaggio pruriginoso. Insomma.. perché crearlo così sgradevole? Alcune risposte mi hanno fatto venire l'orticaria! 
La parte di Giacomo non è convincente: è un bambino di 11 anni, ma fa dei discorsi da adulto.. In realtà, per spezzare una lancia in favore dell'autore, Carofiglio imposta lo stile di Giacomo in modo diverso da quello usato per Roberto.. Insomma, effettivamente per certi modi di esprimersi è un bambino.. Però nella maggior parte dei casi, mentre leggevo il tarlo del dubbio si era impossessato della mia mente!
La storia.. No, non ci siamo proprio. Dire che non è convincente è fargli un complimento.. A questo punto, vedasi nuovamente il punto in cui affermo che la mascella mi è arrivata per terra.  Tra flashback insensati, racconti che dovrebbero essere strappalacrime ma che ti lasciano un senso di freddezza incredibile e un finale a dir poco paraculo, Carofiglio dà il peggio di sé.
Il problema di questo libro non è solo nella trama, purtroppo. Ho trovato demoralizzante anche i dialoghi (no comment), che sono davvero improbabili, e lo stile. E' davvero una scrittura piatta, noiosa, ripetitiva e stancante. Una scrittura che davvero non si addice a Carofiglio, che ha ben dato prova della sua bravura con i romanzi precedenti! Non me lo spiego, giuro. Da una parte mi vien da dire che è 'bravo' a saper utilizzare due stili completamente diversi tra loro a suo piacimento (anche se, ehm, questo qui andrebbe davvero migliorato!).. D'altro canto, mi viene da pensare che soffre della doppia (o magari tripla) personalità. O ancora, che un demone si sia impossessato di lui. O forse, semplicemente, questo libro è stato scritto in fretta e furia per rispettare necessità editoriali e soprattutto cogliere l'occasione del premio Strega.. Ecco, ciò è sconvolgente: questo libro è tra i FINALISTI del premio Strega! Rendiamoci conto!! Giuria venduta e drogata.. :D
Una cosa bella che ho trovato è Roma. La mia amatissima e bellissima Roma. Non è descritta così accuratamente da diventare ella stessa protagonista del romanzo, attenzione.. Anzi, la storia avrebbe potuto benissimo svolgersi in Burundi, a Tokyo o San Francisco. Ma niente, la sua presenza mi ha fatto sentire bene :D
Le tre stelline sono effettivamente poco oggettive. Ma Carofiglio mi fa un'enorme simpatia.. E uno scivolone ci sta per tutti!! Lo perdono, dai!

domenica 10 marzo 2013

Boccamurata - Simonetta Agnello Hornby

Titolo: Boccamurata
Autore: Simonetta Agnello Hornby
Pagine: 271
Goodreads
Voto:


Il motivo per cui sono rimasta affascinata dall'autrice è il suo cognome. Inizialmente perché girovagando in libreria leggendo di sfuggita "Hornby" pensavo si trattasse di un nuovo libro del mio beniamino. (Delusione cocentissima quando ho scoperto che non era così :D)
Poi perché è un cognome che mi mette allegria.. "Agnello Hornby".. Davvero altisonante!
Peccato che l'entusiasmo si sia fermato qui; avrò letto la trama di questo libro 1475580233232874945572712812274596 volte durante la lettura per cercare di capire di cosa stessimo parlando, e mai una volta che me la sia ricordata. Il libro è confusionario, si perde più spesso che no e soprattutto, una volta concluso, ti lascia il vuoto cosmico.
Personaggi, situazioni, descrizioni.. TUTTO è caduto facilmente nell'oblio.

Sono indecisa se in me è prevalsa la sensazione di noia o di dispetto..

venerdì 22 febbraio 2013

Geography club - Brent Hartinger

Titolo: Geography club
Autore: Brent Hartinger
Pagine: 240
Goodreads

Voto: 
Volevo leggere questo libro da quando ho scoperto la casa editrice Playground, che aveva pubblicato la bellissima trilogia di Alex Sanchez, "Rainbow boys" (per cui ho un debole *_*).
Ho sempre rimandato la lettura fino a che qualche giorno fa Netgalley non mi ha avvisato dell'uscita del QUARTO volume della serie.. Quarto volume?! Eh?! Sono caduta dalle nuvole, praticamente! Quindi quale migliore occasione se non questa, per iniziare il libro?

Sono rimasta con un grande BAH finale. E un cipiglio grande come una casa..

Sarà forse che le recensioni che avevo letto lo esaltavano particolarmente.. O forse che ne ho letti parecchi, di libri a tematica omosessuale da non lasciarmi incantare così facilmente!
L'idea è mooolto carina e poi io ho un debole per le storie di adolescenti omosessuali nei licei americani, quindi questo libro aveva tutte le carte in tavola per fare scintille.
Però io non sopporto la presenza di elementi inspiegabili e quasi paranormali in una storia che NON deve contenerne e non nasce come opera di fantascienza/fantasy annessi e connessi. Mi sento presa in giro e la trama mi appare forzata.. Tanto per dirne un paio: Russell ha una migliore amica a cui non ha confidato della sua omosessualità. Quando decide di farlo, esce fuori che anche lei aveva nascosto la sua. WTF?! Ma che davvero davvero? :D Poi lui entra in una chat gay divisa per stati/regioni/città e vista la piccolezza della città, vi è un solo utente.. Ovviamente della sua scuola e unico altro personaggio che ci è stato presentato fino a quel momento. Beh, tanto di cappello per la suspense, eh..
Il contenuto del libro, in soldoni, è pari praticamente a zero. Per la prima metà, si cincischia e si cazzeggia allegramente e il club di geografia, che dovrebbe essere il perno fondante attorno cui ruota tutta la storia, fa appunto la sua comparsa al 50% del tutto. Ci saranno tre incontri in tutto, non so se rendo..
Poi non so, Russell non è tutto questo gran personaggio, se proprio vogliamo dirla tutta.. Mi rendo conto che non deve essere perfetto, ma lui esagera nel suo grado di meschinità! 
Lo sviluppo della storia è un'altra cosa che non ha proprio riscontrato i miei gusti.. Cento per cento banalità e luoghi comuni, nulla di più o di meno dei telefilm su Italia uno della mattina (ho scoperto la Tv di mattina.. Che cosa straordinaria! e chi esce più di casa.. :D). La prevedibilità ha toccato dei picchi spaventosi, potevo prevedere le scene una dopo l'altra..
Detto ciò, per spezzare una lancia in favore dell'autore, c'è da dire che è scritto molto bene ed è anche piacevole.. Però al di là di tutto, senza buone idee/buoni sviluppi con una bella mano ci si fa ben poco (Letterariamente parlando :D).

Ora, secondo il modesto parere, se interessa l'argomento, vi direi di lasciar perdere questo libro e buttarvi sulla sopracitata trilogia di Alex Sanchez, che è deliziosa, tenera, carina, dolce e tanti tanti altri aggettivi positivi!



giovedì 21 febbraio 2013

How to marry a millionaire vampire - Kerrelyn Sparks

Titolo: How to marry a millionaire vampire
Autore: Kerrelyn Sparks
Pagine: 371
Goodreads

Voto: 
Le premesse per un libro diverso dal solito filone del vampiro bonazzo e dell'umana sexi che convolano a nozze/ ad amore / a letto c'erano tutte; una buona idea per la trama pure.. E non da ultimo, mi aspettavo grasse risate, motivo principale per cui ho deciso di comprare questo libro..
Serve a qualcosa dire che le mie aspettative sono crollate come un castello fatto con le carte? No, vero? :D
Uff, io ci speravo davvero.. L'ho comprato secoli fa, verosimilmente sotto effetto di droghe pesanti e con ogni probabilità ho rimandato l'irrimandabile perché il mio inconscio sapeva cosa aspettarsi, ovvero IL PURO NIENTE.
Per carità, si lascia leggere e mi ha pure strappato qualche risata ogni tanto.. Ma più di questo non penso sia possibile!
Da qualunque prospettiva io veda la faccenda, mi sembra sempre di leggere la stessa cosa: il vampiro bello, ricco, sexi e dannato, l'umana che è cazzutissima (sorprendentemente bella, intelligente, pratica), -anche perché non stiamo certo a pettinare le bambole qui!- e il cattivo che più cattivo non si può che vuol ferire/uccidere/rapire/[inserite qui un destino comune alle povere ragazze umane di oggi che devono vedersela con i vampiri]. Mescolate il tutto alla paura per il sangue, un passato triste e sofferto (per ENTRAMBI i personaggi. Di nuovo, mica crederete di star qui a giocare, né?) e l'inevitabile innamoramento e avrete confezionato il libro della Sparks. 
Mi piacerebbe capire se:
a) Sono io il problema
b) Le autrici odierne hanno dei seri problemi con la fantasia, che le portano a fantasticare TUTTE alla stessa maniera
c) Le autrici sono semplicemente delle furbette e, trovato un pubblico che apprezza questo genere, continua ad abusarne fino alla successiva creatura mitologica, mostro, angelo o più in generale, trend.

Sono pronta ad accettare una parte di responsabilità, perché mi rendo conto di essere una lettrice esigente e decisamente rompiballe, ma non arrivo ad essere così egocentrica da concentrare su di me tutta l'attenzione :D
Ergo, autrici odierne, sia che rientriate nell'ipotesi b) che nella c).. abbandonate il sentiero di Satana e rincongiungetevi alla parte buona della letteratura. Io credo in voi, So che c'è del buono in voi.. I feel the good in you! (Tiè, beccatevi 'sta chicca del grande maestro!):



Bene, dopo il giusto omaggio a George Lucas, torniamo a noi!
Al di là della storia sentita e risentita (e sì che io di libri sui vampirazzi ne ho letti relativamente pochi), ci sono altre cose nel libro che non possono essere proprio ignorate.
Innanzitutto, il libro grida SESSO ad ogni pagina. Don't get me wrong, viva il sesso con annessi e connessi, eh! Però non so, a me sembra molto un (altro) stratagemma per catturare l'attenzione delle lettrici. Ebbasta!! Il vampiro attizzato e costantemente arrapato è, se possibile, peggio del vampiro buono, dolce e premuroso. Il vampiro così fatto è una contraddizione (non)vivente! 
Vabbé, questa parte di lamentela rientra nell'ipotesi a) sopracitata, quindi penso io di non poterli soffrire.. :D
Comunque, tanto per aumentare il gossip in questione, i due provano OVVIAMENTE una passione dirompente l'uno per l'altro e OVVIAMENTE: lui non ha mai incontrato una donna come Shanna (che resiste ai suoi poteri.. Cosa ci ricorda? :D). Lei non ha mai incontrato nessuno come lui. Ecco qui, è fatta, peace and love, fratelli.
Tralaltro, posso anche accettare, in linea di massima, il vampiro buono dolce, pronto ad innamorarsi, con tanti bei sentimenti e con l'indole geneticamente predisposta ad accudire gli esseri umani.. Ma.. Ma.. MA!!!
Io detesto, odio, ripugno e deploro I VAMPIRI CHE HANNO IL COMPLESSO DEL BRUTTO ANATTROCOLO!
Seriamente, 500 anni di vita media e questi non sanno fare altro che piangersi addosso. "Non sono quello che credi io sia". "Non posso essere salvato". "Non sono felice, né lo sarò mai". "Non ringraziarmi, non lo merito". "Non sono degno della tua fiducia". "Sono un essere ignobile". "Gnè gnè gnè. Gnèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè".
E dacci un taglio figlio mio!
Tesoro, devi capire che tutti noi abbiamo problemi e leggendo un libro che si presume debba rilassare e divertire (Tale romanzo ciò promette!!) non posso stare lì e offrirti una spalla su cui piangere.. Cresci, ribellati, trovati una donna!
Che poi povero Roman, a me sta pure simpatico eh..
Inoltre, ad un inizio scoppiettante che prometteva DAVVERO grandi cose (non proprio alla "Ho visto cose che voi umani..

.. Ma insomma, cose interessanti!), poi inesorabilmente si perde. E Shanna è lagnosissima, anche se all'inizio inganna tutti..
Visto che abbiam fatto trenta, vai col trentuno: a me non ha convinto nemmeno lo stile dell'autrice, in tutta sincerità. Non è uno di quei libri che dici: oddio, DEVO assolutamente smettere di avere una vita per poter leggere i seguiti. Anzi, non ti viene nemmeno curiosità di spoilerarti le storie dei libri successivi..
Ci sono molte ripetizioni (God's blood. God's blood ovunque), molte cose sono superflue e sembrano gridare al mondo "Esisto solo perché così abbiamo raggiunto 371 pagine!". E alcune cose sono forzatelle, tiè!

domenica 10 febbraio 2013

Gone gone gone - Hannah Moskowitz

Titolo: Gone gone gone
Autore: Hannah Moskowitz
Pagine: 288
Goodreads

Voto: 
Sono perplessa. Molto perplessa!!
Ho letto lodi sperticate su questa autrice, sono impazzita a cercare il suo libro "Break", che era sulla bocca di tutti e quando finalmente leggo un suo libro, mi ritrovo con una buona idea, buoni personaggi a livello potenziale e uno sviluppo che in più di un'occasione mi ha fatto storcere il naso.
L'ho finito solo perché era breve e perché speravo davvero succedesse qualcosa! E invece no ._.
Certe parti sono addirittura pruriginose e mi è presa voglia di menare le mani..
Craig, il protagonista mi ha davvero davvero fatto antipatia. E non so nemmeno dare un motivo, perché povera stella è una persona che chiaramente ha dei problemi da risolvere: la sua insonnia, il suo bisogno insormontabile di avere a fianco QUATTORDICI animali, le questioni con l'ex fidanzato.. Eppure tutti i suoi vaneggiamenti e le sue azioni mi hanno fatto perdere la pazienza!
Lio di contro l'ho trovato parecchio sciapo e inutile. La storia è narrata dal POV di Craig e Lio, ma mentre il primo qualche reazione/emozione me l'ha suscitata, il secondo mi ha lasciato fredda, non è riuscita per niente a coinvolgermi.
La trama è debole, è furba e meschina: non basta mettere in mezzo l'attacco alle Torri Gemelle e la malattia per fare un buon libro! Anzi, non è nemmeno corretto! E poi, no, non ha senso..
Vogliamo parlare delle sparatorie a cui assistono Lio e Craig e che fanno impazzire la cittadina?! Ma stiamo parlando sul serio?!
Sarà che sono una disillusa, disincantata e cinica, ma a me questa storia puzza di imbroglio bello e buono. "Ma sì, freghiamo i lettori con due,tre elementi strappalacrime, con personaggi che fanno tenerezza, con una storia improbabile! Tanto ci cascheranno tutti!". Ennò, Hanna, a me non freghi!

domenica 20 gennaio 2013

Attrazione di sangue - Victory Storm


Titolo: Attrazione di sangue
Autore: Victory Storm
Pagine: -

Voto:

**ATTENZIONE: Questa non è una recensione. E' più che altro una distruzione :D**

Chiedo scusa sin da ora se la mia recensione verrà giudicata fuori dalle righe, offensiva o cattiva.. Però questo libro è veramente fuori dalla grazia divina.. E un po' mi dispiace pure stroncare così senza pietà un'autrice che è alla sua opera di esordio, però non si può!
Già che lei si presenta così:
Ha scritto il suo primo romanzo "Attrazione di sangue" quando era ancora a Londra ed era appena uscito il libro "Twilight" di Stephenie Meyer. Affascinata da questi paranormal romances ha provato a buttarsi anche lei nella scrittura ed è nato il romanzo "Attrazione di sangue".
Per me già va male! Ho trovato questo stralcio sul blog Laboratorio fantasy mentre vagavo in rete per avere info sull'autrice.. E ciò ha confermato la mia idea sul fatto che lei avesse preso gli elementi che più piacciono alle lettrici oggi giorno, li avesse mescolati ben bene creando una grande confusione e soprattutto mostrando l'incapacità di gestirli. Ora, non è perché Twilight ha avuto successo, tutti devono scrivere storie pressoché uguali, eh! E soprattutto, non basta avere un'idea 'buona' (virgolettato perché a mio modesto parere, non è buona nemmeno questa) se poi non si sa minimamente come scrivere!

La Elister edizioni mi ha gentilmente mandato il libro in formato ebook, altrimenti dubito fortemente che a) lo avrei letto e b) lo avrei mai finito, se pure lo avessi iniziato. Che poi sul web ho letto praticamente solo critiche positive, quindi qui il problema sono io che ho gusti strani o ci si accontenta di un vampiro bonazzo, una protagonista idiota e una, UMM, sottospecie di trama RICCA di intrighi per essere felici.
Se avete creduto a 'trama ricca di intrighi', devo deludervi: stavo ampiamente facendo uso dell'ironia.
Per non sembrare il solito mostro stronca-libri, mi sono segnata tutti (o quasi, ogni tanto ammetto di aver perso colpi..) i punti che mi hanno fatto storcere il naso..
Per capire il mio disappunto, vi riporto una parte di trama:
La sua vita prosegue tranquillamente tra la scuola, l'amore per un ragazzo e le lezioni di catechismo, finché un giorno il cardinale Montagnard, un uomo misterioso che ha sempre vegliato segretamente su di lei, muore e subito dopo la sua vita viene stravolta, ritrovandosi a dover scappare e abbandonare la sua casa, Ahmed e la scuola. Portata a Dublino, scopre l'esistenza dei vampiri e che questa sua rara forma di anemia la rende speciale: un'arma da utilizzare contro di essi. Purtroppo i vampiri hanno ormai scoperto la sua esistenza e intendono ucciderla. Tra questi c'è Blake, uno dei vampiri più antichi e con particolari poteri che lo rendono invulnerabile.
Ok, quindi io sono pronta ad affrontare una storia d'amore, lezioni di catechismo (?!?! E qui ci ritorno dopo!) e SOPRATTUTTO vampiri così crudeli che Dracula al cospetto si inchina e chiede umilmente perdono per la sua trista esistenza.
Giusto?!
Ecco, e invece manco per niente: la storia d'amore della protagonista altro non è che un'infatuazione per un ragazzo bellissimo prossimo allo sposarsi. Insomma, praticamente i due non hanno nemmeno mai parlato. I ciao di circostanza, i "come stai" perché siamo tra persone educate.. E Vera ha ADDIRITTURA il coraggio di sentirsi oltraggiata quando il tipo in questione le rivela di essere in procinto di sposarsi! Ok sognare con gli occhi aperti, ma lei si è fatta una saga intera..
Per quanto riguarda le lezioni di catechismo.. Già mi vedevo lei che andava materialmente in chiesa e ci faceva sorbire questa parte della sua vita, ma in realtà ha un amico prete che ogni tanto viene a casa sua e le insegna qualcosa. ._. A me la presenza di chiesa/religione/catechismo e simili ha infastidito tantissimo, lo ammetto! Non ne sentivo necessità, ecco.
Poi c'è la falla più grande e imperdonabile di tutte: i vampiri. Anzi, prendiamo solo Blake in esame, tanto già da solo basta e avanza per far salire alle stelle il poco gradimento dell'opera. Il grande, brutto e cattivo vampiro, il cui nome viene pronunciato con riverenza e paura.. Cosa fa?! Si porta Vera nel suo loft e la tratta come una sua grande amica. Insomma, il libro a pagina dieci avrebbe potuto terminare con Vera uccisa mentre dorme, e invece niente! Ammetto che un po' l'ho sperato..
Come se tutto ciò non bastasse, la trama fa veramente acqua da tutte le parti: insomma, il posto più sicuro per Vera è un collegio in cui vi sono tutti membri dell'Ordine e tu cosa fai? La nascondi in un hotel pulcioso e la porti lì solo quando il vampiro ha avuto modo di rapire Vera? Sei idiota o cosa?! Non ha senso!
Credo che sarei stata in grado di passare sopra allo stile veramente povero dell'autrice, alle ripetizioni, alla protagonista idiota con annesso vampire sedicente, sexi, pericoloso e via discorrendo.. Ma la trama forzata proprio NO. Mi urta che i lettori debbano essere presi in giro in modo così palese e svergognato.. Già mi immagino la scrittrice che si fa beffe di noi! Molto probabilmente l'autrice è convinta di aver scritto un'opera meritoria altrimenti non si spiega.. Insomma, io se fossi stata lei, mi sarei vergognata come una ladra a presentare al pubblico tale, ehm, ammasso di parole!
Il finale poi.. Non volevo crederci, giuro. A parte che è stupidissimo.. E poi in realtà non viene risolto nulla! I cattivi sono ancora lì.. WTF?
Mi risparmio l'analisi di stile ed editing, perché sebbene siano davvero di basso livello, in confronto alla trama sono splendidi!

Siccome è un'opera evitabilissima, vi riporto i tratti che mi hanno fatto cadere le braccia.. Non credo di aver mai usato tanto la funzione "Sottolinea" sul Kindle come con questo libro.. Penso che metà dei miei appunti riguardi questo libro.. Non potevo non riportarle, bisogna mostrare il livello di degrado!

Qui iniziano le parti che ho citato; come richiesto dalla casa editrice,  ho messo l'avviso spoiler.

SPOILER (clicca per visualizzare)

lunedì 14 gennaio 2013

Io e te - Niccolç Ammaniti

Titolo: Io e te
Autore: Niccolò Ammaniti
Pagine: 113

Voto: 

Se avessi letto questo libro come primo di Ammaniti, probabilmente mi sarebbe piaciuto molto. Breve, essenziale, eppure abbastanza incisivo.. Insomma, quello che voleva dire l'ha detto!
Però.. Niente, nulla può togliermi dalla mente l'idea che questo libro NON sia stato affatto scritto dal mio beniamino.. Non è lui, non è il suo stile, la sua storia.. Addirittura, non è il suo finale.
Non è nulla. 
L'ho letto appena uscito, nel 2010 e un'amarezza così profonda si era impossessata di me che ho rinnegato l'esistenza stessa del libro e soprattutto che fosse frutto della mente deviata e pazzoide di Ammaniti.
Se per anni e anni un dato scrittore ci abitua a certe cose, non è che poi può svegliarsi una mattina, scrivere un racconto lungo (mi rifiuto di chiamare libro un insieme di pagine scritte a carattere 72 e vendute dall'Einaudi a prezzo d'oro nemmeno fosse un diamante Trilogy..) che stona con tutto ciò che è venuto prima (e spero ciò che verrà dopo..).
Innanzitutto c'è la brevità: è vero che un libro non si misura dalla pagine, lo so lo so.. Ed è anche vero che ho detto che il libro è esaustivo.. Ma nondimeno lascia una grande sensazione di insoddisfazione e di incompletezza. Tante altre cose sarebbero potute essere raccontate..
Poi c'è la questione personaggi: Lorenzo e Olivia, per motivi differenti, hanno scatenato in me un forte sentimento di tenerezza, impotenza e pietà. Ma NON è questo ciò che i personaggi AMMANITIANI dovrebbero fare!! Il personaggio tipo è così diverso, così.. Non so, Ammanitiano, per l'appunto. Il discorso probabilmente non ha il minimo senso per chi non ha letto nulla di Ammaniti, dovrete perdonarmi! E' vero che spesso i protagonisti mi fanno tenerezza/pena (Saverio di Come Dio comanda, Pietro di Ti prendo e ti porto via..), ma hanno una loro forza interiore difficile da spiegare.
Continuiamo a farci del male con la trama: è ineccepibile in realtà: due ragazzi soli, due anime alla deriva e un'amicizia che si crea in poco tempo. Non un'amicizia normale, fatta di risate, uscite o avventure.. Ma di convivenza forzata in una cantina e la presa di coscienza delle proprie debolezze. E giuro, io lo avrei considerato probabilmente un libro da 4* e mezzo, se fosse stato scritto da qualsiasi altro autore sulla faccia della Terra.. Io da Ammaniti mi aspetto tutt'altro, ecco. Per me lui è sempre stato l'alter ego 'italiano' di Chuck Palahniuk: due matti persi che scrivono storie al limite della credibilità, con sviluppi improbabili e finali apocalittici. E qui?! Dove è finito tutto ciò? Dove è finita l'esplosione memorabile che ha caratterizzato "L'ultimo capodanno dell'umanità"? E la lettera di Pietro in "Ti prendo e ti porto via"? Nulla di nulla..

Io non so se Ammaniti ha scritto questo libro per doveri editoriali nei confronti dell'Einaudi o ha deciso di cambiare genere.. Non so quale delle prospettive mi avvilisce di più, giuro! NON può aver perso la sua ispirazione o peggio, essere diventato uno scrittore normale!! Ora devo tenerlo d'occhio con "Il momento è delicato", speriamo si sia ripreso qui!

sabato 29 dicembre 2012

My dead friend Sarah - Peter Rosch

Titolo: My dead friend Sarah
Autore: Peter Rosch
Pagine: 228

Voto: 

Ok, questa volta non è colpa mia!! E' vero che mi sono lasciata catturare dalla copertina.. Però ho anche letto e apprezzato la trama..!
Dunque, abbiamo Max, ex alcolista, che per mesi sogna il rapimento e l'uccisione di una ragazza. Un giorno la incontra e vuole conoscerla per metterla in guardia su ciò che le accadrà e sperare che la ragazza in questione, Sarah, non lo prenda per pazzo..
Giusto per correttezza, ho finito il libro perché l'ho richiesto alla casa editrice e mi sembrava doveroso scriverne una recensione, altrimenti penso che sarebbe finito nel dimenticatoio..
La prima parte non è nemmeno tanto male, anzi: Max e Sarah parlano in prima persona a capitoli alterni e sebbene la storia inizi in medias res (con la polizia che interroga Max perché Sarah è effettivamente scomparsa), pian piano viene ricostruito tutto. Il problema, che inizialmente ho trovato un pregio, è il fatto che non c'è un minimo di ordine logico/razionale/temporale nella narrazione.. All'inizio la cosa ti spiazza poi diventa sempre più fastidiosa..
Un grande handicap è che -per loro stessa ammissione - i due narratori della storia sono dei bugiardi cronici a livelli olimpionici.. Insomma, dover sempre mettere in dubbio ciò che si legge è stressante! *_*
Prendere in giro così il povero lettore.. Che mondo crudele!
La seconda parte è proprio difficile da leggere senza cadere in uno stato comatoso irreversibile, giuro!
Il problema poi è anche nella trama: sinceramente, fa acqua da tutte le parti, è debole e soprattutto non meritevole delle duecento e passa pagine.
Sarah poi.. All'inizio mi ha fatto tenerezza e mi ha anche divertito, però poi.. Non so, inconsistente potrei definirla. Evanescente.. O più malvagiamente, inutile. Soprattutto quando a parlare è Max!
Per concludere la mia ditruzione del romanzo,

Ci sono però degli aspetti positivi in tutto ciò: in parte il protagonista Max: un ex alcolizzato, quindi non stra-perfetto e fighissimo (anche se poi questo aspetto cade facilmente, perché Max è inquietante -non saprei come altro descriverlo: dopo che non vuole più sentire Sarah, si mette a seguirla di notte peggio di uno stalker..); poi appunto c'è il fatto che si parli -senza nascondersi dietro buonismi vari- dell'alcolismo (e anche qui: grandioso! E' stata la prima reazione.. Poi dopo la miliardesima riunione degli AA mi sono chiesta se non stessi leggendo un loro opuscolo, piuttosto che un romanzo!). Per finire, ogni tanto ho trovato qualche pallido tentativo di ironia..

Possiamo lavorarci su, Mr Rosch!
Like many lost souls with no quickly identifiable problems I am paying someone to help, who is only doing it to make a living, and then lying to her, hich they could care less about, week after week after week.
Verbal vomit is too easy; far more difficult to choke back and swallow that bomb while creating an adult response to keep things civil and moving in the direction most beneficial to us.
You can forgive someone but forgiveness doesn't always mend things back to the way they were.