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sabato 16 marzo 2013

Cioccolato amaro - Lesley Lokko

Titolo: Cioccolato amaro
Autore: Lesley Lokko
Pagine: 630**
Titolo originale: Bitter Chocolate
Goodreads

Voto: 
Questo libro mi ha completamente spiazzato e preso contropiede per due motivi:
a) Il libro ha 630 pagine. Ero CONVINTISSIMA che le pagine fossero poco più di trecento! Infatti mi era presa la crisi depressiva, perché non vedevo la fine e credevo di essere io il problema.. :DD Poi ho indagato più a fondo, e scoperto che il libro era semplicemente lungo il doppio. Sono contenta del mio 'errore'.. Non penso lo avrei mai iniziato, sapendo quante pagine aveva! (Lo so, lo so, non è un bel modo di valutare i libri, quello di prendere in considerazione le pagine.. Però che ansia! ç_ç
b) A dispetto del titolo (e del nome dell'autrice, eheh! Ehm io pensavo fosse uno pseudonimo..), NON è assolutamente un romanzo Chick lit, o leggerino.. Anzi! anche qui credo che dipenda da me, in fondo la trama non nasconde che il romanzo riservi drammi.. Ma niente, io ero davvero partita con l'idea di leggere un romanzetto rosa tranquillo tranquillo, tanto che il piano tecnicamente era leggerlo nei momenti morti in contemporanea con altri due/tre libri.. Inutile dire che in questa lunghissima settimana, ho letto solo questo ._.

Io non so se avete mai letto "David COpperfield", di Dickens.. Ecco, se l'avete fatto, forse un po' mi capirete: questo libro me lo ha ricordato (non voglio assolutamente offendere Dickens, o dire che la Lokko sarà un'autrice che rimarrà nella storia della letteratura, beninteso!): le  tre protagoniste affrontano una serie infinita di sfighe, tragedie, sfighissime che sembrano avere una calamita addosso..

Una, due, tre, quattro sfighe.. Ma poi si arriva al punto della non credibilità! Non siamo a livello "Beautiful".. Però magari "Beautiful" I stagione sì!
Ho parlato di tre protagoniste, perché effettivamente seguiamo il POV di Laure, Améline e Melanie.. Ma sostanzialmente il personaggio principale è Laure, a cui tralaltro è dedicata la maggior parte del libro. Laure e Améline si conoscono dall'inizio del libro, ma si ricongiungono solo alla fine.. Melanie è presente nel libro come un binario singolo e solo nell'ultima parte, il suo destino si intreccia con quello di Laure.
Premesso che mi è piaciuto.. Non so, sono un po' confusa. Secondo me la Lokko ha voluto osare un po' troppo.. Crea troppe situazioni, vuole portare avanti le storie di tre (ipotetiche) co-protagoniste, ma non riesce totalmente a portare avanti tutte e tre allo stesso modo: la bella, perfetta, senzazionale, splendente Laure sovrasta e oscura le altre due poverette.. Tanto che il corso delle loro vite sembra essere messo lì -ogni tot capitoli dedicati a Laure- giusto per creare suspense o per rompere la "tensione".. Sembra quasi la pausetta per sgranchirsi le gambe ad una lezione universitaria!
Inoltre, alcune cose non hanno davvero senso. Cioè, la Lokko ce le butta lì in caciara, ne parla in sordina e ci attrae in un altro disastro così da distrarci.. Ma se, come me, leggete questo libro in piena crisi letteraria e ci mettete una vita, vi accorgerete che ci sono delle stonature davvero imperdonabili!
Una cosa davvero imperdonabile è il finale. Che nervi che mi ha fatto venire!! Innanzitutto, non puoi creare tre personaggi e decidere di sacrificarne uno (*Sacrificare* in senso lato, sia ben chiaro. Non voglio fare spoiler e il termine "Sacrificare" mi è sembrato il più adatto!) per il bene dell'altro. Ma che bassezza è?? Ci sono rimasta con l'amaro in bocca, sinceramente.. Il confronto Daniel/Laure poi! Ma cosa!! Mi tiri avanti la stria per seicento pagine e poi il finale (osceno) me lo risolvi in meno di dieci? -.-
Un altro appunto che mi sento di fare: le tre ragazze sono tutte bellissime, sexissime, splendentissime, levissime.. EHI! Si può per cortesia avere una persona normale?! Una che non sia una modella? Che non abbia i capelli ricci, setosissimi, morbidissimi? (Che poi me lo spiega, come fa.. Una ragazza di Haiti con i capelli morbidi, governabili e vellutati come la seta. ._.) Grazie!
Io non sono riuscita ad affezionarmi a nessuna delle tre ragazze: sbagliano, sbagliano, ma non imparano mai dai loro errori. Che poi per carità, sono la prima a fare cretinate su cretinate e a cadere sempre per gli stessi motivi.. Però non so.. Forse in un romanzo mi aspetto una storia un po' "edificante"! Si sbaglia, si impara dagli errori, si migliora. ._.
Inoltre **LEGGERISSIMO SPOILER CHE NON VI CAMBIERA' LA VITA, MA VE LO PREANNUNCIO UGUALE :D 'ste tre mettono più corna loro che Zeus alla povera Era (Lo sappiamo tutti che tre quarti delle storie e dei miti greci nascono dal fatto che Zeus non sa tenerselo nei pantaloni :D).. Non so, un po' la cosa mi ha infastidito ._. FINE SPOILER!**

Si beh, ho praticamente demolito il romanzo, me ne rendo conto. Ma mi è piaciuto! Lo consiglio!!
E' vero che l'autrice spesso non si destreggia alla perfezione con tutto ciò che crea, ma è innegabile che è un romanzo molto ricco.. Insomma, ogni pagina riserva una sorpresa! E poi, a parte qualche parte un po' lentina, si legge bene e offre una buona compagnia :))


**SEICENTOTRENTAPAGINE, non so se rendo. Tanto per darvi un'idea, La trilogia completa de "Il signore degli anelli" ne ha 1200..  

giovedì 7 febbraio 2013

L'assassino di corte - Robin Hobb

Titolo: L'assassino di corte
Autore: Robin Hobb
Pagine: 790
Titolo originale: Royal assassin

Voto: 

Squillo di trombe, festeggiamenti a gogo, gaudio, tripudio e commozione generale! Dopo un mese di tempo, sono finalmente riuscita a terminare questo libro.. E' stata una battaglia senza esclusione di colpi, con il libro che implacabile fiaccava le mie energie ed è stato sul punto di vincermi più e più volte.. E invece no! :DD
Chi la dura la vince, non ci sono più le mezze stagioni e via discorrendo :D

La cosa bella e quasi comica è che il libro mi è pure piaciuto un sacco.. Come si spiega questa cosa alla Dr Jekyll e Mr Hyde? O.O
Innanzitutto, il numero di pagine. Lo so lo so lo so che non si giudica un libro dalle pagine! Però erano davvero troppe. La Hobb, che scrive divinamente, ogni tanto si perde.. O meglio, non mi ha MAI dato l'impressione di non sapere dove volesse arrivare, o di essersi persa mentre osservava gli uccellini sugli alberi, per carità! Per perdersi in questo caso specifico intendo dire che abbonda di particolari che se da una parte sono belli e suggestivi, dall'altra rallentano sovente la storia.
Poi c'è anche il gravoso problema dei millemila nomi che mi vengono presentati e le parentele infinite.. Di nuovo, credo sia una mancanza mia, più che della Hobb, ma io leggo tre/quattro libri insieme, studio, ho una mezza vita sociale (quando capita) e via discorrendo.. Non posso impazzire dietro ai nomi! Mi rendo ben conto che sono tutti (dai, diciamo un buon 95%!) importanti.. Però bisognerebbe anche venire incontro a chi ha poca memoria! :D
Ah, e poi continuano a infastidirmi gli 'apri-capitolo', di cui, in tutta onestà, ancora non ne ho capito il senso.. Sono fuorvianti e noiosi! Infatti li ho saltati a cuor leggero..
(Se poi vogliamo continuare a mettere il dito nella piaga, darei la colpa della mia lettura di oltre un mese alla scrittura carattere 5 scelta dalla Fanucci. Ho capito che se avessero usato il carattere normale sarebbe venuto fuori un libro di 1500.. Però che diamine!!)
Io amo profondamente Fitz! Che gran bel personaggio! Non è perfetto, non è meraviglioso, non è NIENTE. E' un bastardo reale, una spia e assassino per il re: non ha gloria, né riconoscimenti, nonostante si occupi di tenere insieme i fragili pezzi che costituiscono Castelborgo.. Soffre, lotta, assiste impotente alle ingiustizie a cui non può ribellarsi. Chi è lui in fondo per mettersi contro Regal, fratello minore del re-in-attesa?
La storia è intensissima: come nel primo volume, succedono milioni di cose.. Se c'è una persona che avrebbe potuto permettersi di allungare la saga all'infinito, questa è proprio la Hobb.. Altro che gli scrittori/le scrittrici odierni che pur di racimolare due spicci scrivono ottanta volumi per una storia che poteva concludersi a metà del primo! 
Ecco dunque spiegate le quasi 800 pagine, del resto! :) La Hobb con discrezione e bravura ci porta all'interno della corte di Veritas, con i suoi amori, tradimenti, intrighi, bugie, crudeltà fino a che il lettore non ne può più uscire.. *_*
In definitiva.. Mi sento di consigliarlo? Sì! La storia è veramente meritevole, la Hobb scrive benissimo, i personaggi sono caratterizzati in modo vivido e particolareggiato, i colpi di scena non mancano, i cattivi sono tali e i buoni non sono esseri super perfetti e noiosi.. Ognuno di loro ha luce e ombre, come le persone reali, insomma! Però il mio consiglio è di leggerlo innanzitutto in un periodo in cui si è ESTREMAMENTE rilassati (eh, facile a dirlo!!) e soprattutto senza fare il mio errore di leggerne altri dieci insieme! Qui serve davvero essere concentrati =P
Esiste un terzo volume (almeno di questa prima saga..) ma sospetto che passerà un bel po' di tempo prima che riesca ad affrontarla.. *_* Mi ha indebolito lo spirito ehehe :D

giovedì 27 dicembre 2012

Believing the lie - Elizabeth George

Titolo: Believing the lie
Autore: Elizabeth George
Pagine: 688

Voto: 

Io.. Ecco.. No, Elizabeth, non si fa così!!
Portare a termine la lettura di questo libro è stato un parto, una fatica immane, un'impresa titanica.
Mi fa sentire male non apprezzare un libro della George.. L'ho sempre considerata una delle migliori scrittrici di thriller di questo secolo, e probabilmente continuerò a farlo, ma qualcosa si è spezzato.. Ammetto che MAI e poi MAI avrei pensato di poter dare solo tre stelline ad un libro della George, giuro!
Però ho iniziato non so quanti libri insieme a questo pur di leggere altro e non cadere nello stato comatoso dopo aver letto sì e no 10 pagine, e vedevo la percentuale di progresso sul Kindle sempre inesorabilmente ferma allo stesso punto!
La George secondo me ha perso un po' se stessa: i suoi primi libri avevano un numero di pagine normale, eppure erano densi e meravigliosi; da un po' di tempo a questa parte sembra invece che la George pensi che per scrivere un bel libro sia necessario superare le 600 pagine, col rischio risultato di perdersi inevitabilmente..
Basti sottolineare il fatto che al thriller vero e proprio viene dedicato si e no un quarto del libro, mentre il resto sono storie parallele che però occupano talmente tanto 'spazio' da risultare le storie principali!
Certo, Elizabeth George è perfettamente in grado di gestire tutta questa roba, di intrecciare storie, personaggi, luoghi con una maestria rara, per carità! Il problema è che questa volta thriller e storie parallele proseguono per due binari paralleli senza (quasi mai) incontrarsi. Una delle due parti avrebbe potuto benissimo far parte degli appendici e nulla sarebbe cambiato..
Anche perché questa volta ha davvero inserito troppi argomenti!! Pedofilia, omosessualità, sterilità, famiglie disadattate (ma quanto gli piace questo tema alla George??!) e via discorrendo..
Poi vabbé, i personaggi. 
Deborah purtroppo è il peggior personaggio della George dopo Isabelle Ardery (Che grazie al cielo qui appare poco, sebbene già troppo per i miei gusti!): antipatica, noiosa, stupida e veramente veramente capace di ispirarti i peggiori sentimenti di violenza e cattiveria.. Fa una serie di cretinate e poi viene sempre protetta, consolata e compresa da quei due allocchi di Simon e Linley.. GRRRR!!
Isabelle, come dicevo, è purtroppo ancora presente (ma spero per poco).. E la sua relazione con Linley è una dei colpi bassi più meschini che la George ci abbia tirato in questi 17 lunghi episodi.. Ha tolto ogni dignità al povero Thomas, sempre stato un personaggio affascinante e appunto dignitoso per trasformarlo in un essere che brama il rapporto fisico con una donna.. Ma perché!! Cosa ti ha fatto di male quel poverino!!
E qui cade a pennello il sentore che la George si sia stancata dei suoi beniamini e li voglia a) rimpiazzare (nel senso che continuerà a scrivere storie circa Scotland Yard con due nuovi personaggi o b) eliminare totalmente (nel senso che non scriverà più di Scotland Yard.. E quasi quasi mi vien da pensare che la scelta finale sia questa, visto anche che a quanto pare la George ha scritto una nuova serie spostandosi in un ambiente a lei del tutto sconosciuto, quello degli Young adult..). A me va bene tutto, per carità, sono (quasi) pronta a lasciare questa coppia strepitosa (e per lasciarli intendo che sono pronta a rileggermi i libri precedenti!!).. Ma.. Gentilmente Miss George, qualora fosse questo il caso.. Potrebbe farli uscire di scena in maniera decente?!
Anche gli ultimi sviluppi sulla povera Barbara non mi fanno presagire nulla di buono..
Per concludere, George, se puoi sentirmi.. SMETTILA di mandare fuori Londra Linley e di non farlo lavorare in coppia con Havers!!! C'è poco da fare, così facendo i personaggi sono l'ombra di sé stessi, sono spenti e senza il loro smalto che li caratterizza.. Rivogliamo i bei vecchi romanzi in cui si aggiravano INSIEME per Londra e facevano INSIEME faville!!
Grazie u.u

domenica 18 novembre 2012

Leviathan (La trilogia) - Westerfeld


Titolo:  Leviathan
Autore: Westerfeld
Pagine: 1040
Titolo originale:  Leviathan

La casa editrice Einaudi non ha ritenuto opportuno (e corretto verso i suoi lettori), pubblicare i tre volumi della saga Leviathan singolarmente e lo ammetto, io avevo perso le speranze di vedere “Behemoth” e “Goliath” tradotti in italiano, tanto che mi ero ripromessa di leggerli in inglese.
E invece, come un fulmine a ciel sereno, ecco che hanno deciso di pubblicare l’intera saga in un’unica trilogia! Il volume unico è scomodo, le pagine non sono più lucide e belle come in “Leviathan” e soprattutto si perdono ben due copertine, che in questo caso erano meravigliose.. Non so quanto questa mossa possa esser furba, ma alla fine gli strateghi sono loro.. Io sono solo estremamente contenta di poter terminare questa saga *_*
È una saga meravigliosa.. Credo che rientri nelle mie preferite in assoluto. Assolutamente geniale e perfetta. Uno di quei libri che vorresti non terminassero mai.. Magari ci fossero state altre mille pagine!!!
Amo amo amo amo amo AMO Westerfeld!
E i disegni di Keith Thompson tolgono il fiato per quanto sono belli, giuro!

LEVIATHAN
L’ho riletto con estremo piacere, anche perché non ricordavo poi molto (i dettagli son venuti man mano che leggevo!).. Che dire, Westerfeld ha una scrittura superba. Al di là che la storia piaccia o meno o che le sue idee siano condivise oppure no, è innegabile che possiede un grande talento. Questo primo volume, a differenza di quelli di molte saghe che stanno spopolando ora, non è solo introduttivo, ma ricco di avvenimenti, personaggi e colpi di genio alla Westerfeld.
Westerfeld riprende la prima guerra mondiale e vi inserisce i Cigolanti e i Darwinisti: utilizzatori di macchine i primi, inventori delle creature di sintesi i secondi. Per creature di sintesi si intende creature il cui Dna è formato da diversi animali o comunque creati in laboratorio, per così dire. Non ho potuto fare a meno di ‘schierarmi’ con i Cigolanti, perché l’utilizzare creature viventi per combattere mi è sembrato una crudeltà inaudita. Tanto per fare un esempio, il Leviathan (che dà il titolo al I volume) è una balena utilizzata come dirigibile. Insomma, quando viene colpita dai tedeschi mi ha pianto il cuore, giuro!

Poi vabbé, sono pro-Cigolanti perché Alek è il mio personaggio preferito. Di una tenerezza disarmante, con un cuore d’oro grande come una casa e di una sensibilità rara. Lo adoro, lo ammetto!
Anche il conte Volger è un personaggio che mi stuzzica molto.. particolare, mi viene da definirlo. Ma la sua lealtà nei confronti di Alek è straordinaria. E tenera. E dolce.. Spero a questo punto di non aver preso una cantonata su di lui!
Il tutto è corredato dai disegni di Keith Thompson, che sono veramente straordinari. Sapessi disegnare un quinto di come disegna lei! Veramente meritevoli!
IL TITOLO: I titoli della trilogia mi hanno incuriosito molto e quindi mi sono messa a fare qualche (blanda) ricerchina.. Per quanto riguarda Leviathan, il mio primo pensiero è andato alla celebre opera di Hobbes, ma non riuscivo a trovare il collegamento. Ora credo si tratti del Leviatano, un’antica creatura biblica, anche perché (stando a Wikipedia, non vorrei aver preso cantonate incredibili!!) la parola “livyatan” in ebraico moderno vuol dire balena: la creatura di sintesi dei Darwinisti è proprio una balena.
Se stanno cercando di uccidermi¿ vuol dire che è tutto vero. Il conte Volger si chinò al suo fianco, urlando per sovrastare il rombo dei motori e delle cannonate. - Quest'affronto dovrebbe rincuorarvi, Alek. È la prova che siete ancora una minaccia per il trono
BEHEMOTH
Il primo volume, a suo tempo (ma anche ora con la rilettura!!) mi era piaciuto tantissimo e non pensavo che il secondo potesse eguagliarlo.. Non mi sbagliavo, anche se per un altro motivo: il secondo, se possibile, è ancora migliore del primo. Ci sono gli stessi personaggi sorprendenti della prima avventura, con l’aggiunta di nuovi, come per esempio Lilit, figlia dei ribelli Ottomani.. Westerfeld, aldilà del creare storie stupefacenti e mozzafiato, ha il grandissimo dono di presentarci personaggi adorabili (nel senso di facilmente adorabili!) e veramente indimenticabili: Alek è di una tenerezza e bontà d’animo sorprendenti.. Pronto a sacrificare quelle poche sicurezze che ha per aiutare gli altri; è molto dolce, verrebbe voglia di abbracciarlo continuamente! Deryn Aka Dylan credo sia il mio personaggio preferito. È un’eroina degna di questo nome, che più e più volte salva situazione e amici. Ha idee geniali, è coraggiosa, è intelligente. Per di più, è innamorata di Alek (palesemente!), ma non si lascia distrarre dai suoi sentimenti e continua il suo lavoro. Anche lei ha un gran cuore!
 Ammetto di avere un debole anche per il conte Volger: non è quello che si dice un personaggio facile da amare, per carità.. Però agisce sempre in modo tale da favorire/salvare/aiutare Alek :’)
Durante la lettura di “Behemoth” è impossibile annoiarsi: l’azione è continua, così come i colpi di scena.. non ci sono punti morti! Niente monotonie o ripetizioni, è tutto un “e ora cosa accadrà?!”
Appena terminato questo secondo volume volevo tuffarmi subito sul terzo e (purtroppo) ultimo volume della saga.. Ma so già che mi sarebbe mancato terribilmente alla fine, e quindi ho fatto passare un po’ di giorni..
IL TITOLO: Anche qui, come per “Leviathan”, credo che Westerfeld si rifaccia alle creature bibliche.. In questo caso Behemoth è una creatura leggendaria dotata di grande forza e potere, tanto che viene utilizzata come arma segreta degli inglesi!
“Vi devo la vita. Un colpo di scena piuttosto seccante”

GOLIATH 

Sono giunta all’ultimo capitolo della trilogia con un groppo in gola, consapevole che pur non potendo fermarmi nella lettura, una volta finito lo avrei terribilmente rimpianto. E così è stato, dover dire addio al Leviathan, ad Alek, Deryn, il conte.. Che amarezza!
Il terzo capitolo è decisamente notevole. Colpi di scena a non finire, come Westerfeld ci ha ben abituati sin dall’inizio.. E soprattutto, una grande evoluzione dei personaggi: prima di tutto Alek, che matura ed è pronto a lottare per porre fine alla guerra. Poi anche il rapporto fra Deryn e Alek cresce.. Deryn ha sempre saputo quale fossero i suoi sentimenti e ben presto Alek si rende conto dei suoi: è stato di una tenerezza disarmante vedere come Alek si prende cura della ragazza quando è ferita e di come sacrifichi la segretezza del suo titolo pur di non rivelare al mondo la sua identità..
Che coppia meravigliosa che sono! *_*
Ah, ovviamente il conte rimane un figo pazzesco!!
Per tornare alla storia, al di là della narrazione (Westerfeld è un mostro con la penna, c’è poco da fare!), durante la lettura mi ha sorpreso enormemente pensare a quanto lavoro di ricerca e di studio Westerfeld abbia compiuto. Un lavoro imponente e indimenticabile.. In questo ultimo volume si è veramente superato su questo fronte! Chapeau, davvero.
IL TITOLO: Il titolo del terzo libro, “Goliath”, credo sia ripreso dal carrarmato omonimo utilizzato durante la II guerra mondiale dai tedeschi.. Ma non voglio fare spoiler e soprattutto imbarcarmi in spiegazioni quando magari ho preso un abbaglio spaventoso! :D
“Non puoi dare la colpa ad un fiammifero se brucia una casa di paglia, Alek”
Alek si rese conto di aver mentito a tre uomini in altrettanti minuti. E peggio ancora, ci era riuscito benissimo.

domenica 11 novembre 2012

Oblomov - Ivan Aleksandrovič Gončarov


Titolo: Oblomov
Autore: Ivan Aleksandrovič Gončarov
Pagine: 656
Titolo originale: Обломов

Voto: 


L'amore fa incredibili progressi, è la cancrena dell'anima.

E' stata dura, ma i nostri eroi sono riusciti a portare in salvo l'antico vaso, senza tralaltro ubriacarsi di amaro Montenegro! (Qui!)
Detto ciò, torniamo a noi :D 
Che dire.. Oblomov è l'essenza, o meglio la reincarnazione, dell'accidia e del posticipare ciò che andrebbe fatto. Si presenta come un personaggio estremamente indolente, pigro, che raramente lascia la sua stanza da letto e facile da odiare.. Eppure non so quale magia ha fatto Gončarov, non ho provato nessun sentimento di astio nei suoi confronti, e conoscendomi, mi sembra un piccolo miracolo.. Ciò mi ha dato l'entusiasmo di proseguire senza che scaraventassi via il libro a pagina dieci per mia stessa indolenza. 
Mi è piaciuto tantissimo, e credo che anche questo sia un piccolo miracolo perché io la letteratura russa proprio non la digerisco: per carità riconosco ogni merito a Dostoevskij e Bulgakov, ma non riesco innanzitutto a comprenderli e poi a leggerli come 'piacere'.. Nei miei diversi tentativi ho faticato tantissimo! 
Bando alle ciance, torniamo al libro!
Il libro, tranne alcuni pezzi che rappresentano proprio l'essenza della letteratura russa, scorre che è un piacere e spesso è anche molto divertente.. Zachar è un personaggio sorprendente, il suo pensare, agire e i borbottii sono fantastici! 
Non conosco bene (ok, praticamente per niente, ammettiamolo) la storia della Russia del XIX secolo, ma mi è sembrato che Goncarov faccia una satira abbastanza lucida della società del tempo.. Decisamente interessante!

Insomma, Gončarov è un grande autore.. Però non è mai citato nella "rosa" degli scrittori russi.. O almeno, io, da brava ignorante quale sono, non lo avevo mai sentito.. Sicuramente vale un po' più di attenzione, altroché!



giovedì 8 novembre 2012

Questo corpo mortale - Elizabeth George


Titolo: Questo corpo mortale
Autore: Elizabeth George
Pagine: 666
Titolo originale: This body of death

Voto: 

La George secondo me ha una penna incantata: scrive, scrive scrive e non si ferma mai. Nel lungo percorso, non ti annoia mai e ti fa desiderare ardentemente di essere lì con i personaggi..
Detto questo, perché è d'obbligo complimentarsi con lei, devo aggiungere una nota dolente.. Mi sembra infatti (impressione avuta già con la lettura del libro in lingua originale e aumentata con la rilettura) stia perdendo interesse per la storica coppia Havers - Linley. E' un'accoppiata atipica ma assolutamente fantastica e, tenuto conto della maestria della George, il pezzo da novanta di questa serie.
Quindi non so, l'accanimento contro i due non riesco a capirlo.. E soprattutto non capisco la necessità di inserire un personaggio quale Isabelle. Ecco, credo che lei sia uno dei personaggi più antipatici della storia della letteratura e senza voler esagerare, la metterei tranquillamente nella Top twenty! Che scorrettezza la sua relazione con Linley (che si era capita a pagina dieci, praticamente..!).. E la povera Helen?? Io rimango dalla sua parte u.u
Poi un'altra cosa che mi ha fatto togliere la C stellina è il fatto che le indagini sono dislocate tra Londra e l'Hampshire.. Ecco, quando accade, i personaggi perdono una parte del loro smalto, a Londra invece danno il meglio di sè!

Le ultime righe non mi fanno presagire nulla di buono.. Guarda se non è la volta buona che inizio ad odiare la George, eh!!