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giovedì 7 febbraio 2013

L'assassino di corte - Robin Hobb

Titolo: L'assassino di corte
Autore: Robin Hobb
Pagine: 790
Titolo originale: Royal assassin

Voto: 

Squillo di trombe, festeggiamenti a gogo, gaudio, tripudio e commozione generale! Dopo un mese di tempo, sono finalmente riuscita a terminare questo libro.. E' stata una battaglia senza esclusione di colpi, con il libro che implacabile fiaccava le mie energie ed è stato sul punto di vincermi più e più volte.. E invece no! :DD
Chi la dura la vince, non ci sono più le mezze stagioni e via discorrendo :D

La cosa bella e quasi comica è che il libro mi è pure piaciuto un sacco.. Come si spiega questa cosa alla Dr Jekyll e Mr Hyde? O.O
Innanzitutto, il numero di pagine. Lo so lo so lo so che non si giudica un libro dalle pagine! Però erano davvero troppe. La Hobb, che scrive divinamente, ogni tanto si perde.. O meglio, non mi ha MAI dato l'impressione di non sapere dove volesse arrivare, o di essersi persa mentre osservava gli uccellini sugli alberi, per carità! Per perdersi in questo caso specifico intendo dire che abbonda di particolari che se da una parte sono belli e suggestivi, dall'altra rallentano sovente la storia.
Poi c'è anche il gravoso problema dei millemila nomi che mi vengono presentati e le parentele infinite.. Di nuovo, credo sia una mancanza mia, più che della Hobb, ma io leggo tre/quattro libri insieme, studio, ho una mezza vita sociale (quando capita) e via discorrendo.. Non posso impazzire dietro ai nomi! Mi rendo ben conto che sono tutti (dai, diciamo un buon 95%!) importanti.. Però bisognerebbe anche venire incontro a chi ha poca memoria! :D
Ah, e poi continuano a infastidirmi gli 'apri-capitolo', di cui, in tutta onestà, ancora non ne ho capito il senso.. Sono fuorvianti e noiosi! Infatti li ho saltati a cuor leggero..
(Se poi vogliamo continuare a mettere il dito nella piaga, darei la colpa della mia lettura di oltre un mese alla scrittura carattere 5 scelta dalla Fanucci. Ho capito che se avessero usato il carattere normale sarebbe venuto fuori un libro di 1500.. Però che diamine!!)
Io amo profondamente Fitz! Che gran bel personaggio! Non è perfetto, non è meraviglioso, non è NIENTE. E' un bastardo reale, una spia e assassino per il re: non ha gloria, né riconoscimenti, nonostante si occupi di tenere insieme i fragili pezzi che costituiscono Castelborgo.. Soffre, lotta, assiste impotente alle ingiustizie a cui non può ribellarsi. Chi è lui in fondo per mettersi contro Regal, fratello minore del re-in-attesa?
La storia è intensissima: come nel primo volume, succedono milioni di cose.. Se c'è una persona che avrebbe potuto permettersi di allungare la saga all'infinito, questa è proprio la Hobb.. Altro che gli scrittori/le scrittrici odierni che pur di racimolare due spicci scrivono ottanta volumi per una storia che poteva concludersi a metà del primo! 
Ecco dunque spiegate le quasi 800 pagine, del resto! :) La Hobb con discrezione e bravura ci porta all'interno della corte di Veritas, con i suoi amori, tradimenti, intrighi, bugie, crudeltà fino a che il lettore non ne può più uscire.. *_*
In definitiva.. Mi sento di consigliarlo? Sì! La storia è veramente meritevole, la Hobb scrive benissimo, i personaggi sono caratterizzati in modo vivido e particolareggiato, i colpi di scena non mancano, i cattivi sono tali e i buoni non sono esseri super perfetti e noiosi.. Ognuno di loro ha luce e ombre, come le persone reali, insomma! Però il mio consiglio è di leggerlo innanzitutto in un periodo in cui si è ESTREMAMENTE rilassati (eh, facile a dirlo!!) e soprattutto senza fare il mio errore di leggerne altri dieci insieme! Qui serve davvero essere concentrati =P
Esiste un terzo volume (almeno di questa prima saga..) ma sospetto che passerà un bel po' di tempo prima che riesca ad affrontarla.. *_* Mi ha indebolito lo spirito ehehe :D

venerdì 18 gennaio 2013

Carrie - Stephen King

Titolo: Carrie
Autore: Stephen King
Pagine: 176
Titolo originale: Carrie

Voto: 

"Nel 1974 Tabitha, la moglie di Stephen King, ritrova il manoscritto di Carrie, e riesce a farlo pubblicare."

Tab, seriamente, potevi pure evitarcelo. Ti avremmo voluto bene uguale. Largo circa.
Inizia e termina con "Carrie" il mio super buon proposito di leggere un libro di King al mese (l'ho sparata grossa, questa volta, nel darmi obiettivi libreschi! :D). In realtà dentro di me me lo sentivo, ma come si dice dalle mie parti.. La speranza è l'ultima a morire!
Per di più doveva mettermi in avviso il fatto che avessi letto una serie di libri bellissimi da 5*.. La botta doveva arrivare, prima o poi..
Niente, una patina di insofferenza mi ha inglobato e non sono riuscita ad uscirne fino a che non ho terminato il libro..
Il problema definitivo e incorreggibile è che al di là delle storie che possono essere più o meno interessanti, detesto il modo di scrivere dell'autore. Mi fa venire un sonno pazzesco, e spesso sono stata lì lì per finire in uno stato comatoso irreversibile: mi coinvolge di più guardare le formiche che si fanno un mazzo tanto per trasportare le molliche alla loro tana.. Sarò un caso patologico? :D
ODIO cordialmente tutte le interruzioni che King fa inserendo il POV del protagonista preso in esame. O mi parli in terza persona O mi parli in prima, smettila di confondermi!
A parte ciò, che in realtà è responsabile all'80% di una brutta lettura, c'è il fatto che King non ama i suoi personaggi. O meglio, li odia proprio! Non capisco tutto questo accanimento.. Secondo me deve sublimare qualche evento traumatico della sua vita e per fare ciò se la prende con personaggi fittizi, odiandoli a morte e conducendoli a destini disgraziati.. Già me lo vedo mentre scrive nel suo studio: Sguardo malefico, risata diabolica e una soddisfazione quasi orgasmica quando (STILE DEUS EX MACHINA) manda sui suoi personaggi una sciagura dopo l'altro.
E qui devo necessariamente introdurre una malcelata verità che riguarda me e King: mi fa antipatia solo sentire il suo nome.. Quindi sì, probabilmente non sono oggettiva mentre leggo i suoi libri.. Ma è un sentimento che trascende l'umana comprensione, credo! :D

Quel genere di antipatia che ti fa venire il tic all'occhio, per capirci.

Poi non so, ma tutti continuano a spacciarmi King come maestro dell'horror, ma io non riesco a comprendere.. La telecinesi NON è horror! E se fossi stata Carrie, avrei agito alla stessa maniera.
L'unica persona che mi ha intenerito oltre a Carrie (seriamente, non si può trattare così un protagonista!) è stato Tommy.. C'era del buono (forse pure troppo) in lui, mi ha pianto un pochino il cuore.. 


lunedì 14 gennaio 2013

L'età dell'innocenza - Edith Wharton

Titolo: L'età dell'innocenza
Autore: Edith Wharton
Pagine: 348
Titolo originale: the age of innocence

Voto: 

Ci ho messo un po' (circa due settimane.. :D), ma ne vale assolutamente la pena! Ho veramente amato questo libro *_*
E che gran risultato che ho ottenuto! A me i classiconi (se escludiamo alcune perle di rara bellezza) non è che proprio piacciono.. Diciamo che ci tolleriamo a vicenda.. E che se non li avessi incontrati nel mio percorso, la mia vita sarebbe comunque continuata felice e serena, ecco!
Però non so, questo libro mi ha lanciato un'esca e io non ho saputo resistere.. Mi ha chiamato a sé come solo i bei libri sanno fare e mi ha catturato *_*
Innanzitutto, ci tengo a fare due tributi a:
1) EDITH WHARTON in persona: una grande, grandissima scrittrice con una penna stregata. Descrive la società newyorchese di fine Ottocento con una maestria rara.. Lei è sempre presente, non solo come narratrice, no: lei con una sottile ironia e con uno stile raffinato si prende gioco di questa società, la critica senza pietà quando è necessario e la esalta quando lo merita. Se non ci fosse stata la sua partecipazione, il romanzo non sarebbe stato altrettanto bello! Sotto le apparenze di una società perfetta, lei ci mostra la vera essenza del mondo.. :')
2) ELLEN OLENSKA: credo che lei sia in assoluto il mio personaggio preferito. Io tifavo per lei, lo ammetto! Una donna che ha la forza di scontrarsi con le rigide imposizioni della società e della buona etichetta, che non vuole piegarsi a ciò che è 'considerato un buon comportamento' se va contro a ciò che è giusto.. Una donna passionale, bella e forte spenta da un marito incapace e repressa dalla famiglia che non vuole scandali. Insomma, una signora Co-protagonista, non c'è che dire!
Newland è un altro personaggio che mi è piaciuto moltissimo: pian piano, si accorge che la vita che ha condotto fino a quel momento altro non era che ipocrita e vuota; per la dolce May -frutto meglio riuscito di questa società- egli non prova nulla se non affetto: il vero amore, la passione, lo struggimento sono per Ellen, la cugina.
Mi è piaciuta la sua evoluzione, la sua passione che dirompe.. Non sono d'accordo sul finale, e probabilmente sulla sua scelta decisiva, ma ci troviamo sempre in una New York di fine ottocento.. Per quanto ci troviamo di fronte a personaggi fuori dagli schemi, alla fin fine essi sono intrappolati nelle convenzioni, pur se meno degli altri.
E' un romanzo che trasmette una carica di erotismo incredibile.. **Cara autrice di 50 sfumature di grigio, perché non leggi il libro della Wharton e non impari? Erotismo non è SOLO il sesso in sé per sé!!**
Scusate, piccolo sfogo personale :DD
Una lettura gradevole, anche se ammetto di aver faticato un po' a terminarlo; probabilmente però è anche colpa mia, visto che inizio ogni volta cinque libri insieme.. -.-

Poche cose parevano più terribili a Newland di un'offesa al Buon Gusto, remota divinità di cui la Forma era il solo rappresentante visibile in terra.

Non c'è nulla di peggior gusto di una disinvóltura intempestiva.

Le donne hanno diritto di esser libere... quanto noi», dichiarò, facendo una scoperta di cui non era in grado di misurare le terribili conseguenze, tanto era in collera.

giovedì 27 dicembre 2012

Believing the lie - Elizabeth George

Titolo: Believing the lie
Autore: Elizabeth George
Pagine: 688

Voto: 

Io.. Ecco.. No, Elizabeth, non si fa così!!
Portare a termine la lettura di questo libro è stato un parto, una fatica immane, un'impresa titanica.
Mi fa sentire male non apprezzare un libro della George.. L'ho sempre considerata una delle migliori scrittrici di thriller di questo secolo, e probabilmente continuerò a farlo, ma qualcosa si è spezzato.. Ammetto che MAI e poi MAI avrei pensato di poter dare solo tre stelline ad un libro della George, giuro!
Però ho iniziato non so quanti libri insieme a questo pur di leggere altro e non cadere nello stato comatoso dopo aver letto sì e no 10 pagine, e vedevo la percentuale di progresso sul Kindle sempre inesorabilmente ferma allo stesso punto!
La George secondo me ha perso un po' se stessa: i suoi primi libri avevano un numero di pagine normale, eppure erano densi e meravigliosi; da un po' di tempo a questa parte sembra invece che la George pensi che per scrivere un bel libro sia necessario superare le 600 pagine, col rischio risultato di perdersi inevitabilmente..
Basti sottolineare il fatto che al thriller vero e proprio viene dedicato si e no un quarto del libro, mentre il resto sono storie parallele che però occupano talmente tanto 'spazio' da risultare le storie principali!
Certo, Elizabeth George è perfettamente in grado di gestire tutta questa roba, di intrecciare storie, personaggi, luoghi con una maestria rara, per carità! Il problema è che questa volta thriller e storie parallele proseguono per due binari paralleli senza (quasi mai) incontrarsi. Una delle due parti avrebbe potuto benissimo far parte degli appendici e nulla sarebbe cambiato..
Anche perché questa volta ha davvero inserito troppi argomenti!! Pedofilia, omosessualità, sterilità, famiglie disadattate (ma quanto gli piace questo tema alla George??!) e via discorrendo..
Poi vabbé, i personaggi. 
Deborah purtroppo è il peggior personaggio della George dopo Isabelle Ardery (Che grazie al cielo qui appare poco, sebbene già troppo per i miei gusti!): antipatica, noiosa, stupida e veramente veramente capace di ispirarti i peggiori sentimenti di violenza e cattiveria.. Fa una serie di cretinate e poi viene sempre protetta, consolata e compresa da quei due allocchi di Simon e Linley.. GRRRR!!
Isabelle, come dicevo, è purtroppo ancora presente (ma spero per poco).. E la sua relazione con Linley è una dei colpi bassi più meschini che la George ci abbia tirato in questi 17 lunghi episodi.. Ha tolto ogni dignità al povero Thomas, sempre stato un personaggio affascinante e appunto dignitoso per trasformarlo in un essere che brama il rapporto fisico con una donna.. Ma perché!! Cosa ti ha fatto di male quel poverino!!
E qui cade a pennello il sentore che la George si sia stancata dei suoi beniamini e li voglia a) rimpiazzare (nel senso che continuerà a scrivere storie circa Scotland Yard con due nuovi personaggi o b) eliminare totalmente (nel senso che non scriverà più di Scotland Yard.. E quasi quasi mi vien da pensare che la scelta finale sia questa, visto anche che a quanto pare la George ha scritto una nuova serie spostandosi in un ambiente a lei del tutto sconosciuto, quello degli Young adult..). A me va bene tutto, per carità, sono (quasi) pronta a lasciare questa coppia strepitosa (e per lasciarli intendo che sono pronta a rileggermi i libri precedenti!!).. Ma.. Gentilmente Miss George, qualora fosse questo il caso.. Potrebbe farli uscire di scena in maniera decente?!
Anche gli ultimi sviluppi sulla povera Barbara non mi fanno presagire nulla di buono..
Per concludere, George, se puoi sentirmi.. SMETTILA di mandare fuori Londra Linley e di non farlo lavorare in coppia con Havers!!! C'è poco da fare, così facendo i personaggi sono l'ombra di sé stessi, sono spenti e senza il loro smalto che li caratterizza.. Rivogliamo i bei vecchi romanzi in cui si aggiravano INSIEME per Londra e facevano INSIEME faville!!
Grazie u.u