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sabato 30 marzo 2013

Senza te io non esisto - Marina Valcarenghi

Titolo: Senza te io non esisto - Dialogo sulla dipendenza amorosa
Autore: Marina Valcarenghi
Pagine: 106

Voto:  (MENO!) [Le 3,5* mi stavano strette, 4* erano troppe.. :D]

La prima parte di questo libro mi è davvero piaciuta.. Anzi, dirò di più! Mi ha stupito e coinvolto tantissimo! Quando ho deciso di leggere questo libro, non avrei mai pensato di poter apprezzare così un saggio di questo genere, mi aspettavo un po’ una specie di polpettone di frasi fatte e clichè, lo ammetto!
Nella seconda parte il libro un po’ si perde e ammetto di averlo finito più per “dovere” che per reale interesse. Non ricordo molto di questa seconda metà del libro e poco mi è rimasto, nonostante io abbia apprezzato molto alcuni esempi che l’autrice, un’analista, riportava man mano. Parlo da totale incompetente del settore, ma mi è sembrato che la seconda parte perda elasticità e “collante” e il tutto risulti un po’.. come dire, disorganizzato!
Superati i miei pregiudizi iniziali, mi aspettavo davvero di finire questo libro e dire: “WOW! 5 stelline piene!”. Non è successo, ma è comunque un’opera meritevole.
L’autrice imposta il libro (come da titolo) sotto forma di dialogo: la tesi dell’autrice è che le donne (sovente!) tendono a dipendere dal loro uomo e ad annullare sé stesse per adattarsi all’esistenza del loro compagno e ciò è frutto di secoli di segregazione della donna e del suo ruolo di sottomessa. La sua “controparte”, contraria alla tesi, porta esempi contrari e mostra la sua diffidenza e ogni volta la Valcarenghi risponde in modo puntuale e appropriato senza parlare “tanto per”. Ha delle posizioni che a prima vista potrebbero essere definite ciniche (tanto che la sua controparte spesso la definisce proprio così!), ma che tali non sono.. Io l’ho trovata una persona intelligente, realistica e senza timore di fare affermazioni “forti”! Alcune obiezioni che vengono fatte dalla sua controparte sono, ad esempio è la condivisione delle scelte: ma condividere non è adattarsi; o ancora: la rinuncia ad alcuni progetti o sogni non è una cosa così negativa, ma la fine dell’”io” e l’inizio del “noi”; ma il noi non è una fusione tra “io” e “tu”, ma un incontro. E via di questo passo, passando per “avere bisogno di una persona non è sbagliato” o la paura della solitudine.
Ho apprezzato questo libro sia per i concetti che mostra (e COME li mostra!) sia perché in un certo senso mi sono identificata in molte situazioni! E ora, Serena, rimboccati le maniche! :D

Tutti vogliono essere amati, ma desiderare una presenza o soffrire un'assenza è diverso dal non poter vivere privi dell'oggetto d'amore.

Il Noi non comincia dove finisce l'Io, ma dove avviene l'incontro fra un Io e un Tu; un incontro però non è una fusione, altrimenti il Noi da che cosa è composto?

Ci hanno insegnato a riconoscerci nell'identità del nostro uomo, fino a prenderne il nome, e adesso che potremmo occuparci della nostra e vivere l'amore per quello che siamo, molte di noi si costruiscono una specie di ideologia della dipendenza, ne dipingono un'immagine romantica e appassionata per evitarsi la fatica di vivere in prima persona e in questo modo, alla fine, oltre che dimenticarsi di sé, giustificano, che lo si voglia o no, millenni di oppressione.

Non credo quindi che la scelta sia tra la solitudine o la dipendenza; è necessario avere il coraggio di non abdicare a se stesse e sperare di essere amate per quello che si è, rischiando certo anche di rimanere sole, ma rifiutando di nascondersi dietro a una maschera accomodante, perché è la maschera allora che l'altro ama, come tante volte nel buon tempo antico.

Nella maggioranza dei casi gli uomini possano stare bene o male in un rapporto, ma non si lascino scippare l'identità? Difficilmente abdicano alla loro vita, l'amore è una parte della loro esistenza, e non crollano, non sembrano larve quando, per esempio, la relazione si sfascia.

Un conto è sentirsi responsabili, anche moralmente, di un rapporto, averne cura, impegnarsi, e un altro è non poter vivere senza 1'altro, non stare in piedi da soli e immergersi nella dedizione.

Trama Sono tante le donne di ogni età a rivolgersi al loro uomo con parole come queste, le parole della dipendenza amorosa. Perché? Perché questa martellante richiesta di conferme? Perché niente conta se lui non c’è? Perché confondere ancora la passione con l’appartenenza? Che senso ha questo attaccamento così rischioso e autodistruttivo che induce gli uomini alla fuga e impone inutili rinunce alla propria autonomia? Nel nostro tempo una donna può finalmente vivere in prima persona senza affidare la sua esistenza a qualcun altro e amare, semplicemente, rimanendo se stessa, senza ansia di controllo, né immotivate gelosie. In un dialogo immaginario con una giovane amica, Marina Valcarenghi analizza un comportamento ancora molto diffuso soprattutto nelle giovani generazioni, che riconsegna le donne al secolo scorso e le condanna alla particolare infelicità di chi non è capace di vivere nel proprio tempo. Perché l’amore oggi, come scrive l’autrice in uno dei passaggi più toccanti di questa illuminante conversazione, non può che essere un privilegio delle persone libere.

giovedì 28 marzo 2013

Green - Kerstin Gier

Titolo: Green
Autore: Kerstin Gier
Pagine: 432
Goodreads

Voto: 


Ho finito la Trilogia della Gemme. E' la fine! Il disastro! Come posso
sopravvivere senza Gwen e Leslie?!
...
Ok, ok, mi riprendo. Sono una persona forte, d'altronde! :D
Ho adorato il libro per tanti motivi, ma il primo è sicuramente perché si fa leggere divorare in poche ore: tra studio, stress, ripetizioni e la vita che incombe, mi piacerebbe leggere più spesso libri che non solo sono gradevoli, no! Ma si fanno anche leggere con facilità e entusiasmo :)
Mi rendo conto che come motivo per apprezzare un libro (soprattutto perché l'ho messo al primo posto!) è un po' barbino.. Però insomma, anche la facilità e il rilassamento vogliono la loro parte!
Ma torniamo a noi! :D
Al di là della storia, che nel buio panorama odierno ho trovato estremamente originale e gradevole, il putno forte della Gier è sicuramente il sapiente uso dell'ironia. Insomma, a volte ha certe uscite che sono davvero fenomenali! Lo scambio di battute tra Gwen e Gideon, tra Leslie e Gwen o semplicemente i pensieri di Gwen.. A volte mi hanno fatto ridere come un'indemoniata! :D
Mi piace anche per il fatto che Gwen sia capace di usare l'autoironia. E che noia quelle protagoniste drammaticamente perfette e senza un briciolo di "Ridiamoci su!). E sia simpatica. Divertente. Nella media. E IMPERFETTA! Go Gwen, go!

Prima di apparire però come una povera quattordicenne con gli ormoni in festa, devo ammettere che non ho trovato il libro completamente perfetto. Anzi, ci sono un paio di cosette che un po' hanno turbato la mia lettura.. Innanzitutto, l'innamoramento LAMPO tra Gwen e Gideon. Livello improbabilità: 2000%! Se tale elemento fosse stato presente in un altro libro, sono sicura che il mio voto non sarebbe stato così positivo, anzi! E' una cosa che mi irrita profondamente e che mi fa scattare la vena dell'insofferenza: solitamente, quando succede, inizio a trovare ogni minimo difetto, ogni ago nel pagliaio, ogni sbafatura.. Divento vendicativa, insomma! Però vabbé, sono riuscita a sopravvivere (abbastanza) incolume all'esperienza, e alla Gier posso perdonarlo!
Il secondo fattore che non mi ha proprio entusiasmato è il finale. Cioè, chiariamo: non il finale in sé, che trovo geniale (anche se io una cosetta o due l'avevo capita =P).. E' il fatto che sia stato troppo frettoloso!! Mi si risolve tutto in venti pagine nemmeno.. Sono stata un po' colta di sorpresa quando ho letto "Il lunedì a scuola era tutto come al solito, o quasi.". EHHH?!?!?! Dov'ero io quando c'è stato un epilogo degno di questo nome?! :DD

Ora che mi sono sfogata e mi sono tolta questo sassolino che mi assillava.. Posso tornare ad elogiare il libro!!
Un grande SI' per questo libro è la presenza di Leslie. Seriamente, esiste una migliore amica MIGLIORE di Leslie? Io la amo!! E' un po' la versione simpatica di Hermione.. Insomma, chissò dove sarebbe ora la povera Gwen senza di lei! E' intelligente, fedele, pronta a tutto per Gwen.. Davvero una persona speciale!
Poi c'è la questione "viaggi temporali" e conseguenti paradossi: come direbbe Artemis Fowl  "Ah sì. Il caro
vecchio paradosso temporale. Se torno indietro nel tempo e uccido mio nonno, allora cesserò di esistere? Per quanto mi riguarda, sono d'accordo con Gorben e Berndt: ogni possibile ripercussione è già avvenuta. E' possibile modificare soltanto il futuro, non il passato e nemmeno il presente. Se torno indietro nel tempo, significa che l'ho già fatto.".
Cioè, dai, questa cosa è troppo intrippante!

Sento già che la Gier come scrittrice mi mancherà.. Fortuna che mi manca ancora da leggere "In verità è meglio mentire" e un altro di prossima pubblicazione.. *_*
Credo che questa serie, insieme ai libri della Clare siano i miei preferiti nel panorama Urban fantasy.. *_*


«Il fatto che potesse andare peggio non significa che sia andato tutto bene!»


Trama «Sono davvero contento di aver chiarito le cose. In ogni caso resteremo sempre buoni amici, giusto?» Quando un ragazzo dice così a una ragazza non è che la renda pazzamente felice. Se poi il ragazzo in questione è Gideon de Villiers, occhi verdi e capelli corvini, Gwendolyn Shepherd, la destinataria del messaggio, si sente precipitare decisamente negli abissi dell’infelicità. E sì, perché, nelle due settimane che le hanno sconvolto la vita, facendole quasi dimenticare di essere una normale studentessa di sedici anni di una normale scuola londinese, Gideon le era sembrato la sua unica ancora di salvezza. Solo da due settimane, infatti, Gwen ha scoperto di essere predestinata a viaggiare nel tempo per portare a termine una missione pericolosissima da cui dipende il destino dell’umanità intera.

Una faccenda che, in realtà, non le interessa affatto, diversamente dalla cugina Charlotte, che era convinta di essere lei la predestinata e che era stata educata ad affrontare situazioni e persone di ogni tempo e ogni luogo. Solo per Gideon, il suo compagno di viaggi nel passato, Gwen ha trovato sopportabile l’essere sballottata da un secolo all’altro alla ricerca di un cronografo perduto, ma ora perché dovrebbe continuare a lasciarsi tiranneggiare dall’implacabile setta dei Guardiani? D’altra parte, è vero che a poco a poco sta scoprendo segreti insospettabili sulla propria famiglia che la riguardano molto da vicino. E poi, finché è sostenuta da amiche come Leslie e da piccoli gargoyle impiccioni e simpatici come Xemerius, la sua vita, oltre a essere piena di pericoli, può essere anche molto eccitante...

domenica 24 marzo 2013

L'evoluzione di Calpurnia - Jacqueline Kelly

Titolo: L'evoluzione di Calpurnia
Autore: Jacqueline Kelly
Pagine: 288
Goodreads

Voto:

Appena uscito, il libro mi ha attirato per il nome "Calpurnia", perché ho subito pensato alla Calpurnia de "Il buio oltre la siepe", Harper Lee.  Per un breve momento dentro di me la vocina idiota ha detto: "Nooo! Una sottospecie di spin-off con la tostissima e in gambissima Calpurnia!". Non era ovviamente così, quindi ho rimandato di un bel po' questa lettura.. Ritrovandomi così ad avere ben due sono-tosta-Calburnia, per la mia grande gioia!
E' un libro per ragazzi, ma non fatevelo scappare!! Mi ha davvero sorpreso e deliziato! Credo di aver letto pochi libri per ragazzi che comunichino un profondo amore per i libri, per la cultura, per tutto ciò che incuriosisce e ci spinge a indagare.. :))
Siamo nel Texas di fine XIX secolo: ci sono gli schiavi, le piantagioni di cotone, il primo telefono.. Calpurnia, unica figlia femmina di una famiglia benestante, proprio non ne vuole sapere di essere la signorina a modo (che cucina, si occupa della casa e suona il piano) che la madre desidera: lei -presa sotto l'ala protettrice del nonno- scopre le bellezze e i segreti che la natura le offrono, diventando una naturalista in erba.
La storia è graziosissima, Calpurnia, oltre ad essere una atipica ragazza del suo tempo, è intelligente, sagace, sveglia e soprattutto simpatica. Una bambina che va amata senza troppi perché, diciamocelo!!
Attorno a Calpurnia, la Kelly è riuscita a creare un ambiente confortevole e "caldo": spessissimo ho provato invidia per Calpurnia, mi sarebbe piaciuto essere al suo posto! La sua famiglia e la sua casa mi lanciavano continuamente il messaggio: "Vieni da noi! Si sta bene qui!". I suoi fratelli poi sono di una tenerezza.. :')
Il tutto è condito da una leggera ironia e da una scrittura fresca e appassionante :)
Lo aprite, lo iniziate e senza che ve ne accorgiate, lo avrete già finito!


Un giorno avrei posseduto tutti i libri del mondo, scaffali e scaffali pieni. Avrei vissuto in una torre di libri. Avrei letto tutto il giorno mangiando pesche. E se qualche giovane cavaliere con l’armatura avesse osato passare sul suo bianco destriero e mi avesse implorato di calargli la treccia, lo avrei bersagliato di noccioli di pesca finché non se ne fosse andato a casa.

Ah. Letto, libro, micino, panino. Non serve altro nella vita, davvero.

«Posso andare?» «Sì, puoi andare. Non fare tardi per la cena». Mentre Mamma accendeva le lampade del salotto, spinsi via la mia opera e corsi fuori. Non c’era più molta luce. Troppo tardi per raccogliere esemplari diurni. Fantastico. Vedevo i titoli sul giornale: Giovane Scienziata Ostacolata di Continuo da Stupidi Progetti di Cucito. Incommensurabile Perdita per la Società. Intera Comunità Scientifica in Lutto.

Disse: «La lezione per oggi è questa: meglio viaggiare con la speranza in cuore che arrivare in salvo. Lo capisci?» «No, signore». «Significa che dovremmo festeggiare il fallimento di oggi, perché è un chiaro segno che il nostro viaggio di scoperta non è ancora finito. Il giorno in cui l’esperimento ha successo è il giorno in cui l’esperimento finisce. E io trovo inevitabile che la tristezza di aver finito superi la gioia di essere riusciti».

Un tempo possedeva un vecchio corvo, che si chiamava Edgar Allan Crow

Allora, svenire. È un argomento su cui mi sono sempre posta delle domande. Le eroine nei libri sembravano svenire di continuo, adagiandosi con grazia su un comodo divano imbottito o tra le braccia di qualche corteggiatore preoccupato, giunto al momento giusto. Queste eroine erano sempre alte e snelle e riuscivano ad atterrare in pose graziose e per farle rinvenire bastava passar loro un ornato flacone di sali sotto il naso. Io, invece, a quanto pare caddi come un bue quando lo abbatti, e fui fortunata ad atterrare sull’erba, evitando di spaccarmi la testa in due. A farmi rinvenire non fu l’odore dei sali ma mezzo secchio d’acqua fredda sulla faccia.

«Hai preso un premio» disse. «Com’è andata?» «Come credi che sia andata?» risposi di malumore. «Tutti ciechi i giudici?» «Ah ah». «Indovinato» disse. «Solo tre iscrizioni». «Già». «Uhm.

J.B. mi interrogava. «Callie, quanto manca a Natale?» «Guarda, J.B.» Alzavo la mano. «Vedi le mie dita?» «Sì». «Bene, questo dito è per oggi, questo per domani e questo per il giorno dopo ancora, che sarà Natale. Lo vedi?» «Sì». «Hai capito, adesso?» «Sì». «Bene». «Callie, però quanto manca a Natale?»

Trama Nei prati riarsi della calda stagione texana, Calpurnia non può fare a meno di notare che le cavallette gialle sono molto, molto più grandi delle cavallette verdi. Perché? Sono di due specie diverse? Calpurnia ha sentito parlare del libro di un certo Darwin, in cui si spiega l'origine delle specie animali. Forse può trovare quel libro nella biblioteca pubblica? Sì, ma la bibliotecaria non glielo vuole mostrare. Poco male, quel libro si trova anche a casa sua: nello studio del nonno, il libero pensatore della famiglia. Accompagnata dal nonno e dal libro proibito, Calpurnia riuscirà a scoprire i segreti delle diverse specie di animali, dell'acqua e della terra. E scoprirà anche se stessa.

giovedì 21 marzo 2013

Clockwork Princess - Cassandra Clare

Titolo: Clockwork princess
Autore: Cassandra Clare
Pagine: 568
Goodreads

Voto: 

Amo la Clare, che più e più volte ha dato prova della sua bravura e del suo talento.. Ma qui è riuscita a stupirmi. No, che dico stupirmi! E' stata capace di sconvolgermi!
Questo libro, i suoi personaggi e la sua storia danno dipendenza, c'è poco da fare. Come direbbe la Rowling,
Una vecchia strega che viveva a Bath aveva un libro che non si riusciva mai a smettere di leggere! Eri costretto ada ndartene in giro con il naso incollato alle pagine, cercando di fare tutto con una mano sola.
Ecco, verissimo! Non credo avrei potuto usare parole migliori per descrivere l'effetto di questo libro.. E ora che la trilogia è finita, sento una specie di vuoto dentro di me ç_ç
La Clare in Clockwork Prince ci aveva tirato un tiro mancino: **Spoiler per chi non ha letto "Clockwork Prince"! Jem e Will entrambi innamorati follemente della stessa ragazza. Anzi, dire "innamorati" non è sufficiente, entrambe le loro esistenze ruotano intorno a Tessa.. E che dire di lei? Ricambia. Ricambia entrambi. Senza contare il fatto della malattia di Jem.. FINE SPOILER!**. Iniziando Clockwork Princess ero timorosa di vedere quale altra malvagità la Clare avesse in serbo per noi (Sì, l'ho tacciata di malvagità pura. E di crudeltà. E di ignominia XD).. Ammetto che un po' l'ho odiata! Non vedevo proprio come si sarebbe districata dal casino che aveva creato.. Ma lei si chiama Cassandra, può tutto!
La cosa davvero straordinaria sono gli ultimi tre capitoli. Perché è vero che la questione più 'grossa' si risolve prima (circa all'85% sull'ebook!), ma qui la Clare sistema tutti i pezzi del puzzle che ancora non avevano trovato una collocazione. Le ultime pagine mi hanno davvero davvero davvero colpito! L'epilogo poi.. Credo sia uno dei PIU' BELLI che io abbia mai letto!
Aldilà dei grandi personaggi che la Clare riesce a creare (con particolare menzione innanzitutto a Gabriel Lightwood, che io amo e stimo profondamente, spicca in questo terzo volume Cecily, la sorella di Will. Se mai esistesse un premio "Kick-ass heroine", lo assegnerei sicuramente a lei! Grande! Grande!! Grandissima!), della stile, della storia, la Clare brilla per i dialoghi e per l'umorismo. Questi elementi giocano sicuramente un grande ruolo nella riuscita del romanzo!
I colpi a sorpresa, vogliamo parlarne? Ad un certo punto ero lì a leggere con la pelle d'oca.. E ad un determinato punto credo anche di aver avuto un piccolo attacco di tachicardia *_*
Se non avete letto la trilogia degli Infernal Devices, FATELO! LEGGETELA! Correte! Presto! Ora! Subito!


Trama
Tessa Gray should be happy - aren't all brides happy? Yet as she prepares for her wedding, a net of shadows begins to tighten around the Shadowhunters of the London Institute. A new demon appears, one linked by blood and secrecy to Mortmain, the man who plans to use his army of pitiless automatons, the Infernal Devices, to destroy the Shadowhunters. Mortmain needs only one last item to complete his plan. He needs Tessa. And Jem and Will, the boys who lay equal claim to Tessa's heart, will do anything to save her.


Cercando l'immagine di copertina su Google, mi sono imbattuta su una serie di immagini.. Quasi sicuramente sono 'apocrife' ma sono troppo belle! *_* Ve le posto!

 


“Jem—Jem is all the better part of myself. I would not expect you to understand. I owe him this.” “Then what am I?” Cecily asked. Will exhaled, too exasperated to check himself. “You are my weakness.” “And Tessa is your heart,” she said, not angrily but thoughtfully. “Not a fool, as I told you,” she added at his startled expression. “I know that you love her.”

I do not wish to live forever.” “I may live forever,” Tessa said. The enormity of it was something she could still not quite comprehend. It was as hard to comprehend that your life would never end as it was to comprehend that it would. “I know,” Jem said. “And I am sorry for it, for I think it is a burden no one should have to bear. You know I believe we live again, Tessa. I will return, if not in this body. Souls that love each other are drawn to each other in their next lives.

“I knew you thought yourself poison to all those around you,” he’d added. “I knew you thought there to be some corruptive force about you that would break me. I meant to show you that I would not break, that love was not so fragile. Did I do that?”
"A heart divided against itself cannot stand, as they say. You love them both, and it tears you apart.”

“It is a very strange thing, to be in love,” he said. “It changes you.”

His eyes went soft and silver as she spoke. “Zhe shi jie shang, wo shi zui ai ne de,” he whispered. She understood it. In all the world, you are what I love the most. “Jem—” “You know that; you must know that. I could never let you go away from me, not into danger, not while I have breath.”

Our hearts, they need a mirror, Tessa. We see our better selves in the eyes of those who love us.

“I cannot leave you to face death alone,” Will whispered, but he knew he was beaten; the sands of his will had run out. Jem touched the parabatai rune on his shoulder, through the thin material of his nightshirt. “I am not alone,” he said. “Wherever we are, we are as one.”

“You’re not angry?” “I am glad,” he said. “They will be able to take care of each other when I am gone, or at least I can hope for it. He says she does not love him, but—surely she will come to love him in time. Will is easy to love, and he has given her his whole heart. I can see it. I hope she will not break it.”

“What do you think will happen tomorrow, Will?” she whispered. “When Mortmain finds us. Tell me honestly.” His hand moved carefully, almost unwillingly, to slide down her hair and come to rest at the juncture of her neck. She wondered if he could feel the pounding of her pulse, answering his. “I think Mortmain will kill me. Or to be precise, he will have those creatures kill me. I am a decent Shadowhunter, Tess, but those automatons—they cannot be stopped. Runed blades serve as no better than ordinary weapons upon them, and seraph blades not at all.” “But you are not afraid.” “There are so many worse things than death,” he said. “Not to be loved or not to be able to love: that is worse. And to go down fighting as a Shadowhunter should, there is no dishonor in that. An honorable death—I have always wanted that.”

It would not be a Shadowhunting life, but without Charlotte, without Henry, without Jem or Tessa or Sophie or even the bloody Lightwoods, he did not want to be a Shadowhunter. They were his family, and precious to him—just another realization, he thought, that had come to him all at once and yet too late.

“Cecy?” he said again, his voice hoarse. “Five,” she said. Her lips and cheeks were flushed, but her gaze was steady. “Five?” he echoed blankly. “My rating,” she said, and smiled at him. “Your skill and technique may, perhaps, require work, but the native talent is certainly there. What you require is practice.” “And you are willing to be my tutor?” “I should be very insulted if you chose another,” she said, and leaned up to kiss him again.

mercoledì 6 marzo 2013

Un marito ideale - Oscar Wilde

Questa è la locandina dello spettacolo
teatrale, ma era troppo bellina,
quindi ho scelto lei! *_*
Titolo: Un marito ideale
Autore: Oscar Wilde
Pagine: 100
Goodreads

Voto: 
 In realtà volevo leggerlo in lingua originale, dopo aver preso una grande batosta con gli "aforismi" tradotti male.. Però poi è subentrato il fattore pigrizia e quindi ha vinto la  comoda traduzione italiana :D
Penso che quest'opera sia la più bella di Wilde che ho letto finora. Davvero davvero davvero meritevole!!
Il libro ha tanti punti di forza:


E' breve e scorrevole
 E' moderno, fresco, frizzante!
 E' ricco di humor
 Ha dialoghi brillanti, divertenti e sagaci
 Ha personaggi ammirabili (non intendo che sono persone meritevoli di essere ammirate.. Semplicemente, sono personaggi magistralmente costruiti!)
 Prende palesemente per i fondelli la società del tardo '800, ma in un modo così subdolo e arguto che ti vien voglia di stringere la mano a Wilde
 Tratta, al di là di tutto, di temi piuttosto 'importanti'..
 E' un'opera di Wilde :DD
 Goring è un signor personaggio.. Lo amo!! *_*

Questa recensione mi è uscita ad elenco perché dopo aver perso due ore a fissare lo schermo (e cazzeggiare su Facebook, ok! ._.), ho cancellato mille volte la psuedo recensione. Mi sa che sto perdendo la mia verve.. XD

CAVERSHAM: Tu vivi soltanto per far le cose che ti piacciono.
GORING: E che altro c’è per cui valga la pena di vivere? Nulla invecchia come la felicità.

LADY BASILDON (aggrottando le deliziose sopracciglia): Siete qui? Non credevo frequentaste i salotti degli uomini politici.
GORING: Ma io vado pazzo per questi salotti: sono gli unici dove non si parla mai di politica.
LADY BASILDON: Io, invece, mi diverto a parlarne. Ne parlo tutto il giorno. Ma non sopporto che ne parlino gli altri. Non riesco a capire come fanno quei disgraziati alla Camera a sopportare tante lunghe discussioni.
GORING: Loro non le ascoltano mai.
LADY BASILDON: Davvero?
GORING (con grande serietà): Naturalmente. Vedete, ascoltare è molto pericoloso. Se uno ascolta, c’è rischio che rimanga persuaso; e un uomo che si permette di esser persuaso da un’argomentazione è una persona assolutamente irragionevole.

ROBERT: E non andrete in una delle nostre case di campagna, prima di lasciare l’Inghilterra?
MRS. CHEVELEY: Oh, no! Non sopporto le riunioni nelle case di campagna! La gente cerca di far dello spirito sin dalla prima colazione. È tremendo: solo gli stupidi riescono a essere brillanti a quell’ora.

GORING: Dovreste andare a dormire, Miss Mabel!
MABEL CHILTERN: Lord Goring!
GORING: Mio padre mi ha consigliato di andare a dormire un’ora fa. Non vedo perché non dovrei darvi lo stesso consiglio. Io passo sempre agli altri i buoni consigli che ricevo. È il solo uso che se ne possa fare dato che è inutile servirsene per proprio conto.

GORING (sospira, poi si passa una mano sulla fronte e guardandolo): Tu sei l’ultimo uomo tra tutti quelli che conosco, che avrei creduto tanto debole da cedere alle tentazioni che il barone ti prospettava.
ROBERT: Debole? Oh, no, sono stanco di sentir ripetere questa favola! E stanco di adoperarla per gli altri. Debole! Credi veramente che sia la debolezza quella che ci fa cedere alle tentazioni? Ti dico che esistono tentazioni tanto pericolose che per cedere a esse occorrono coraggio e audacia. Giocare la propria vita in un solo momento, rischiare tutto su un solo lancio di dadi che abbia per posta il piacere o il potere, no, questo non è un segno di debolezza! Ci vuole un coraggio terribile. E io lo ebbi.

GORING: Non far caso a quello che dico. Io dico sempre quello che non dovrei. Di solito, infatti, dico sempre quello che penso. Un grande errore al giorno d’oggi. Si corre il rischio d’essere capiti.

Val sempre la pena di fare una domanda, anche se non sempre vale la pena di ottenere una risposta.

sabato 2 marzo 2013

Estasi culinarie - Muriel Barbery

Titolo: Estasi culinarie
Autore: Muriel Barbery
Pagine: 160
Titolo originale: Une Gourmandise
Goodreads

Voto: 
 TOH!!! Guarda che bella sorpresa che mi ha regalato questo libro! Non me lo aspettavo proprio.. anzi! Sono partita con un fortissimo pregiudizio, con un "Lo leggo, ma sia ben chiaro che già so che sarà una sòla tremenda".. Sarà che la Barbery mi ispira antipatia, sarà che gli scrittori francesi in generali non mi dicono niente.. Ma ancora di più, probabilmente il vero motivo della mia reticenza è che "L'eleganza del riccio" era troppo chiaccherato per i miei gusti (e dubito infatti che lo leggerò mai :D).
Che poi in realtà sto ancora cercando di realizzare la cosa, perché il libro contiene un sacco di elementi che solitamente detesto.. Niente, o ho perso la mia verve, o mi hanno fatto il lavaggio del cervello :DD
Come prima cosa, c'è il detestabilissimo protagonista: famoso critico gastronomico, pieno di sé, meschino, cattivo, odioso.. Appena parla, nel primo capitolo, ti viene una gran voglia di dargli un paio di sberle.. Eppure.. Niente, io l'ho amato troppo *_* Pian piano - dal momento che il romanzo è un racconto corale - mi trovavo ad aspettare con impazienza le pagine narrate dal suo POV.. Sebbene quasi tutte le voci che intervengono siano meritevoli, la sua resta la migliore! Tutto il suo cinismo, il suo ritenersi migliore degli altri, il suo ritenere la famiglia un fardello.. Diciamo che fra me e lui è nato inspiegabilmente un sentimento di stima :D

La amo, come ho sempre amato gli oggetti belli della mia vita. È così. Da padrone ho vissuto e da padrone morirò, senza scrupoli né propensione ai sentimentalismi, senza nessun rimorso per aver accumulato beni né per aver conquistato anime e individui come si compra un quadro di valore.

Un'altra cosa che difficilmente avrei apprezzato in un'occasione diversa, è lo stile ampolloso e magniloquente dell'autrice. Anzi, questi due aggettivi non le fanno pienamente giustizia: è ridondante e le parole ti riempiono la bocca e sono addirittura un po' abusate (nel senso di usate taaaanto!). Quello che noi comuni mortali potremmo dire in tre parole, la Barbery riesce a dirlo in dieci. Senza però risultare pedante e noiosa.. Sono la prima a storcere il naso di fronte a esagerazioni linguistiche, ma lei è riuscita a conquistarmi senza troppe difficoltà!
Probabilmente questa peculiarità è quella che maggiormente mi ha fatto apprezzare il romanzo, paradossalmente!
Mi è piaciuto molto anche la coralità del racconto e ancor di più, il fatto che tutto il quadro viene ricostruito frammento dopo frammento. Inoltre spesso capire chi sta parlando non è una cosa immediata!
Ho apprezzato anche l'ambiguità che si crea intorno al protagonista, Monsieur Arthens: un uomo odiato, amato, incapace (o indolente, a seconda dei punti di vista) di amare eppure uomo assai attento in determinate situazioni.. *_*
E poi niente, il modo di pensare di Monsieur Arthens mi ha affascinato. Enormemente. Anche se questo rientra nella parte "Il protagonista è davvero meritevole" :D
Per concludere, il modo in cui descrive i cibi e le estasi culinarie mi ha davvero colpito enormemente.. In certe punti mi ha dato quasi un'idea di erotismo.. E questa citazione rafforza il mio pensiero:
Nessuno potrà mai scalfire la mia convinzione che le verdure crude con la maionese abbiano un che di spiccatamente sessuale. La consistenza della verdura si insinua nel velluto della crema; non avviene una reazione chimica come per molte preparazioni, in cui entrambi gli alimenti perdono un po’ della loro natura per sposare quella dell’altro e, come succede al pane imburrato, tramutarsi per osmosi in una nuova e meravigliosa sostanza. La maionese e le verdure, al contrario, restano immutate, identiche a sé stesse, ma, come nell’atto sessuale, sono travolte dalla loro unione.

Nonostante la bella esperienza, come dicevo, non penso che continuerò con la Barbery.. Meglio non rovinare la prima impressione, sento che "L'eleganza del riccio" sia troppo per me XD