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venerdì 29 marzo 2013

Etiquette & Espionage - Gail Carriger

Titolo: Etiquette & Espionage
Autore: Gail Carriger
Pagine: 312
Goodreads

Voto: 


L'impero La Carriger colpisce ancora! 

Io amo amo amo amo questa donna! E la amo perché i suoi libri sono davvero unici.. Ci ho riflettuto un po' e nella mia carriera di lettrice, non mi sembra di averne incontrati di simili.. Tanto di cappello, Miss Carriger! *_*
Pronti a farvi trasportare nello strambo ma incantevole universo steampunk inventato dalla Carriger? Tenetevi forte, ne vedremo delle belle! :D
Ci troviamo nello stesso periodo in cui è ambientato "Souless", la Londra vittoriana; anzi, ad essere più precisi, si svolge poco prima e troviamo Genevieve Lefoux bambina e un Professor Niall davvero professore.. :D (Niente paura se non avete letto la serie "The parasol protectorate", la Carriger usa alcuni elementi e personaggi già visti, ma la storia è completamente separata!).
Sophronia (sembra impossibile, ma ho trovato questo nome anche in una lettura parallela, "L'evoluzione di Calpurnia"!), indisciplinata e poco a modo, viene mandata alla "Mademoiselle Geraldine's Finishing*** Academy for Young Ladies of Quality" per imparare le buone maniere e come essere una vera signorina.
Inutile dirvi di come questa accademia sia tutto furoché normale, visto che è protagonista di un romanzo della Carriger.. :D
Per prima cosa, è una specie di dirigibile che viaggia nell'etere (Tanto caro anche ad Alexia Tarabotti..); seconda cosa, oltre alle buone maniere, vengono insegnate le tecniche di spionaggio, omicidio, diversivi.. Ovviamente nel modo più elegante possibile!
Abbiamo un'eroina che ricorda per certi versi la nostra cara Alexia versione giovane (e meno italiana! :DD), una migliore amica che ricorda davvero Ivy e situazioni paradossali e fenomenali che sono tutte da scoprire.
La Carriger, oltre ad un'incredibile fantasia, possiede il dono di trasformare tutto ciò che scrive in un racconto piacevole e scanzonatorio. A volte è davvero difficile prenderla sul serio, giuro! (In senso buono, ovviamente: mi piacerebbe prendere un té insieme a lei, secondo me ha proprio lo spirito della buontempona! :D
In alcuni punti mi ha fatto ridere come una povera cretina indemoniata, in alri mi ha stupito per la sua sagacità! (Mmm.. Ma esiste questa parola?! Dubbi epocali :D)
Alcune trovate non sono originali al cento per cento, qualche volta ho avuto l'impressione di stare ancora leggendo Souless (e seguiti), da qui la mancanza della V stellina (oltre al fatto che pur essendo relativamente breve, ci ho messo parecchio a finirlo..)! Ma sono inezie, e promuovo pienamente questo delizioso romanzo.. Anzi, farò di più! Ve lo consiglio caldamente!!!


***Come un'allocca, non riuscivo a capire all'inizio perché si parlasse di "Finishing" school.. Non si parla di "finire" la scuola (Ehm ehm, coff coff), bensì delle buone maniere, "di perfezionamento" :DD


Her mother interrupted. “How it worked? What kind of question is that for a young lady to ask? How often have I warned you against fraternizing with technology?”

“Mummy and Daddy want him to be an evil genius, but he has his heart set on Latin verse. Don’t you, Pill?”

“Pillover is terribly bad at being bad, if you take my meaning. Our daddy is a founding member of the Death Weasel Confederacy, and Mummy is a kitchen chemist with questionable intent, but poor Pillover can’t even bring himself to murder ants with his Depraved Lens of Crispy Magnification. Can you, Pill?”

The interior decoration looked much as Sophronia imagined one of the great Atlantic steamers, except that the entire place seemed to have been attacked by a grandmother—the kind of grandmother who knitted horrible small booties for workhouse orphans and made jelly for the deserving poor.

“Wait for it, Professor. We are an institution of high learning and higher manners. We simply cannot shoot first; it isn’t done. Now, remember that, Miss Temminnick, do—a lady never shoots first. She asks questions, then she shoots.”



Trama Fourteen-year-old Sophronia is a great trial to her poor mother. Sophronia is more interested in dismantling clocks and climbing trees than proper manners—and the family can only hope that company never sees her atrocious curtsy. Mrs. Temminick is desperate for her daughter to become a proper lady. So she enrolls Sophronia in Mademoiselle Geraldine's Finishing Academy for Young Ladies of Quality. But Sophronia soon realizes the school is not quite what her mother might have hoped. At Mademoiselle Geraldine's, young ladies learn to finish...everything. Certainly, they learn the fine arts of dance, dress, and etiquette, but they also learn to deal out death, diversion, and espionage—in the politest possible ways, of course. Sophronia and her friends are in for a rousing first year's education.

sabato 16 marzo 2013

Cioccolato amaro - Lesley Lokko

Titolo: Cioccolato amaro
Autore: Lesley Lokko
Pagine: 630**
Titolo originale: Bitter Chocolate
Goodreads

Voto: 
Questo libro mi ha completamente spiazzato e preso contropiede per due motivi:
a) Il libro ha 630 pagine. Ero CONVINTISSIMA che le pagine fossero poco più di trecento! Infatti mi era presa la crisi depressiva, perché non vedevo la fine e credevo di essere io il problema.. :DD Poi ho indagato più a fondo, e scoperto che il libro era semplicemente lungo il doppio. Sono contenta del mio 'errore'.. Non penso lo avrei mai iniziato, sapendo quante pagine aveva! (Lo so, lo so, non è un bel modo di valutare i libri, quello di prendere in considerazione le pagine.. Però che ansia! ç_ç
b) A dispetto del titolo (e del nome dell'autrice, eheh! Ehm io pensavo fosse uno pseudonimo..), NON è assolutamente un romanzo Chick lit, o leggerino.. Anzi! anche qui credo che dipenda da me, in fondo la trama non nasconde che il romanzo riservi drammi.. Ma niente, io ero davvero partita con l'idea di leggere un romanzetto rosa tranquillo tranquillo, tanto che il piano tecnicamente era leggerlo nei momenti morti in contemporanea con altri due/tre libri.. Inutile dire che in questa lunghissima settimana, ho letto solo questo ._.

Io non so se avete mai letto "David COpperfield", di Dickens.. Ecco, se l'avete fatto, forse un po' mi capirete: questo libro me lo ha ricordato (non voglio assolutamente offendere Dickens, o dire che la Lokko sarà un'autrice che rimarrà nella storia della letteratura, beninteso!): le  tre protagoniste affrontano una serie infinita di sfighe, tragedie, sfighissime che sembrano avere una calamita addosso..

Una, due, tre, quattro sfighe.. Ma poi si arriva al punto della non credibilità! Non siamo a livello "Beautiful".. Però magari "Beautiful" I stagione sì!
Ho parlato di tre protagoniste, perché effettivamente seguiamo il POV di Laure, Améline e Melanie.. Ma sostanzialmente il personaggio principale è Laure, a cui tralaltro è dedicata la maggior parte del libro. Laure e Améline si conoscono dall'inizio del libro, ma si ricongiungono solo alla fine.. Melanie è presente nel libro come un binario singolo e solo nell'ultima parte, il suo destino si intreccia con quello di Laure.
Premesso che mi è piaciuto.. Non so, sono un po' confusa. Secondo me la Lokko ha voluto osare un po' troppo.. Crea troppe situazioni, vuole portare avanti le storie di tre (ipotetiche) co-protagoniste, ma non riesce totalmente a portare avanti tutte e tre allo stesso modo: la bella, perfetta, senzazionale, splendente Laure sovrasta e oscura le altre due poverette.. Tanto che il corso delle loro vite sembra essere messo lì -ogni tot capitoli dedicati a Laure- giusto per creare suspense o per rompere la "tensione".. Sembra quasi la pausetta per sgranchirsi le gambe ad una lezione universitaria!
Inoltre, alcune cose non hanno davvero senso. Cioè, la Lokko ce le butta lì in caciara, ne parla in sordina e ci attrae in un altro disastro così da distrarci.. Ma se, come me, leggete questo libro in piena crisi letteraria e ci mettete una vita, vi accorgerete che ci sono delle stonature davvero imperdonabili!
Una cosa davvero imperdonabile è il finale. Che nervi che mi ha fatto venire!! Innanzitutto, non puoi creare tre personaggi e decidere di sacrificarne uno (*Sacrificare* in senso lato, sia ben chiaro. Non voglio fare spoiler e il termine "Sacrificare" mi è sembrato il più adatto!) per il bene dell'altro. Ma che bassezza è?? Ci sono rimasta con l'amaro in bocca, sinceramente.. Il confronto Daniel/Laure poi! Ma cosa!! Mi tiri avanti la stria per seicento pagine e poi il finale (osceno) me lo risolvi in meno di dieci? -.-
Un altro appunto che mi sento di fare: le tre ragazze sono tutte bellissime, sexissime, splendentissime, levissime.. EHI! Si può per cortesia avere una persona normale?! Una che non sia una modella? Che non abbia i capelli ricci, setosissimi, morbidissimi? (Che poi me lo spiega, come fa.. Una ragazza di Haiti con i capelli morbidi, governabili e vellutati come la seta. ._.) Grazie!
Io non sono riuscita ad affezionarmi a nessuna delle tre ragazze: sbagliano, sbagliano, ma non imparano mai dai loro errori. Che poi per carità, sono la prima a fare cretinate su cretinate e a cadere sempre per gli stessi motivi.. Però non so.. Forse in un romanzo mi aspetto una storia un po' "edificante"! Si sbaglia, si impara dagli errori, si migliora. ._.
Inoltre **LEGGERISSIMO SPOILER CHE NON VI CAMBIERA' LA VITA, MA VE LO PREANNUNCIO UGUALE :D 'ste tre mettono più corna loro che Zeus alla povera Era (Lo sappiamo tutti che tre quarti delle storie e dei miti greci nascono dal fatto che Zeus non sa tenerselo nei pantaloni :D).. Non so, un po' la cosa mi ha infastidito ._. FINE SPOILER!**

Si beh, ho praticamente demolito il romanzo, me ne rendo conto. Ma mi è piaciuto! Lo consiglio!!
E' vero che l'autrice spesso non si destreggia alla perfezione con tutto ciò che crea, ma è innegabile che è un romanzo molto ricco.. Insomma, ogni pagina riserva una sorpresa! E poi, a parte qualche parte un po' lentina, si legge bene e offre una buona compagnia :))


**SEICENTOTRENTAPAGINE, non so se rendo. Tanto per darvi un'idea, La trilogia completa de "Il signore degli anelli" ne ha 1200..  

martedì 5 marzo 2013

Un'arma in casa - Nadine Gordimer

Titolo: Un'arma in casa
Autore: Nadine Gordimer
Pagine: 266
Titolo originale: The house gun
Goodreads

Voto: 
 Sono doppiamente soddisfatta: innanzitutto, non credevo che sarei riuscita a finire senza traumi questo libro e poi soprattutto perché mi è piaciuto un sacco.. Quindi DUE A ZERO per Serena palla al centro! :DD
Mi ero imbattuta nel libro quasi per caso, la trama mi era piaciuta e soprattutto avevo visto nella lettura di questo libro la possibilità di approfondire la mia conoscenza del Sudafrica (dove ho lasciato una parte del mio cuore..) grazie ad un premio Nobel per la letteratura. Però poi avevo letto tante recensioni non propriamente positive, commenti circa la lentezza estrema del romanzo e il mio entusiasmo si era un po' sgonfiato.. Ho rimandato il rimandabile :D
Alla fine però il mio sesto senso non mi ha ingannato e ancora una volta ho scoperto una chicca!
Certo, non è un romanzo 'facile' o leggero, questo no.. Anzi, durante la lettura ogni tanto dovevo fare delle pause perché mi calava la palpebra oppure leggevo senza quasi capire.. Però merita davvero! E nella sua lentezza è comunque assai bello! Lentino sì, ma di una lentezza che non pesa (troppo)!
Nadine Gordimer è una narratrice invadente: è praticamente onnipresente, i suoi commenti e i suoi giudizi sono ben identificabili e ben poco celati. Eppure questo non rappresenta assolutamente un punto di biasimo.. E' una presenza confortante, in un certo senso: ci prende per mano e ci guida all'interna di questa intricata faccenda. Mi ha ricordato un po' una mamma premurosa che porta i propri figli al parco giochi e li guarda giocare.. :))
La vicenda protagonista, l'uccisione di un uomo da parte di Duncan, non è importante tanto in quanto tale**, bensì perché "grazie ad essa" (se si può ringraziare una cosa del genere..) la Gordimer riesce a parlare di tante cose: il razzismo in Sudafrica, la violenza, l'essere genitori, ciò che si dà per scontato (e scontato proprio non lo è!!) e soprattutto il rimettere in dubbio tutte le proprie certezze: Claudia e Harald, i genitori di Duncan (e secondo me veri protagonisti del libro, in quanto Duncan appare sempre "di riflesso", mai come centro della storia, paradossalmente), persone bianche e agiate nell'Africa post-apartheid, da un momento all'altro, dal fatidico venerdì, vedono scomparire la loro tranquilla esistenza, si attaccano l'un l'altro, biasimano se stessi e cercano di comprendere dove e come hanno sbagliato nell'educare il loro unico figlio, la gioia dei loro occhi; e la lezione più dura di tutte che dovranno affrontare non è perdere le loro sicurezze, ma diventare consapevoli del fatto che il sangue del loro sangue è ben lontano dall'essere perfetto, dall'essere come loro se lo immaginavano..
Ho apprezzato molto lo stile della Gordimer: al di là della sua presenza, ho trovato molto poetiche alcune frasi e molto profondi alcuni pensieri.. La sua scrittura vellutata mi ha coccolato, durante la lettura!

Se siete pronti a lasciarvi catturare da un libro non facile, un po' lento e a tratti pesantino (la parte del processo occupa gran parte del romanzo) ma scritto davvero davvero bene, con grande caratterizzazione.. Allora "Un'arma in casa" fa al caso vostro! :))

**Sento che questa frase è DAVVERO contorta.. Perdonatemi!!

Ero pronto a morire per te. [...] Ma immaginare che sarei stato pronto ad uccidere.. anche solo me stesso. No. L'amore è vita, è la forza procreatrice, non può uccidere. E se lo fa non è amore.

Non sarai mai solo perché noi siamo soli senza di te.

giovedì 28 febbraio 2013

La corporazione dei maghi - Trudi Canavan

Titolo: La corporazione dei maghi
Autore: Trudi Canavan
Pagine: 395
Goodreads

Voto: 

Prima di andare alla recensione vera e propria, devo assolutamente fare un appunto sul nome dell'autrice.. E' più forte di me, riesco a immaginarmela solo così: 


Ma proprio il tigrotto, eh!! Ehehe, ok, ora torno in me. Per renderle giustizia, pubblico anche la vera Trudi!

Bene, ora che mi sono tolta questo sassolino dalla scarpa, posso tornare al vero motivo per cui sto scrivendo questa recensione, esprimere un mio pensiero su "La corporazione dei maghi", primo di una trilogia!
Ho adocchiato questo libro millenni e millenni fa, dopo averne letto recensioni super entusiaste.. Non so bene cosa mi avesse fermato, probabilmente il fatto che l'unica edizione disponibile fosse quella rilegata e che il colpo di fulmine non fosse stato così accecante..
Però niente, mi serviva un'autrice dell'Oceania per una sfida su aNobii e mi sono felicemente imbattuta in lei :D
(Sì, la storia della mia vita è toccante XD)
Che dire? Non mi è dispiaciuto, anzi. L'ho letto velocemente e con molto piacere.. Però: a) Il libro non rientrerà MAI tra i cento libri più belli del mondo (o tra quelli che mi porterò nella tomba)**; b) non mi ha invogliato a continuare con la lettura dei due successivi volumi.
Anche perché, volendo essere onesti, questo libro da 395 pagine avrebbe potuto essere ridotto a meno di duecento.. Essenzialmente, succede ben poco, ammettiamolo! E se ciò che state cercando è un fantasy nello stile di "LOTR" o "Harry Potter", decisamente non è pane per i vostri denti, questo! Anzi, se poi vogliamo aggiungerci una notina dolentina, potrei anche aggiungere che il libro non brilla certo per "velocità" di azione e sviluppi di trama..
Inoltre sembra di osservare la scena attraverso un velo, non ho una sensazione nitida di ciò che è accaduto.
Come spiegare razionalmente dunque le quattro stelline? Probabilmente non si può, ma ci provo! 
Essenzialmente credo che il tutto sia dovuto al personaggio di Rothien, mago e figura estremamente positiva. Ho particolarmente apprezzato le parti in cui veniva seguita l'azione dal suo punto di vista (e non di Seana, la ragazza protagonista); è un uomo giusto, forte, intelligente e di gran cuore. 
Poi.. Umm.. Non so, sicuramente si riprende nella seconda parte, quantomeno meno lenta della prima! 
Io avrei dato un po' di spazio alla magia: compare, è vero, ma in modo abbastanza blando e non del tutto convincente.. Lettura della mente, contatto a distanza.. Ma niente che possa giustificare una CORPORAZIONE!

Mi sa che il libro mi ha beccata in un momento estremamente positivo, altrimenti forse alle 4* non ci sarebbe mai arrivato.. :D

**Ebbene sì, nel testamento disporrò esplicitamente che io venga seppellita con i miei tesori. :DD