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venerdì 29 marzo 2013

Etiquette & Espionage - Gail Carriger

Titolo: Etiquette & Espionage
Autore: Gail Carriger
Pagine: 312
Goodreads

Voto: 


L'impero La Carriger colpisce ancora! 

Io amo amo amo amo questa donna! E la amo perché i suoi libri sono davvero unici.. Ci ho riflettuto un po' e nella mia carriera di lettrice, non mi sembra di averne incontrati di simili.. Tanto di cappello, Miss Carriger! *_*
Pronti a farvi trasportare nello strambo ma incantevole universo steampunk inventato dalla Carriger? Tenetevi forte, ne vedremo delle belle! :D
Ci troviamo nello stesso periodo in cui è ambientato "Souless", la Londra vittoriana; anzi, ad essere più precisi, si svolge poco prima e troviamo Genevieve Lefoux bambina e un Professor Niall davvero professore.. :D (Niente paura se non avete letto la serie "The parasol protectorate", la Carriger usa alcuni elementi e personaggi già visti, ma la storia è completamente separata!).
Sophronia (sembra impossibile, ma ho trovato questo nome anche in una lettura parallela, "L'evoluzione di Calpurnia"!), indisciplinata e poco a modo, viene mandata alla "Mademoiselle Geraldine's Finishing*** Academy for Young Ladies of Quality" per imparare le buone maniere e come essere una vera signorina.
Inutile dirvi di come questa accademia sia tutto furoché normale, visto che è protagonista di un romanzo della Carriger.. :D
Per prima cosa, è una specie di dirigibile che viaggia nell'etere (Tanto caro anche ad Alexia Tarabotti..); seconda cosa, oltre alle buone maniere, vengono insegnate le tecniche di spionaggio, omicidio, diversivi.. Ovviamente nel modo più elegante possibile!
Abbiamo un'eroina che ricorda per certi versi la nostra cara Alexia versione giovane (e meno italiana! :DD), una migliore amica che ricorda davvero Ivy e situazioni paradossali e fenomenali che sono tutte da scoprire.
La Carriger, oltre ad un'incredibile fantasia, possiede il dono di trasformare tutto ciò che scrive in un racconto piacevole e scanzonatorio. A volte è davvero difficile prenderla sul serio, giuro! (In senso buono, ovviamente: mi piacerebbe prendere un té insieme a lei, secondo me ha proprio lo spirito della buontempona! :D
In alcuni punti mi ha fatto ridere come una povera cretina indemoniata, in alri mi ha stupito per la sua sagacità! (Mmm.. Ma esiste questa parola?! Dubbi epocali :D)
Alcune trovate non sono originali al cento per cento, qualche volta ho avuto l'impressione di stare ancora leggendo Souless (e seguiti), da qui la mancanza della V stellina (oltre al fatto che pur essendo relativamente breve, ci ho messo parecchio a finirlo..)! Ma sono inezie, e promuovo pienamente questo delizioso romanzo.. Anzi, farò di più! Ve lo consiglio caldamente!!!


***Come un'allocca, non riuscivo a capire all'inizio perché si parlasse di "Finishing" school.. Non si parla di "finire" la scuola (Ehm ehm, coff coff), bensì delle buone maniere, "di perfezionamento" :DD


Her mother interrupted. “How it worked? What kind of question is that for a young lady to ask? How often have I warned you against fraternizing with technology?”

“Mummy and Daddy want him to be an evil genius, but he has his heart set on Latin verse. Don’t you, Pill?”

“Pillover is terribly bad at being bad, if you take my meaning. Our daddy is a founding member of the Death Weasel Confederacy, and Mummy is a kitchen chemist with questionable intent, but poor Pillover can’t even bring himself to murder ants with his Depraved Lens of Crispy Magnification. Can you, Pill?”

The interior decoration looked much as Sophronia imagined one of the great Atlantic steamers, except that the entire place seemed to have been attacked by a grandmother—the kind of grandmother who knitted horrible small booties for workhouse orphans and made jelly for the deserving poor.

“Wait for it, Professor. We are an institution of high learning and higher manners. We simply cannot shoot first; it isn’t done. Now, remember that, Miss Temminnick, do—a lady never shoots first. She asks questions, then she shoots.”



Trama Fourteen-year-old Sophronia is a great trial to her poor mother. Sophronia is more interested in dismantling clocks and climbing trees than proper manners—and the family can only hope that company never sees her atrocious curtsy. Mrs. Temminick is desperate for her daughter to become a proper lady. So she enrolls Sophronia in Mademoiselle Geraldine's Finishing Academy for Young Ladies of Quality. But Sophronia soon realizes the school is not quite what her mother might have hoped. At Mademoiselle Geraldine's, young ladies learn to finish...everything. Certainly, they learn the fine arts of dance, dress, and etiquette, but they also learn to deal out death, diversion, and espionage—in the politest possible ways, of course. Sophronia and her friends are in for a rousing first year's education.

giovedì 28 marzo 2013

Green - Kerstin Gier

Titolo: Green
Autore: Kerstin Gier
Pagine: 432
Goodreads

Voto: 


Ho finito la Trilogia della Gemme. E' la fine! Il disastro! Come posso
sopravvivere senza Gwen e Leslie?!
...
Ok, ok, mi riprendo. Sono una persona forte, d'altronde! :D
Ho adorato il libro per tanti motivi, ma il primo è sicuramente perché si fa leggere divorare in poche ore: tra studio, stress, ripetizioni e la vita che incombe, mi piacerebbe leggere più spesso libri che non solo sono gradevoli, no! Ma si fanno anche leggere con facilità e entusiasmo :)
Mi rendo conto che come motivo per apprezzare un libro (soprattutto perché l'ho messo al primo posto!) è un po' barbino.. Però insomma, anche la facilità e il rilassamento vogliono la loro parte!
Ma torniamo a noi! :D
Al di là della storia, che nel buio panorama odierno ho trovato estremamente originale e gradevole, il putno forte della Gier è sicuramente il sapiente uso dell'ironia. Insomma, a volte ha certe uscite che sono davvero fenomenali! Lo scambio di battute tra Gwen e Gideon, tra Leslie e Gwen o semplicemente i pensieri di Gwen.. A volte mi hanno fatto ridere come un'indemoniata! :D
Mi piace anche per il fatto che Gwen sia capace di usare l'autoironia. E che noia quelle protagoniste drammaticamente perfette e senza un briciolo di "Ridiamoci su!). E sia simpatica. Divertente. Nella media. E IMPERFETTA! Go Gwen, go!

Prima di apparire però come una povera quattordicenne con gli ormoni in festa, devo ammettere che non ho trovato il libro completamente perfetto. Anzi, ci sono un paio di cosette che un po' hanno turbato la mia lettura.. Innanzitutto, l'innamoramento LAMPO tra Gwen e Gideon. Livello improbabilità: 2000%! Se tale elemento fosse stato presente in un altro libro, sono sicura che il mio voto non sarebbe stato così positivo, anzi! E' una cosa che mi irrita profondamente e che mi fa scattare la vena dell'insofferenza: solitamente, quando succede, inizio a trovare ogni minimo difetto, ogni ago nel pagliaio, ogni sbafatura.. Divento vendicativa, insomma! Però vabbé, sono riuscita a sopravvivere (abbastanza) incolume all'esperienza, e alla Gier posso perdonarlo!
Il secondo fattore che non mi ha proprio entusiasmato è il finale. Cioè, chiariamo: non il finale in sé, che trovo geniale (anche se io una cosetta o due l'avevo capita =P).. E' il fatto che sia stato troppo frettoloso!! Mi si risolve tutto in venti pagine nemmeno.. Sono stata un po' colta di sorpresa quando ho letto "Il lunedì a scuola era tutto come al solito, o quasi.". EHHH?!?!?! Dov'ero io quando c'è stato un epilogo degno di questo nome?! :DD

Ora che mi sono sfogata e mi sono tolta questo sassolino che mi assillava.. Posso tornare ad elogiare il libro!!
Un grande SI' per questo libro è la presenza di Leslie. Seriamente, esiste una migliore amica MIGLIORE di Leslie? Io la amo!! E' un po' la versione simpatica di Hermione.. Insomma, chissò dove sarebbe ora la povera Gwen senza di lei! E' intelligente, fedele, pronta a tutto per Gwen.. Davvero una persona speciale!
Poi c'è la questione "viaggi temporali" e conseguenti paradossi: come direbbe Artemis Fowl  "Ah sì. Il caro
vecchio paradosso temporale. Se torno indietro nel tempo e uccido mio nonno, allora cesserò di esistere? Per quanto mi riguarda, sono d'accordo con Gorben e Berndt: ogni possibile ripercussione è già avvenuta. E' possibile modificare soltanto il futuro, non il passato e nemmeno il presente. Se torno indietro nel tempo, significa che l'ho già fatto.".
Cioè, dai, questa cosa è troppo intrippante!

Sento già che la Gier come scrittrice mi mancherà.. Fortuna che mi manca ancora da leggere "In verità è meglio mentire" e un altro di prossima pubblicazione.. *_*
Credo che questa serie, insieme ai libri della Clare siano i miei preferiti nel panorama Urban fantasy.. *_*


«Il fatto che potesse andare peggio non significa che sia andato tutto bene!»


Trama «Sono davvero contento di aver chiarito le cose. In ogni caso resteremo sempre buoni amici, giusto?» Quando un ragazzo dice così a una ragazza non è che la renda pazzamente felice. Se poi il ragazzo in questione è Gideon de Villiers, occhi verdi e capelli corvini, Gwendolyn Shepherd, la destinataria del messaggio, si sente precipitare decisamente negli abissi dell’infelicità. E sì, perché, nelle due settimane che le hanno sconvolto la vita, facendole quasi dimenticare di essere una normale studentessa di sedici anni di una normale scuola londinese, Gideon le era sembrato la sua unica ancora di salvezza. Solo da due settimane, infatti, Gwen ha scoperto di essere predestinata a viaggiare nel tempo per portare a termine una missione pericolosissima da cui dipende il destino dell’umanità intera.

Una faccenda che, in realtà, non le interessa affatto, diversamente dalla cugina Charlotte, che era convinta di essere lei la predestinata e che era stata educata ad affrontare situazioni e persone di ogni tempo e ogni luogo. Solo per Gideon, il suo compagno di viaggi nel passato, Gwen ha trovato sopportabile l’essere sballottata da un secolo all’altro alla ricerca di un cronografo perduto, ma ora perché dovrebbe continuare a lasciarsi tiranneggiare dall’implacabile setta dei Guardiani? D’altra parte, è vero che a poco a poco sta scoprendo segreti insospettabili sulla propria famiglia che la riguardano molto da vicino. E poi, finché è sostenuta da amiche come Leslie e da piccoli gargoyle impiccioni e simpatici come Xemerius, la sua vita, oltre a essere piena di pericoli, può essere anche molto eccitante...

lunedì 18 marzo 2013

Percy Jackson and the battle of labyrinth - Rick Riordan

Titolo: Percy Jackson and the battle of labyrinth
Autore: Rick Riordan
Pagine: 360
Goodreads

Voto: 
"PERCY JACKSON.. MA LO RITROVAI". :DD

Quarto e penultimo appuntamento con la saga di Riordan.. Sento già che quando leggerò l'ultimo, sentirò un grande vuoto dentro di me!
Ho letto che questo libro è il preferito di molti.. Paradossalmente (per ora, bisogna vedere come Riordan si comporta nel finale!), questo è il libro a cui ho dato "solo" 4 stelline, a differenza del voto massimo per i primi tre.
E perché mai, direte voi? Dunque, appena uscito il I volume, ho letto una serie di recensioni negative perché l'autore avrebbe scopiazzato alla bell'é meglio da Harry Potter. Se ci si attacca a questioni di lana caprina.. beh, sì, effettivamente qualche lontanissima somiglianza la si potrebbe trovare (Certo, rispetto ai libri di oggi che sembrano uno la fotocopia dell'altro, la disputa su Percy Jackson non avrebbe modo di esistere, ma tant'è).. A me invece era sembrata una saga piuttosto originale, con bei personaggi, con la giusta dose di azione e via dicendo. 
Mi duole il cuore dirlo.. Ma questo episodio invece mi ha ricordato costantemente Harry Potter e l'ordine della fenice, in alcuni aspetti. E probabilmente anche io mi sono attaccata a questioni di poco conto.. Ma non sono riuscita a dargli il giudizio massimo perché questa cosa mi ha condizionato tantissimo *_*
E' stata comunque una lettura rilassante, divertente e che mi ha tenuta incollata alle pagine, eh!! Inoltre: innnazitutto Percy è un bel personaggio.. Davverod avvero davvero gradevole! Non può non suscitare simpatia e allegria! Poi.. Certi sviluppi di trama, certe risposte, certi atteggiamenti.. Mi hanno fatto sghignazzare come una povera demente, lo ammetto!

Voglio assolutamente leggere l'epilogo di questa saga *_*

Nota alla mia edizione: No, vabbé, il libro ha le pagine che scricchiolano! Che goduria immensa! Passerei le ore a sentire questo rumore.. *__*

mercoledì 6 marzo 2013

Un marito ideale - Oscar Wilde

Questa è la locandina dello spettacolo
teatrale, ma era troppo bellina,
quindi ho scelto lei! *_*
Titolo: Un marito ideale
Autore: Oscar Wilde
Pagine: 100
Goodreads

Voto: 
 In realtà volevo leggerlo in lingua originale, dopo aver preso una grande batosta con gli "aforismi" tradotti male.. Però poi è subentrato il fattore pigrizia e quindi ha vinto la  comoda traduzione italiana :D
Penso che quest'opera sia la più bella di Wilde che ho letto finora. Davvero davvero davvero meritevole!!
Il libro ha tanti punti di forza:


E' breve e scorrevole
 E' moderno, fresco, frizzante!
 E' ricco di humor
 Ha dialoghi brillanti, divertenti e sagaci
 Ha personaggi ammirabili (non intendo che sono persone meritevoli di essere ammirate.. Semplicemente, sono personaggi magistralmente costruiti!)
 Prende palesemente per i fondelli la società del tardo '800, ma in un modo così subdolo e arguto che ti vien voglia di stringere la mano a Wilde
 Tratta, al di là di tutto, di temi piuttosto 'importanti'..
 E' un'opera di Wilde :DD
 Goring è un signor personaggio.. Lo amo!! *_*

Questa recensione mi è uscita ad elenco perché dopo aver perso due ore a fissare lo schermo (e cazzeggiare su Facebook, ok! ._.), ho cancellato mille volte la psuedo recensione. Mi sa che sto perdendo la mia verve.. XD

CAVERSHAM: Tu vivi soltanto per far le cose che ti piacciono.
GORING: E che altro c’è per cui valga la pena di vivere? Nulla invecchia come la felicità.

LADY BASILDON (aggrottando le deliziose sopracciglia): Siete qui? Non credevo frequentaste i salotti degli uomini politici.
GORING: Ma io vado pazzo per questi salotti: sono gli unici dove non si parla mai di politica.
LADY BASILDON: Io, invece, mi diverto a parlarne. Ne parlo tutto il giorno. Ma non sopporto che ne parlino gli altri. Non riesco a capire come fanno quei disgraziati alla Camera a sopportare tante lunghe discussioni.
GORING: Loro non le ascoltano mai.
LADY BASILDON: Davvero?
GORING (con grande serietà): Naturalmente. Vedete, ascoltare è molto pericoloso. Se uno ascolta, c’è rischio che rimanga persuaso; e un uomo che si permette di esser persuaso da un’argomentazione è una persona assolutamente irragionevole.

ROBERT: E non andrete in una delle nostre case di campagna, prima di lasciare l’Inghilterra?
MRS. CHEVELEY: Oh, no! Non sopporto le riunioni nelle case di campagna! La gente cerca di far dello spirito sin dalla prima colazione. È tremendo: solo gli stupidi riescono a essere brillanti a quell’ora.

GORING: Dovreste andare a dormire, Miss Mabel!
MABEL CHILTERN: Lord Goring!
GORING: Mio padre mi ha consigliato di andare a dormire un’ora fa. Non vedo perché non dovrei darvi lo stesso consiglio. Io passo sempre agli altri i buoni consigli che ricevo. È il solo uso che se ne possa fare dato che è inutile servirsene per proprio conto.

GORING (sospira, poi si passa una mano sulla fronte e guardandolo): Tu sei l’ultimo uomo tra tutti quelli che conosco, che avrei creduto tanto debole da cedere alle tentazioni che il barone ti prospettava.
ROBERT: Debole? Oh, no, sono stanco di sentir ripetere questa favola! E stanco di adoperarla per gli altri. Debole! Credi veramente che sia la debolezza quella che ci fa cedere alle tentazioni? Ti dico che esistono tentazioni tanto pericolose che per cedere a esse occorrono coraggio e audacia. Giocare la propria vita in un solo momento, rischiare tutto su un solo lancio di dadi che abbia per posta il piacere o il potere, no, questo non è un segno di debolezza! Ci vuole un coraggio terribile. E io lo ebbi.

GORING: Non far caso a quello che dico. Io dico sempre quello che non dovrei. Di solito, infatti, dico sempre quello che penso. Un grande errore al giorno d’oggi. Si corre il rischio d’essere capiti.

Val sempre la pena di fare una domanda, anche se non sempre vale la pena di ottenere una risposta.

giovedì 21 febbraio 2013

How to marry a millionaire vampire - Kerrelyn Sparks

Titolo: How to marry a millionaire vampire
Autore: Kerrelyn Sparks
Pagine: 371
Goodreads

Voto: 
Le premesse per un libro diverso dal solito filone del vampiro bonazzo e dell'umana sexi che convolano a nozze/ ad amore / a letto c'erano tutte; una buona idea per la trama pure.. E non da ultimo, mi aspettavo grasse risate, motivo principale per cui ho deciso di comprare questo libro..
Serve a qualcosa dire che le mie aspettative sono crollate come un castello fatto con le carte? No, vero? :D
Uff, io ci speravo davvero.. L'ho comprato secoli fa, verosimilmente sotto effetto di droghe pesanti e con ogni probabilità ho rimandato l'irrimandabile perché il mio inconscio sapeva cosa aspettarsi, ovvero IL PURO NIENTE.
Per carità, si lascia leggere e mi ha pure strappato qualche risata ogni tanto.. Ma più di questo non penso sia possibile!
Da qualunque prospettiva io veda la faccenda, mi sembra sempre di leggere la stessa cosa: il vampiro bello, ricco, sexi e dannato, l'umana che è cazzutissima (sorprendentemente bella, intelligente, pratica), -anche perché non stiamo certo a pettinare le bambole qui!- e il cattivo che più cattivo non si può che vuol ferire/uccidere/rapire/[inserite qui un destino comune alle povere ragazze umane di oggi che devono vedersela con i vampiri]. Mescolate il tutto alla paura per il sangue, un passato triste e sofferto (per ENTRAMBI i personaggi. Di nuovo, mica crederete di star qui a giocare, né?) e l'inevitabile innamoramento e avrete confezionato il libro della Sparks. 
Mi piacerebbe capire se:
a) Sono io il problema
b) Le autrici odierne hanno dei seri problemi con la fantasia, che le portano a fantasticare TUTTE alla stessa maniera
c) Le autrici sono semplicemente delle furbette e, trovato un pubblico che apprezza questo genere, continua ad abusarne fino alla successiva creatura mitologica, mostro, angelo o più in generale, trend.

Sono pronta ad accettare una parte di responsabilità, perché mi rendo conto di essere una lettrice esigente e decisamente rompiballe, ma non arrivo ad essere così egocentrica da concentrare su di me tutta l'attenzione :D
Ergo, autrici odierne, sia che rientriate nell'ipotesi b) che nella c).. abbandonate il sentiero di Satana e rincongiungetevi alla parte buona della letteratura. Io credo in voi, So che c'è del buono in voi.. I feel the good in you! (Tiè, beccatevi 'sta chicca del grande maestro!):



Bene, dopo il giusto omaggio a George Lucas, torniamo a noi!
Al di là della storia sentita e risentita (e sì che io di libri sui vampirazzi ne ho letti relativamente pochi), ci sono altre cose nel libro che non possono essere proprio ignorate.
Innanzitutto, il libro grida SESSO ad ogni pagina. Don't get me wrong, viva il sesso con annessi e connessi, eh! Però non so, a me sembra molto un (altro) stratagemma per catturare l'attenzione delle lettrici. Ebbasta!! Il vampiro attizzato e costantemente arrapato è, se possibile, peggio del vampiro buono, dolce e premuroso. Il vampiro così fatto è una contraddizione (non)vivente! 
Vabbé, questa parte di lamentela rientra nell'ipotesi a) sopracitata, quindi penso io di non poterli soffrire.. :D
Comunque, tanto per aumentare il gossip in questione, i due provano OVVIAMENTE una passione dirompente l'uno per l'altro e OVVIAMENTE: lui non ha mai incontrato una donna come Shanna (che resiste ai suoi poteri.. Cosa ci ricorda? :D). Lei non ha mai incontrato nessuno come lui. Ecco qui, è fatta, peace and love, fratelli.
Tralaltro, posso anche accettare, in linea di massima, il vampiro buono dolce, pronto ad innamorarsi, con tanti bei sentimenti e con l'indole geneticamente predisposta ad accudire gli esseri umani.. Ma.. Ma.. MA!!!
Io detesto, odio, ripugno e deploro I VAMPIRI CHE HANNO IL COMPLESSO DEL BRUTTO ANATTROCOLO!
Seriamente, 500 anni di vita media e questi non sanno fare altro che piangersi addosso. "Non sono quello che credi io sia". "Non posso essere salvato". "Non sono felice, né lo sarò mai". "Non ringraziarmi, non lo merito". "Non sono degno della tua fiducia". "Sono un essere ignobile". "Gnè gnè gnè. Gnèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè".
E dacci un taglio figlio mio!
Tesoro, devi capire che tutti noi abbiamo problemi e leggendo un libro che si presume debba rilassare e divertire (Tale romanzo ciò promette!!) non posso stare lì e offrirti una spalla su cui piangere.. Cresci, ribellati, trovati una donna!
Che poi povero Roman, a me sta pure simpatico eh..
Inoltre, ad un inizio scoppiettante che prometteva DAVVERO grandi cose (non proprio alla "Ho visto cose che voi umani..

.. Ma insomma, cose interessanti!), poi inesorabilmente si perde. E Shanna è lagnosissima, anche se all'inizio inganna tutti..
Visto che abbiam fatto trenta, vai col trentuno: a me non ha convinto nemmeno lo stile dell'autrice, in tutta sincerità. Non è uno di quei libri che dici: oddio, DEVO assolutamente smettere di avere una vita per poter leggere i seguiti. Anzi, non ti viene nemmeno curiosità di spoilerarti le storie dei libri successivi..
Ci sono molte ripetizioni (God's blood. God's blood ovunque), molte cose sono superflue e sembrano gridare al mondo "Esisto solo perché così abbiamo raggiunto 371 pagine!". E alcune cose sono forzatelle, tiè!

lunedì 18 febbraio 2013

Neither here nor there - Bill Bryson

Titolo: Neither here nor there - travels in Europe
Autore: Bill Bryson
Pagine: 256
Goodreads

Voto: 
Ho "conosciuto"  (librescamente parlando!) Bill Bryson qualche tempo fa, quando mi sono apprestata a leggere "Breve storia di (quasi) tutto"..  Data la mia ignoranza e soprattutto la mia pigrizia, ho pensato che un compendio sulla storia dell'umanità, narrata con ironia e leggerezza avrebbe fatto al caso mio. Peccato che non avevo considerato fino in fondo quanto potesse essere terribile e autocratica la mia pigrizia. Le 500 e passa pagine mi hanno demoralizzato, l'inizio del libro non è stato sufficientemente scoppiettante per incuriosirmi e spronarmi ad andare avanti.. Ed è finita con un nulla di fatto, io con la mia ignoranza e Bill Bryson sconosciuto e un po' odiato.
(Credo di essere arrivata a pagina 40, impegnandomi. Qui si potrebbe quasi sollevare il dilemma del mio approccio ai libri voluminosi, ma ve lo risparmio :D)

Poi niente, mi serviva un libro che contenesse un viaggio in almeno tre posti/paesi e sono incappata in questo libricino.. La seconda chance non si nega (quasi) a nessuno!!

Esilarante, senza dubbio. Avete tanta voglia di viaggiare e poco tempo per farlo? Magari vi andrebbe una bella risata nel mezzo? Allora leggete il libro di Bryson, che fa al caso vostro! :D
Tralaltro, offertona speciale, vedrete l'Europa con gli occhi di un americano.. Mica cavoli!
Mi sono divertita, mi sono incuriosita e soprattutto, mi sono lasciata trasportare in giro.. E insomma, cosa chiedere di più ad un libro su un viaggio?

“I don’t know why religious zealots have this compulsion to try to convert everyone who passes before them – I don’t go around trying to make them into St Louis Cardinals fans, for Christ’s sake – and yet they never fail to try. Nowadays when accosted I explain to them that anyone wearing white socks with Hush Puppies and a badge saying HI! I’M GUS! probably couldn’t talk me into getting out of a burning car, much less into making a lifelong commitment to a deity, and ask them to send someone more intelligent and with a better dress sense next time, but back then I was too meek to do anything but listen politely and utter non-committal ‘Hmmmm’s’ to their suggestions that Jesus could turn my life around. Somewhere over the Atlantic, as I was sitting taking stock of my 200 cubic centimetres of personal space, as one does on a long plane flight, I spied a coin under the seat in front of me, and with protracted difficulty leaned forward and snagged it. When I sat up, I saw my seatmate was at last looking at me with that ominous glow.
‘Have you found Jesus?’ he said suddenly.
‘Uh, no, it’s a quarter,’ I answered and quickly settled down and pretended for the next six hours to be asleep, ignoring his whispered entreaties to let Christ build a bunkhouse in my heart.”

giovedì 31 gennaio 2013

Volo basso - Lucio Giunio Bruto


Titolo: Volo basso. Sesso, cacca e banalità: viaggio nelle cazzate che scrive Fabio Volo
Autore: Lucio Giunio Bruto
Pagine: 218
Goodreads

Voto: 
COME SI FA AD APPREZZARE UNO SCRITTORE CHE SCRIVE "PATATA" PER LA VAGINA?!


Qualcuno ha una degna risposta? No, vero? Ecco, semplicemente, non si può. Ne ho lette tante di idiozie nella mia carriera di lettrice, ma questa cosa qui.. Fa seriamente accapponare la pelle!
Parto subito col dire che -fortunatamente- non ho letto i romanzi di Volo. Mi sono bastate 20 pagine di uno dei tanti (di cui non ricordo nemmeno il titolo) per farmi sanguinare gli occhi e le citazioni riportate in questo libro per farmi venire l'orticaria.. Seriamente, cosa ci trova la gente?! Volgarità, qualunquismi, ovvietà e banalità che sono VERAMENTE imbarazzanti, protagonisti creati con lo stampino e storie che seguono lo stesso percorso. Mi sento male all'idea che questo autore sia uno dei più venduti in Italia.. L'ho preso addirittura più in antipatia di Moccia (e chi l'avrebbe mai detto!): in fondo Moccia viene letto dalle tredicenni, c'è ancora tempo per riportarle sulla retta via.. Ma i lettori di Volo?! Come si recuperano i lettori di volo? Come salvare dalla perdizione tutte quelle ragazze/donne che CITANO Fabio Volo nemmeno fosse il grande guru dell'introspezione e della comprensione dell'animo umano? Come si spiega che su Facebook la pagina di questo povero demente abbia più di NOVECENTOMILA seguaci? (guardare per credere:)


Donne/ragazze/uomini/esseri viventi! RIBELLATEVI! BOICOTTATE Fabio Volo e i suoi prodotti!

A me sono bastate poche citazioni per capire che:
a) Fabio Volo NON sa scrivere.
b) Fabio Volo è un gran paraculo.
c) Fabio Volo ha tre idee in tutto (anche bruttine, diciamolo), che ricicla continuamente in tutti i suoi libri.
d) I personaggi di questi -EHM- bestsellers sono TUTTI uguali. Creati con lo stampino, stupidi e superficiali alla stessa maniera.
e) Le puttanate che si susseguono sono spacciate come perle di saggezza rare.
La felicità non è che sia fare sempre quello che si vuole, semmai è volere sempre quello che si fa...
f) Fabio Volo è un maniaco fissato col sesso e col sesso orale in particolare.
g) I suoi libri sono un'offesa al buongusto, al buon senso e alla buona letteratura. Sono un'offesa a lettori e scrittori.
h) Fabio Volo è tremendamente maschilista. Ma di un maschilismo low cost, veramente squallido.

Ma passiamo al libro, vero oggetto di questa recensione! :D 
Le quattro stelle e mezzo sono date dal fatto che ogni tanto è un po' ripetitivo (ma lo capisco: Fabio Volo è un argomento così inutile che potrebbe essere sviscerato in una trentina di pagine) e poi perché ci sono molti passaggi tratti dalle varie porcate di Volo. Insomma, vero che sono presenti per denuncia.. Ma sono comunque brutte e spiacevoli da leggere. 
Il libro mi ha fatto ridere come un'idiota, da una parte perché Fabio Volo in sé è ridicolo e quindi offre buon materiale per una sana risata.. Poi perché gli autori, che scrivono sotto pseudonimo, sono caustici al punto giusto: i commenti con cui inframezzano le trame/le citazioni dei libri di Volo sono epiche, cattive e totalmente azzeccate. Io VOGLIO conoscere gli autori! E' la mia missione!!
"Quegli stessi giornali incominciano a considerarlo un personaggio-celebrità del quale spiegare che "Volo non ha la macchina, va al lavoro in autobus, non ama uscire la sera, per tre anni non ha mai avuto la televisione e "anche ora non la guardo mai, non mi piace". Concetti ottimi per un'edizione straordinaria della rubrica "Chi se ne frega""

Il libro è diviso in due parti: la prima che ripercorre la inutile fantasmagorica vita dell'autore con la sua inconcepibile incredibile scalata al successo, le sue contraddizioni e le sue noiosissime toccanti interviste ai vari giornali: in queste pagine apprendiamo che a) non è uno scrittore (ma scrive), non è un attore (ma recita) e non è uno speaker (ma lavora alla radio). Lui è un uomo QUALUNQUE. b) Ha smesso di studiare in terza media (E TI METTI A SCRIVERE LIBRI?!) e ha iniziato a lavorare duramente nella panetteria del padre (tenete a mente questo particolare, tornerà in modo esasperante in TUTTI i libri, anche in alcuni aforismi. Brr, rabbrividisco). c) gli piace il sesso (sì, piace a tutti, per carità, ma lui non sa parlare d'altro! e tralaltro sa farlo solo in maniera piuttosto volgarotto); d) E' di un qualunquismo quasi imbarazzante: né di destra né di sinistra, con un piede entrambe le staffe e una nonchalance nello schierarsi degna di pochi.
La seconda parte analizza in maniera minuziosa (e soprattutto, divertente!) le schifezze opere di Volo, una per una. Inutile dire che la parte più interessante sono i commenti e le prese per il culo degli autori di questo saggio! Però ecco, se dovete frequentare gente che legge solo i libri di Fabio Volo avete tre chance: a) Leggere tutti i suoi libri (scelta ALTAMENTE sconsigliata); b) Leggere questi riassunti con cui c'è pure la possibilità di farsi qualche risata o c) Trovarvi nuove frequentazioni (scelta ALTAMENTE consigliata :D)

Direi che il mio pensiero su Volo e sul libro è ababstanza chiaro: Volo è un paraculo incapace e furbetto che ha trovato inspiegabilmente miracolosamente la via del successo; questo libro invece merita e Dovrebbe esser letto da tutti coloro che hanno un minimo di senso critico dentro di sé e possono discernere un buon libro da una schifezza.. Certo, potreste farlo anche leggendo semplicemente le trame di fabiovolo, ma così è più divertente!

Vi lascio alle citazioni! Sono tante, le metto sotto spoiler così non viene fuori un post chilometrico :DD (capirai, ora che ho imparato ad usare quaesta funzione, non mi ferma più nessuno!)

SPOILER (clicca per visualizzare)