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mercoledì 20 febbraio 2013

Boy A - Jonathan Trigell

Titolo: Boy a
Autore: Jonathan Trigell
Pagine: 248
Goodreads

Voto: 
E' un libro crudele e doloroso da far male, come un pugno nello stomaco.
E' un libro che mi fa sentire fortunata e ringraziare per ogni sciocchezza che possiedo. 
E' un libro che mi ha scosso profondamente: per me esiste il bianco o il nero, nessuna sfumatura nel mezzo.. E quindi MAI avrei potuto pensare di provare pietà, tristezza e dolore per i due bambini, BOY A e BOY B, che non hanno più diritto nemmeno ad un nome.
 Se avessi letto la notizia su un giornale (Il libro si ispira infatti ad un orrore accaduto in Inghilterra nel 1993), li avrei etichettati come mostri, scempi della natura. Due bambini di 11 anni che seviziano, mutilano e uccidono una bambina di 10 (nella realtà, le cose sono ancora più macabre: la vittima è un bimbo di 6 anni ). Come altro si può definirli? 
Eppure .. Eppure c'è il famoso rovescio della medaglia, difficile da ignorare. BOY B vive con un fratello teppista che lo riempie di botte e lo stupra. Non conosce altra vita che quella del rubare e prendersi con la forza e la violenza tutto ciò che gli è stato negato. Non conosce l'affetto dei genitori, né di nessun altro. 
BOY A, il protagonista della storia. viene picchiato quotidianamente dai suoi coetanei (11 anni, non so se rendo l'idea. Io a 11 anni ancora giocavo con le Barbie..).. E non può contare sui genitori perché vede l'ombra di delusione e disgusto nello sguardo del padre. 
C'è poi Terry.. Che dolce! L'assistente sociale che diventa per BOY A una sorta di padre, che non lo giudica, ma cerca di dargli una seconda possibilità. 
E questa possibilità c'è: BOY A diventa Jack, Terry gli trova un lavoro e una casa, e tutto sembra andare per il meglio.. Ovviamente non è così, perché i lieto fine non esistono, lo sappiamo tutti, ma BOY A si sente libero. Svuotato di sensi di colpa e tristezza. Ha conosciuto l'amore, ha avuto un lavoro, ha fatto amicizia, fatto l'amore e salvato una vita. Ha avuto le sue giornate di sole. (pag 249. Non so quanto ci ho pianto su queste tre righe..). 
Dentro di me so che è giusto che i due bambini pagassero. Ma la storia vista dal punto di vista dei due piccoli mostri è semplicemente straziante. 
Lo stile di Trigell inizialmente mi ha disturbato (scrive al presente della vita di Jack, al passato di quella di BOY A).. Ma poi ho finito per apprezzarla così com'è. Trigell non ci risparmia niente: il tono è duro, le parole taglienti, e ciò rende il libro ancora più doloroso. Ma ci sono anche parole vellutate, parole che trovano una perfetta collocazione nella storia.. Non ci sono sbafature, e ci sono parti davvero poetiche. 
Splendido. Un libro che TUTTI dovrebbero leggere, per mettersi dalla parte di chi sbaglia.
Si chiama Jack. Il nome se l'è scelto lui. Non capita a tutti di potersi scegliere il nome. Ne ha visti molti provarci, darsi nomi cattivi, o accattivanti, ma sono finzioni e non si attaccano. Jack l'ha scelto da un libro "Il grande libro dei nomi", un buon posto dove cominciare. Un nome comune, ma anche un nome di classe, è per questo che gli piace. Jack ha mille usi, c'è il Jack di cuori e la presa a Jack, il Jackpot, La Union Jack, Jack La Motta, il Jack è il boccino nelle bocce, il cric per le macchine e la sorpresa in una scatola a sorpresa, Jack è il marinaio e il boscaiolo e il popcorn caramellato Crackerjack. Sempre l'infanzia che lo perseguita: l'infanzia che gli hanno negato, per averne negata un'altra. E Jack lo squartatore- a questa ci ha pensato solo in un secondo momento. (Pag 5)
"Hey, cos'hai? Uno specchio nelle mutande? Perchè mi ci vedo dentro" . XD No, scusate la volgarità, e la battuta fuori luogo, ma mi ha fatto morire.

lunedì 18 febbraio 2013

Fish and chips - Abigail Roux

Titolo: Fish & chips
Autore: Abigail Roux, Madeleine Urban
Pagine: 314
Goodreads

Voto: 
Questa serie sta cominciando a darmi assuefazione.. E dire che mi considero una persona abbastanza razionale, quindi proprio non riesco a spiegarmi la cosa..
Come thriller, la storia lascia a desiderare. Anzi, siamo onesti, NON esiste affatto un qualsivoglia elemento che permetta di catalogare questo libro come thriller. Eppure Ty e Zane sono due agenti dell'Fbi..
Poi vabbé, lo sviluppo della trama fa acqua da tutte le parti e tu sei lì a chiederti "Ma sono io quella scema che si fa mille problemi, o le autrici che cercano di buttarcela in caciara?!".. Visti gli altri commenti, probabilmente sono io il problema, e ciò è rapportabile al mio "mi considero una persona abbastanza razionale" di cui sopra.
Però.. Niente, anche sapere queste cose mi fa desiderare di continuare la serie e al pensiero che sono a metà percorso, un po' mi prende a male per il dopo..
Questo volume mi è piaciuto perché c'è un'evoluzione dei personaggi. FINALMENTE!! Ty e Zane.. Beh, Ty e Zane stanno imparando a conoscersi, a capirsi e a poter contare l'uno sull'altro. Ty non ha più paura dei suoi sentimenti, e li accetta come cosa inevitabile.. Su Zane c'è ancora un po' da lavorare, ma sospetto che i prossimi volumi ci riservino alcune chicche succose :DD Poi niente, sono tremendamente sexi, insieme!! *__*

“You’re so freaking romantic. I don’t know how I keep my pants on.”

“Falling in love or just plain falling : they were both terrifying at any speed”

“He sighed heavily and lifted his chin stubbornly, meeting Zane's eyes without flinching. "I didn't just say it to get you to jump. I'm in love with you Zane," he admitted in a calm,clear voice. "I have been for a while.”

“The pessimist says, ‘It can’t get any worse!’ And the optimist replies, ‘Oh yes it can!”

“You have to believe me. Even if you don‟t understand”

lunedì 4 febbraio 2013

A monster calls - Patrick Ness

Titolo: A monster calls
Autore: Patrick Ness
Pagine: 215
Goodreads

Voto: 
Ammetto che scrivere la recensione di questo libro mi sta mettendo in difficoltà.. Tanto che, pur avendolo finito due giorni fa, ho tergiversato finora perché non sapevo dove mettere le mani. L'ho divorato, sia per la brevità del libro, sia perché la storia ti cattura.. Ma dopo due giorni di pausa, ancora non so cosa pensare.. O.O

Mi è piaciuto, senza dubbio, ma sento come se mancasse qualcosa.. Mi pizzicavano gli occhi in qualche punto, ma non sono riuscita a lasciarmi coinvolgermi del tutto :(
Sarà che non ho accettato totalmente il mescolare la malattia -e quindi un tema assolutamente terreno - con la presenza di un 'mostro' - che certo terreno non è.

Per carità, l'idea è geniale e soprattutto ben utilizzata, visto che il libro è rivolto ad un pubblico molto giovane.. Però niente, la cosa ha continuato a turbarmi per tutte le 215 pagine.
Ho come l'impressione che aspettassi continuamente qualcosa, che però non è mai arrivato..
Il mostro è un gran bel personaggio. Le sue risposte sono meravigliose, ciniche, sibilline e spesso molto cattive. L'IDEA stessa del mostro e di come/quando/perché agisce mi ha fatto pensare a Siobhan Dowd (l'idea è sua, poi è stata riportata su 'libro' da Patrick Ness dopo la sua morte) come ad un grande genio.. Sicuramente leggerò altro, di suo!
Tralaltro le storie che racconta con le loro morali sono veramente notevoli..
Conor  è un bambino che FA tenerezza. Impossibile non sentirsi il cuore a pezzi mentre si occupa della casa, della mamma malata e viene preso in giro e  picchiato (SENZA MOTIVO) dai suoi amabili compagni di classe.. 
La madre è un personaggio molto positivo, che antepone Conor a tutto, che cerca sempre di mostrarsi forte anche quando la malattia la consuma.. L'ho amata molto, lo ammetto!
Un personaggio che avrei preso volentieri a calci è stato il padre di Conor. Se questo è essere padre, che Dio ce ne scampi! Quanta indifferenza, quanta crudeltà pur se non voluta.. Quanto l'ho odiato!!

domenica 27 gennaio 2013

Shadowgirl - Patricia Morrison

Titolo: Shadow girl
Autore: Patricia Morrison
Pagine: 224
Goodreads
Data di pubblicazione: 12 febbraio 2013

Voto: 
 Il libro è pensato (e strutturato) per i bambini tra i nove e i dodici anni; a livello stilistico e narrativo, la scelta è ineccepibile: il punto di vista adottato è quella della piccola Jules, di undici anni, e quindi seguiamo i suoi pensieri e il suo modo di agire.. Da questo punto di vista è molto facile e gradevoli.. Tralaltro la Morrison sa bene di cosa parla, perché lavora proprio nel campo del sociale..
Poi arriva il grande MA.
Dubito fortemente che farei leggere un libro simile ad un bambino di quell'età per la delicatezza e la drammaticità dei temi trattati: una bambina abbandonata dalla madre che vive col padre alcolizzato e deve provvedere lei non solo a sé stessa, ma anche alla casa e sovente al padre, che viene LASCIATA A CASA da sola tutti i giorni fino a che il padre la abbandona per UNA SETTIMANA finché non intervengono i servizi sociali..
Ecco, io capisco che prima o poi sia giusto aprire gli occhi dei bambini di fronte alle storture del mondo, di abituarli a lottare per ciò che è giusto e ciò che è loro.. Ma così, nudo e crudo.. Non so, io non ce la farei
*_*
Dunque, qualche personaggio:
Il padre io l'avrei riempito di botte. Abbandona la figlia ogni giorno, forzandola a crescere prima del dovuto, è violento, grida.. Quando i servizi sociali gli tolgono l'affidamento, non fa nulla per riprendere in mano le redini della sua vita e di quella di Jules.. Va a vivere con una donna, alcolizzata come lui, chiamando ogni tanto la figlia e riducendo di mese in mese le visite alla povera bambina. Mi è pianto il cuore, giuro! Il fatto che al mondo esistano personaggi simili.. Ma non è prevista la galera per l'abbandono dei minori?!
Se possibile, ancora peggio del padre è Mrs Chapman, la donna che "accoglie" in casa sua Jules: non può uscire, non può invitare amici a casa, non può entrare nelle stanza delle loro figlie, non deve prendere il cibo dal frigo, non deve disturbare le figlie, deve aiutare coi lavori domestici e soprattutto non le ha MAI chiesto come si sentisse, come fosse andata a scuola, se le mancasse il padre.. Proprio non riesco a capire PERCHE' ha deciso di ospitarla a casa sua. Per soldi? Per carità cristiana? Poteva davvero risparmiarsi la fatica!
I'm a wind-up toy. Turn the key. Point me here. Point me there.
Sophie, la donna che lavora al negozio di giocattoli dove Sofia si rifugia quando si sente sola e sperduta, è una donna meravigliosa: con tre figli, i soldi che sono quello che sono riesce comunque ad occuparsi della bambina.. :')

Funny how hard is to do anything when you're feeling sad inside.

To be loved, to be happy, yo be cared for, nourished body and soul. These things were never granted to shadows. And that's what she was - a shadow being.

In my mind there are people who see me, Jules the person, and love me anyhow.

Jules and Patsy liked Barbie well enugh, but Jules didn't want a doll that was like a teenager, that didn't need to be cared for or loved like a child.

Being separate, alienated, doesn't mean falling off earth, not being part of it. It's being in the world - breathing, eating, moving about - and only that.

giovedì 24 gennaio 2013

The worst boy in the world - Eoin Colfer

Titolo: The worst boy in the world
Autore: Eoin Colfer
Pagine: 101

Voto: 

Io VENERO Eoin Colfer. Penso che sarei disposta a tutto pur di incontrarlo una volta, avere un autografo e poter dire "Io l'ho conosciuto!" *_*
Tornando a noi.. Questo libro è semplicemente delizioso! Nessuno al mondo sa scrivere come scrive Colfer, poco ma sicuro!
Sento che dovrei provare un po' di imbarazzo per essermi cimentata in questa lettura, ma la verità è: datemi qualsiasi cosa che Colfer ha scritto e sarò la donna più contenta al mondo XD
L'ho letto in mezz'ora scarsa, ma ciò è dovuto al fatto che a) è per bambini di SETTE anni (coff coff); b) è scritto con carattere 36 minimo e c) ci sono una serie di disegni (meravigliosi, tralaltro! Alcuni di una tenerezza incredibile..).
Avrei tanto voluto averlo letto all'età giusta, ho letto in rete una serie di commenti entusiastici di mamme/insegnanti che hanno letto il libro ai loro bambini, i quali si sono divertiti tantissimo.. Ne ho fatto un punto d'onore, e quando avrò un figlio, giuro che glielo leggerò!
Will, il protagonista della storia, è arrabbiato perché la mamma non ha tempo di sentire le sue lamentele:
I have four brothers and they are always complaining about something. If I ever have a problem, and I go to my mom to talk about it, there are generally at least two brothers in line before me, moaning about something totally stupid. I could have an actual problem, like an hangnail or a missing sock, and there they are wasting Mom's time with silly stuff, like jam on their faces or sweaters that are on backward.
Decide così di rivolgersi al nonno, il custode di un faro, che vede tutti i sabati.. ma il patto è che ognuno può raccontare un solo problema. Quando Will racconta i suoi problemi, il nonno se ne esce fuori sempre con storie più problematiche e convincenti delle sue. Fino a quando Will non si fa raccontare dal padre una storia che sarà sicuramente la migliore.. :D
Colfer usa una narrazione semplice (adattandola ovviamente al giovane pubblico!), ma assolutamente coinvolgente.. E poi traspare pagina dopo pagina la sua grande abilità di utilizzare al meglio l'ironia, che già ci aveva deliziato in Artemis Fowl.. In certi punti ho riso come una povera demente!! :D
"I love you Mommy. And Daddy and Will and my little baby brother, I forget his name. But I love him too."

"There's a moral for you in that story, you know."
"what's the moral in the story?"
Grandad stood. "You need to work that out for yourself."
I frowned. "No, Grandad, I mean what is a moral? What am I supposed to figure out for myself?"
"A moral", said Grandad, "is a secret message inide the story"
"Like a spy code?"
"No," said Grandad, pretending to strangle me. "It's like the story itself paints a picture that's not in the words".
"Like hieroglyphics?"
Grandad made a face. "Are you sure you're my grandson, dopey?" I give up. Ask your mother, she's the teacher in the family".

Tralaltro, non so perché non l'ho mai fatto prima, ho letto la sua biografia a fine libro.. Ebbene, ho scoperto che ha due figli.. Non so quanto ho invidiato queste due creature.. Avere come padre Eoin che ti racconta le storie.. Che FIGATA!!! Quando sarò ricca e famoso lo assumerò a tempo pieno per raccontarle a me, la sera :D

sabato 19 gennaio 2013

Maximum ride - La scuola è finita - James Patterson

Titolo: Maximum ride - La scuola è finita
Autore: James Patterson
Pagine: 422
Titolo originale: School's out - forever

Voto: 

Ho rimandato la lettura di questo libro per mesi e mesi, con il risultato di non ricordare più una ceppa del I volume. Brava Serena, così si fa! 
Che poi non riesco a comprendere il mio modo di pensare (e se non ci riesco io, che devo conviverci con me stessa, figuriamoci gli altri!): il primo l'ho adorato, ma non volevo affrontare questo perché.. Troppo lungo? Ma che razza di motivazione è!!
Ok, mi sono sgridata a sufficienza!

Il libro è bellissimo!! *_*
Ora capisco perché Patterson ha il successo che ha.. Riesce a coinvolgerti come pochi!

Complice la brevità dei capitoli (I capitoli lunghi mi mettono ansia. Ecco, l'ho detto!!) ho divorato il libro in brevissimo tempo.. Ho anche preferito portarmi nella borsa questo libro piuttosto che il Kindle.. E dato che da un anno a questa parte sono Kindle dipendente, questo la dice lunga!!
Ho avuto qualche difficoltà iniziale a ricollegarmi al primo volume (ma quei bei vecchi riassunti delle puntate precedenti dove sono finiti?! Nemmeno Wikipedia è riuscita a venirmi in soccorso..), ma poi ho scoperto che non era essenziale ai fini della storia: alcuni punti vengono ripresi, altri si comprendono con una piccola deduzione e nulla è tralasciato.. Insomma, se vi capita di approcciarvi a questa serie partendo dal secondo, niente panico, sopravviverete!
I personaggi che Patterson ha creato sono veramente splendidi.. Vorrei far parte del libro solo per abbracciarli tutti! *_*

Il loro legame è davvero davvero tenero: mi piangeva il cuore a leggere di tutti i piccoli gesti d'affetto che ognuno ha nei confronti dello 'stormo'.. Mi riempiva di gioia leggere come tutti quanti stessero bene solo se uniti, quanto ognuno è importante per l'altro e soprattutto il modo di fare le veci di una mamma di Max. ç_ç
Lei è decisamente il prototipo di eroina che mi piacerebbe incontrare nella maggior parte dei libri: forte, determinata, coraggiosa, IRONICA (e soprattutto auto-ironica: che noia quei protagonisti che ne sono del tutto privi e sanno solo piangersi addosso!!) e piena di buon senso.

Io aspetto sviluppi sulla coppia Max - Fang, perché questo volume ci ha dato ottimi spunti su cui riflettere!
Il mio personaggio preferito - fermo restando che mi piacciono tutti davvero tanto) è Iggy. Ecco, lui me lo porterei a casa volentieri e potrei passare le mie giornate a coccolarlo, ne sono sicura! Così fragile e allo stesso tempo così forte e indipendente.. Cieco per gli esperimenti che quei maledetti scienziati hanno condotto su di lui e in imbarazzo per la sua condizione di fronte ad estranei.. Ah, sì, la crocerossina dentro me sta scalpitando *_*
La storia è molto lineare, a tratti forse un po' scontata e 'banalotta' (il termine è virgolettato perché non è una storia affatto banale, solo alcuni punti che rappresentano lo 0,0001% dell'opera.. Non mi si venga a dire che io la denigro! :D), ma vale davvero la pena leggerla!

E poi niente, Patterson scrive davvero davvero davvero bene! (Se tutto il resto non vi ha convinto, mi gioco la carta della buona scrittura xD)

domenica 13 gennaio 2013

Pushing the limits - Katie McGarry

Titolo: Pushing the limits
Autore: Katie McGarry
Pagine: 392

Voto: (++++++!!)

ONE BAD BOY
ONE LOST GIRL
THEY'RE EACH OTHER'S DESTINY..
Ok, ora mi riprendo. Posso farcela.
**Si butta a terra e chiede altre pagine del libro**
Mi rendo conto che probabilmente la reazione è esagerata e sembro una tredicenne in piena crisi ormonale, ma la verità è che ho amato profondamente questo libro e i suoi personaggi.. Nella mia vita precedente devo essere stata una specie di salvatrice di anime perse, perché mi rendo conto che leggere storie del genere mi riempie sempre il cuore e vorrei tanto essere io stessa protagonista della storia per abbracciare e consolare tutti coloro che sono in difficoltà.
Noah e Echo sono il tipo di personaggi che io amo incontrare nelle mie letture: soli, fragili, traumatizzati eppure abbastanza forti da lottare e trovare l'amore..
Noah ha perso i genitori in un incendio due anni prima e conseguentemente è stato separato dai suoi fratellini,  affidati ad un'altra famiglia.. Lui viene sballottolato in diverse famiglie affidatarie i cui membri sono troppo presi da sé stessi per occuparsi di lui o sono incapaci di dargli ciò di cui ha bisogno: amore, comprensione, affetto. Finisce per diventare il 'ragazzo cattivo', il perdente, quello circondato da amici strani e fattoni.. Ha la fama di donnaiolo, non sa nemmeno che vuol dire attaccarsi veramente ad una persona e vivere in sua funzione, o almeno finché non incontra Echo..
Echo (questo nome è straordinariamente poetico, fuori dal mondo, dolce.. Chiamare la propria figlia in base ai miti greci è una cosa strordinaria *_*) ha il cuore rotto in miliardi di pezzi e porta sulle braccia i segni di una tragica notte di cui non ricorda niente, se non che è stata la madre.. Non sa più cosa voglia dire credere negli altri, perché non riesce ad avere fiducia nemmeno in sé stessa. Diventa il fantasma di sé stessa, passa le notti ad avere incubi ed è costantemente controllata dal padre, lacerato -anzi divorato- dal senso di colpa.
Noah e Echo formano una delle coppie più perfette e dolci che io abbia mai avuto l'onore di incontrare.. Soffrivo quando la narrazione - divisa tra Echo e Noah - non riguardava loro due insieme. Ogni singolo gesto, ogni parola.. Ah, che incanto! Amore, tanto tanto amore!
Mrs Collins, la terapeuta è una donna fantastica. Peccato non aver approfondito di più il personaggio.. Pur essendo un personaggio marginale, il suo peso è notevole. I due ragazzi, entrambi affidati a lei, impareranno a fidarsi e a vederla come un'amica, riuscendo ad aprirsi e confidarsi.. E' commovente tutto ciò che lei fa per loro.. e quando guida con a fianco Noah, mi ha fatto troppo ridere!
Mi ha pianto il cuore a leggere di queste due anime perse.. Spesso mi si è accapponata la pelle a leggere tutto ciò che la povera Echo aveva affrontato e come la drammatica sera si è svolta; una rabbia cieca si è impossessata di me, avrei davvero voluto essere lì e prendere tutti a schiaffi per il loro modo insulso di agire: il padre e la madre di Echo, Ashley, Luke, Grace.. Come vi permettete di ferire Echo! Mi sono sentita un po' un vendicatore solitario, lo ammetto! :D
Aires, il fratello morto di Echo, è davvero un gran personaggio: non compare mai personalmente, ma solo nelle memorie di Echo.. Eppure è sufficiente, alla fine mi sembrava quasi di conoscerlo personalmente.. :') credo di essere riuscita persino a capire Echo per il vuoto che sentiva dentro, perché era davvero una persona straordinaria!
A tutto ciò, si aggiunge il fatto che Noah è maledettamente sexi. Bello. Dolce. Premuroso. Fantastico. E.. Vabbé, ho un debole per lui, lo ammetto *_*

Ho una voglia matta di leggere anche il seguito (qualcosa mi dice che la mcGarry farà una trilogia.. Sìììì!! :D), perché sebbene Echo e Noah abbiano enormemente contribuito a rendere speciale e bellissimo il romanzo, l'autrice è dannatamente brava a descrivere le vite di anime e cuore infranti. E data la mia vita precedente.. :DD
Mi rendo conto di aver citato praticamente mezzo libro, ma alcune frasi sono belle da far commuovere.. Noah e Echo sono TROPPO dolci insieme:

They all asked the same questions and promised help, but each of them left me in the same condition as they found me—broken.

We’d read about sirens in English this fall; Greek mythology bullshit about women so beautiful, their voices so enchanting, that men did anything for them. Turned out that mythology crap was real because every time I saw her, I lost my mind.

[My father] had never paid this much attention to my mother. If he had, I wouldn’t be the school freak.

“I won’t tell anyone. I promise.” Noah brushed my hair behind my shoulder and tucked a straggling curl behind my ear. It had been so long since someone touched me like he did. Why did it have to be Noah Hutchins, and why did it have to be now? “Look at me.” I met his dark brown eyes. His fingers skimmed the back of my hand. The sensation tickled like a spring breeze yet hit me like a wave rushing from the ocean. His gaze shifted to my covered arms. “You didn’t do that, did you? It was done to you?” No one ever asked that question. They stared. They whispered. They laughed. But they never asked. My entire world collapsed around me as I answered, “Yes.”

Beth had been both wrong and right. Echo couldn’t hurt anyone, especially when she seemed so breakable herself. But the need I felt to be the one to keep the world from shattering her only confirmed Beth’s theory. I was falling for her and I was fucked.

Echo pulled her hand away from mine, ending perhaps the most erotic moment of my life.

Young girl, tragically scarred, attempts to return to her normal life, only to find out her normal life doesn’t want her back.

I must have killed a lot of cows in a past life for Karma to hate me this much.

My mother might be crazy and she’d tried to kill me, but she was still my mom.

[Echo was] my opposite. And right now, everything I wanted.

Kissing her became my single reason for breathing.

Just like she’d said, she’d gone back to her life and, in theory, I’d gone back to mine. Problem? I didn’t like mine, not without her.

Echo was becoming essential, like air.

The term boyfriend didn’t seem to fit Noah. I liked to consider us … together.

Noah Hutchins, in fact, a human being, was overtly, on purpose, touching my scars.

Fuck me and the rest of the world, I was in love.

“Baby, no one would ever make the mistake of using the word ugly with you. Especially with me around.”

The worst type of crying wasn’t the kind everyone could see—the wailing on street corners, the tearing at clothes. No, the worst kind happened when your soul wept and no matter what you did, there was no way to comfort it. A section withered and became a scar on the part of your soul that survived.

There’s nothing you can do wrong when just breathing makes everything right.

I gazed into those beautiful eyes and knew I loved her more than I loved myself.

giovedì 10 gennaio 2013

Le imprevedibili conseguenze dell'amore - Jill Mansell

Titolo: Le imprevedibili conseguenze dell'amore
Autore: Jill Mansell
Pagine: 414
Titolo originale: Millie's fling

Voto: 

Uscirà fra pochi giorni (il 17 gennaio!) questa perla della Tre60.. Non fatevelo scappare! Un perfetto mix di amore, tenerezza, ilarità, sorprese e intrecci che ci accompagna per tutta la durata del libro.. Questo romanzo non perde un colpo!
Quando ho letto circa l'autrice e delle sue milioni di copie vendute in tutto il mondo, mi sono un po' vergognata perché non l'avevo mai minimamente sentita nominare e anzi, faccio pure un po' di fatica a ricordarmi il nome.. Però, ho fatto ammenda dei miei errori e mi sono informata sulle sue opere, che leggerò appena possibile!
La trama non rende completamente giustizia al romanzo.. C'è molto ma molto di più da scoprire al suo interno!
Per iniziare una serie di personaggi estremamente positivi: ho amato tutti (Tranne forse Adele, ma penso che lo scopo di Jill -sì sì, la chiamo per nome, ormai siamo grandi amiche!- fosse proprio quello di avere in antipatia la madre di Millie..) e sono tutti perfettamente inseriti, senza nessuna forzatura. Millie fa una gran simpatia, Millie è l'amica che vorresti avere e con cui dividere casa.. Ammetto di aver un po' invidiato Hester! E non solo per la sua migliore amica.. Anche in fatto di fidanzati non se la cava mica male! Nat è, in ordine: chef, gentiluomo, fighissimo, pronto a perdonare un tradimento, gentile, onesto e via dicendo. **Piccolo spoiler!** Rinuncia alla sua carriera per Hester!!! Ahh, che dolcezza! ç_ç
Orla poi è completamente pazza, ma non si può fare a meno di volerle bene.. E il suo modo di orchestrare la vita sentimentale di Millie, beh! Tanto di cappello! Anche se povera, prende spesso delle cantonate tremende..
Il tutto come dicevo è condito da una pungente ironia, alcune battute sono formidabili e certe situazioni sono talmente surreali che mi sarebbe piaciuto assistere in prima persona!
Il lieto fine corale del libro poi è la ciliegina sulla torta. *_*
Che diamine, ma perché non era brutto? Alcune persone erano proprio prive di ogni rispetto per il prossimo.
D'altra parte, come Orla non smetteva di ripeterle allegra, quella sera la sua vita poteva cambiare per sempre. Come ogni altra sera, d'altra parte. Anche se te ne stavi a casa a guardare la televisione, poteva succedere che un grosso ragno ti salisse su un piede, facendoti saltare su un tavolinetto per la paura, e a quel punto potevi perdere l'equilibrio, cadere all'indietro, fracassarti il cranio e... ehm, morire.

mercoledì 2 gennaio 2013

Io, Nojoud, dieci anni divorziata - Nojoud Ali

Titolo: Io, Nojoud, dieci anni, divorziata
Autore: Nojoud Ali
Pagine: 182

Voto: 

E' quando leggo storie del genere che vorrei andare a vivere con gli Alieni che non possono essere mostri quanto lo sono gli animali presenti in questo libro. E no, non mi sto riferendo alle povere capre o le mucche.. Ma a uomini privi di ogni dignità e vergogna. Perché quando sposi una bambina di nove anni, la violenti e la picchi.. Non saprei come altro definirti.
Seriamente, sono allibita. Sono un'arabista, difendo sempre il modno arabo quando posso sostenendo che bisogna andare al di là dei pregiudizi e di ciò che la tv ci propone.. Perché con tante cose sbagliate che ci sono, ve ne sono molte anche positive.. Però quando è troppo è troppo! Il matrimonio, lo stupro e la violenza di bambine no! La parte di me che cerca ancora di difendere queste zone retrograde pensa che ciò avviene nei paesi di campagna dove la gente è povera e analfabeta (in città -sotto le stesse parole di najoud ci sono donne avvocato, giornaliste, o semplicemente persone che si scandalizzano -come è giusto che sia- per il suo destino..) e che anche in altre parti del mondo accadono/accadevano atrocità simili dovute appunto ad ignoranza e povertà (in Cina le bambine neonate vengono spesso uccise perché non porterebbero nessun vantaggio economico ma solo 'spese)..
Però niente, è imperdonabile.
Anche il padre di Nojoud è da condannare, ma non riesco a farlo al cento per cento. Una famiglia (troppo) numerosa, nessun lavoro, difficoltà ad arrivare a fine mese, analfabetismo.. Questa realtà è vissuta purtroppo da troppe persone, non solo nello Yemen.. Per loro dare in sposa la propria figlia è un modo per ottenere denaro e avere una bocca in meno da sfamare. L'ignoranza e la povertà non sono scusanti sufficienti, certo, ma la loro mentalità è radicata in secoli di storture, tradizioni sbagliate e leggi pressoché inesistenti. Nojoud parla più volte del fatto che non esistono centri specializzati per la violenza e le molestie delle donne.. Ma si può?! 
Leggendo questo libro ho provato un tale schifo e ribrezzo veramente esagerati, giuro!
Però ci tengo a sottolineare che non tutto il mondo è paese, non tutto il mondo arabo è così retrogado e meritevole di condanna! Mi raccomando :D