venerdì 22 febbraio 2013

Geography club - Brent Hartinger

Titolo: Geography club
Autore: Brent Hartinger
Pagine: 240
Goodreads

Voto: 
Volevo leggere questo libro da quando ho scoperto la casa editrice Playground, che aveva pubblicato la bellissima trilogia di Alex Sanchez, "Rainbow boys" (per cui ho un debole *_*).
Ho sempre rimandato la lettura fino a che qualche giorno fa Netgalley non mi ha avvisato dell'uscita del QUARTO volume della serie.. Quarto volume?! Eh?! Sono caduta dalle nuvole, praticamente! Quindi quale migliore occasione se non questa, per iniziare il libro?

Sono rimasta con un grande BAH finale. E un cipiglio grande come una casa..

Sarà forse che le recensioni che avevo letto lo esaltavano particolarmente.. O forse che ne ho letti parecchi, di libri a tematica omosessuale da non lasciarmi incantare così facilmente!
L'idea è mooolto carina e poi io ho un debole per le storie di adolescenti omosessuali nei licei americani, quindi questo libro aveva tutte le carte in tavola per fare scintille.
Però io non sopporto la presenza di elementi inspiegabili e quasi paranormali in una storia che NON deve contenerne e non nasce come opera di fantascienza/fantasy annessi e connessi. Mi sento presa in giro e la trama mi appare forzata.. Tanto per dirne un paio: Russell ha una migliore amica a cui non ha confidato della sua omosessualità. Quando decide di farlo, esce fuori che anche lei aveva nascosto la sua. WTF?! Ma che davvero davvero? :D Poi lui entra in una chat gay divisa per stati/regioni/città e vista la piccolezza della città, vi è un solo utente.. Ovviamente della sua scuola e unico altro personaggio che ci è stato presentato fino a quel momento. Beh, tanto di cappello per la suspense, eh..
Il contenuto del libro, in soldoni, è pari praticamente a zero. Per la prima metà, si cincischia e si cazzeggia allegramente e il club di geografia, che dovrebbe essere il perno fondante attorno cui ruota tutta la storia, fa appunto la sua comparsa al 50% del tutto. Ci saranno tre incontri in tutto, non so se rendo..
Poi non so, Russell non è tutto questo gran personaggio, se proprio vogliamo dirla tutta.. Mi rendo conto che non deve essere perfetto, ma lui esagera nel suo grado di meschinità! 
Lo sviluppo della storia è un'altra cosa che non ha proprio riscontrato i miei gusti.. Cento per cento banalità e luoghi comuni, nulla di più o di meno dei telefilm su Italia uno della mattina (ho scoperto la Tv di mattina.. Che cosa straordinaria! e chi esce più di casa.. :D). La prevedibilità ha toccato dei picchi spaventosi, potevo prevedere le scene una dopo l'altra..
Detto ciò, per spezzare una lancia in favore dell'autore, c'è da dire che è scritto molto bene ed è anche piacevole.. Però al di là di tutto, senza buone idee/buoni sviluppi con una bella mano ci si fa ben poco (Letterariamente parlando :D).

Ora, secondo il modesto parere, se interessa l'argomento, vi direi di lasciar perdere questo libro e buttarvi sulla sopracitata trilogia di Alex Sanchez, che è deliziosa, tenera, carina, dolce e tanti tanti altri aggettivi positivi!



Quote of the week! (#11)

Quote of the week!

Riporterò in questa rubrica settimanale del venerdì una citazione random di libri che ho letto o sto leggendo!

"Aspettare a una fermata la domenica mattina è come andare a messa: è un atto di fede, l'espressione di una fede irrazionale in qualcosa che desidereresti mostruosamente che esistesse, anche se non l'hai mai vista con i tuoi occhi. Una vecchia, vecchissima signora non si ferma neanche, bofonchiando tra sé e trascinandosi dietro un carrello pieno di biancheria sporca. La odi. La odi perché sai che la rivedrai di nuovo. Anche se sta camminando alla velocità di un miglio al secolo, sai che avrà il tempo di andare fino alla lavanderia, fare tre carichi, telefonare alla sorella per il pranzo della domenica, mangiare l'intero pasto, lavare i piatti, guardare l'edizione completa dell'Enciclopedia Britannica e tornare indietro prima che sia passato l'autobus."

Questa notte mi ha aperto gli occhi - Jonathan Coe 

Il libro mi è piaciuto moltissimo.. Guardando su aNobii mi sembra di essere in netta minoranza, ma se "La pioggia prima che cada" o "I terribili segreti di Maxwell Sim" non vi sono piaciuti, c'è speranza che anche voi possiate apprezzare questo libro! :)
La citazione poi è stato il colpo d'amore. Anche se aggiungerei che per me vale non solo la domenica, ma tutti i santissimi giorni! :DD

giovedì 21 febbraio 2013

How to marry a millionaire vampire - Kerrelyn Sparks

Titolo: How to marry a millionaire vampire
Autore: Kerrelyn Sparks
Pagine: 371
Goodreads

Voto: 
Le premesse per un libro diverso dal solito filone del vampiro bonazzo e dell'umana sexi che convolano a nozze/ ad amore / a letto c'erano tutte; una buona idea per la trama pure.. E non da ultimo, mi aspettavo grasse risate, motivo principale per cui ho deciso di comprare questo libro..
Serve a qualcosa dire che le mie aspettative sono crollate come un castello fatto con le carte? No, vero? :D
Uff, io ci speravo davvero.. L'ho comprato secoli fa, verosimilmente sotto effetto di droghe pesanti e con ogni probabilità ho rimandato l'irrimandabile perché il mio inconscio sapeva cosa aspettarsi, ovvero IL PURO NIENTE.
Per carità, si lascia leggere e mi ha pure strappato qualche risata ogni tanto.. Ma più di questo non penso sia possibile!
Da qualunque prospettiva io veda la faccenda, mi sembra sempre di leggere la stessa cosa: il vampiro bello, ricco, sexi e dannato, l'umana che è cazzutissima (sorprendentemente bella, intelligente, pratica), -anche perché non stiamo certo a pettinare le bambole qui!- e il cattivo che più cattivo non si può che vuol ferire/uccidere/rapire/[inserite qui un destino comune alle povere ragazze umane di oggi che devono vedersela con i vampiri]. Mescolate il tutto alla paura per il sangue, un passato triste e sofferto (per ENTRAMBI i personaggi. Di nuovo, mica crederete di star qui a giocare, né?) e l'inevitabile innamoramento e avrete confezionato il libro della Sparks. 
Mi piacerebbe capire se:
a) Sono io il problema
b) Le autrici odierne hanno dei seri problemi con la fantasia, che le portano a fantasticare TUTTE alla stessa maniera
c) Le autrici sono semplicemente delle furbette e, trovato un pubblico che apprezza questo genere, continua ad abusarne fino alla successiva creatura mitologica, mostro, angelo o più in generale, trend.

Sono pronta ad accettare una parte di responsabilità, perché mi rendo conto di essere una lettrice esigente e decisamente rompiballe, ma non arrivo ad essere così egocentrica da concentrare su di me tutta l'attenzione :D
Ergo, autrici odierne, sia che rientriate nell'ipotesi b) che nella c).. abbandonate il sentiero di Satana e rincongiungetevi alla parte buona della letteratura. Io credo in voi, So che c'è del buono in voi.. I feel the good in you! (Tiè, beccatevi 'sta chicca del grande maestro!):



Bene, dopo il giusto omaggio a George Lucas, torniamo a noi!
Al di là della storia sentita e risentita (e sì che io di libri sui vampirazzi ne ho letti relativamente pochi), ci sono altre cose nel libro che non possono essere proprio ignorate.
Innanzitutto, il libro grida SESSO ad ogni pagina. Don't get me wrong, viva il sesso con annessi e connessi, eh! Però non so, a me sembra molto un (altro) stratagemma per catturare l'attenzione delle lettrici. Ebbasta!! Il vampiro attizzato e costantemente arrapato è, se possibile, peggio del vampiro buono, dolce e premuroso. Il vampiro così fatto è una contraddizione (non)vivente! 
Vabbé, questa parte di lamentela rientra nell'ipotesi a) sopracitata, quindi penso io di non poterli soffrire.. :D
Comunque, tanto per aumentare il gossip in questione, i due provano OVVIAMENTE una passione dirompente l'uno per l'altro e OVVIAMENTE: lui non ha mai incontrato una donna come Shanna (che resiste ai suoi poteri.. Cosa ci ricorda? :D). Lei non ha mai incontrato nessuno come lui. Ecco qui, è fatta, peace and love, fratelli.
Tralaltro, posso anche accettare, in linea di massima, il vampiro buono dolce, pronto ad innamorarsi, con tanti bei sentimenti e con l'indole geneticamente predisposta ad accudire gli esseri umani.. Ma.. Ma.. MA!!!
Io detesto, odio, ripugno e deploro I VAMPIRI CHE HANNO IL COMPLESSO DEL BRUTTO ANATTROCOLO!
Seriamente, 500 anni di vita media e questi non sanno fare altro che piangersi addosso. "Non sono quello che credi io sia". "Non posso essere salvato". "Non sono felice, né lo sarò mai". "Non ringraziarmi, non lo merito". "Non sono degno della tua fiducia". "Sono un essere ignobile". "Gnè gnè gnè. Gnèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè".
E dacci un taglio figlio mio!
Tesoro, devi capire che tutti noi abbiamo problemi e leggendo un libro che si presume debba rilassare e divertire (Tale romanzo ciò promette!!) non posso stare lì e offrirti una spalla su cui piangere.. Cresci, ribellati, trovati una donna!
Che poi povero Roman, a me sta pure simpatico eh..
Inoltre, ad un inizio scoppiettante che prometteva DAVVERO grandi cose (non proprio alla "Ho visto cose che voi umani..

.. Ma insomma, cose interessanti!), poi inesorabilmente si perde. E Shanna è lagnosissima, anche se all'inizio inganna tutti..
Visto che abbiam fatto trenta, vai col trentuno: a me non ha convinto nemmeno lo stile dell'autrice, in tutta sincerità. Non è uno di quei libri che dici: oddio, DEVO assolutamente smettere di avere una vita per poter leggere i seguiti. Anzi, non ti viene nemmeno curiosità di spoilerarti le storie dei libri successivi..
Ci sono molte ripetizioni (God's blood. God's blood ovunque), molte cose sono superflue e sembrano gridare al mondo "Esisto solo perché così abbiamo raggiunto 371 pagine!". E alcune cose sono forzatelle, tiè!

Cover around the world! (#4)

Cover around the world!

Rubrica ideata dal blog Endless bookish (io l'ho scoperta su Sweety readers!) in cui riporterò il giovedì le cover di un dato libro nelle varie parti del mondo!!


Protagonista di questa settimana è "I diari della mezzanotte" di Scott Westerfeld, che vi consiglio caldamente!! ^^ Questo è il primo volume di una trilogia.. E tolto il fatto che io VENERO Westerfeld e quindi posso essere di parte, merita davvero! :))



Cover USA
Cover USA
Cover UK
Cover Italia
Cover Turchia

mercoledì 20 febbraio 2013

WWW Wednesdays! (#5)

WWW Wednesdays!
Rubrica ideata dal blog Should be reading (io l'ho presa da qualche amica blogger, ma non ricordo dove *_*) in cui parlerò delle letture attuali, delle letture appena concluse e di quelle che verranno!






1) How to marry a millionaire vampire - Kerrelyn Sparks (Comprato ere fa.. Sarà pure ora di leggerlo! :D)
2) La corporazione dei maghi - Trudi Canavan
3) Geography club - Brent Hartinger (in realtà lo devo ancora iniziare.. Ma conto di farlo oggi o domani :D)




1) Boy A - Jonathan Trigell (recensione QUI!)
2) Firdaus, storia di una donna egiziana - Nawal al Sa'dawi
3) Il bacio della donna ragno - Manuel Puig

Due riletture questa settimana (Boy A e Il bacio della donna ragno) e una sola recensione.. Potevo pure sprecarmi un po' di più :D Ma "Firdaus" è un libro troppo breve e per le tematiche affrontate, mi è sembrato un po' troppo tirato in fretta e furia. Gli ho dato tre stelline, ma il giudizio è sospeso! Se arriva l'ispirazione, un commentino lo scrivo. Per quanto riguarda "Il bacio della donna ragno", che ho adorato (e vi consiglio!!!!) mi sono limitata a riportare una semplice citazione e quindi non l'ho pubblicata qui sul blog.. :DD




1) I racconti - Tomasi di Lampedusa (Rilettura.. Oddio quanto sono meravigliosi questi racconti! *_* DEVO rileggerli. Ora. Subito. Immediatamente!)
2) Three to get deadly - Janet Evanovich
3) Ghiaccio nero - Michael Connelly (Rilettura anche lui.. Ho bisogno di letture tranquille e 'sicure' ultimamente! :D)

Boy A - Jonathan Trigell

Titolo: Boy a
Autore: Jonathan Trigell
Pagine: 248
Goodreads

Voto: 
E' un libro crudele e doloroso da far male, come un pugno nello stomaco.
E' un libro che mi fa sentire fortunata e ringraziare per ogni sciocchezza che possiedo. 
E' un libro che mi ha scosso profondamente: per me esiste il bianco o il nero, nessuna sfumatura nel mezzo.. E quindi MAI avrei potuto pensare di provare pietà, tristezza e dolore per i due bambini, BOY A e BOY B, che non hanno più diritto nemmeno ad un nome.
 Se avessi letto la notizia su un giornale (Il libro si ispira infatti ad un orrore accaduto in Inghilterra nel 1993), li avrei etichettati come mostri, scempi della natura. Due bambini di 11 anni che seviziano, mutilano e uccidono una bambina di 10 (nella realtà, le cose sono ancora più macabre: la vittima è un bimbo di 6 anni ). Come altro si può definirli? 
Eppure .. Eppure c'è il famoso rovescio della medaglia, difficile da ignorare. BOY B vive con un fratello teppista che lo riempie di botte e lo stupra. Non conosce altra vita che quella del rubare e prendersi con la forza e la violenza tutto ciò che gli è stato negato. Non conosce l'affetto dei genitori, né di nessun altro. 
BOY A, il protagonista della storia. viene picchiato quotidianamente dai suoi coetanei (11 anni, non so se rendo l'idea. Io a 11 anni ancora giocavo con le Barbie..).. E non può contare sui genitori perché vede l'ombra di delusione e disgusto nello sguardo del padre. 
C'è poi Terry.. Che dolce! L'assistente sociale che diventa per BOY A una sorta di padre, che non lo giudica, ma cerca di dargli una seconda possibilità. 
E questa possibilità c'è: BOY A diventa Jack, Terry gli trova un lavoro e una casa, e tutto sembra andare per il meglio.. Ovviamente non è così, perché i lieto fine non esistono, lo sappiamo tutti, ma BOY A si sente libero. Svuotato di sensi di colpa e tristezza. Ha conosciuto l'amore, ha avuto un lavoro, ha fatto amicizia, fatto l'amore e salvato una vita. Ha avuto le sue giornate di sole. (pag 249. Non so quanto ci ho pianto su queste tre righe..). 
Dentro di me so che è giusto che i due bambini pagassero. Ma la storia vista dal punto di vista dei due piccoli mostri è semplicemente straziante. 
Lo stile di Trigell inizialmente mi ha disturbato (scrive al presente della vita di Jack, al passato di quella di BOY A).. Ma poi ho finito per apprezzarla così com'è. Trigell non ci risparmia niente: il tono è duro, le parole taglienti, e ciò rende il libro ancora più doloroso. Ma ci sono anche parole vellutate, parole che trovano una perfetta collocazione nella storia.. Non ci sono sbafature, e ci sono parti davvero poetiche. 
Splendido. Un libro che TUTTI dovrebbero leggere, per mettersi dalla parte di chi sbaglia.
Si chiama Jack. Il nome se l'è scelto lui. Non capita a tutti di potersi scegliere il nome. Ne ha visti molti provarci, darsi nomi cattivi, o accattivanti, ma sono finzioni e non si attaccano. Jack l'ha scelto da un libro "Il grande libro dei nomi", un buon posto dove cominciare. Un nome comune, ma anche un nome di classe, è per questo che gli piace. Jack ha mille usi, c'è il Jack di cuori e la presa a Jack, il Jackpot, La Union Jack, Jack La Motta, il Jack è il boccino nelle bocce, il cric per le macchine e la sorpresa in una scatola a sorpresa, Jack è il marinaio e il boscaiolo e il popcorn caramellato Crackerjack. Sempre l'infanzia che lo perseguita: l'infanzia che gli hanno negato, per averne negata un'altra. E Jack lo squartatore- a questa ci ha pensato solo in un secondo momento. (Pag 5)
"Hey, cos'hai? Uno specchio nelle mutande? Perchè mi ci vedo dentro" . XD No, scusate la volgarità, e la battuta fuori luogo, ma mi ha fatto morire.

martedì 19 febbraio 2013

Qualche chiarimento, poi finiamo la faccenda.

Come prima cosa, ci tengo a dire che io ho già un mio 'spazio' in cui scrivere le recensioni: sono iscritta su aNobii da maggio 2009, fra qualche mese saranno 4 anni. Scrivo recensioni perché mi piace far sapere agli altri ciò che penso, consigliare qualche buon libro e perché no, evitare che altri comprino un libro che non vale la pena. Oltre a questo, ho quasi necessità di scrivere recensioni perché un brutto mix di cattiva memoria e numero troppo alto di libri letti fa sì che io dimentichi presto molto di ciò che mi passa per le mani. O per meglio dire, ho bisogno delle recensioni per fissare le mie sensazioni/impressioni e similari.
La mia voglia di aprire un blog NON nasce assolutamente per trovare un gruppo di accoliti e per diffondere il verbo, assolutamente. Ho deciso di aprirlo per il semplice motivo che mi intrigava l'idea di poter personalizzare quasi al 100% un sito, che fosse "davvero" mio.. aNobii, così come Goodreads o Facebook non danno questa possibilità e il poter unire le due cose mi sembrava una cosa meravigliosa.
Tanto che le recensioni, se c'è qualcuno che mi segue sia qui che su aNobii/Goodreads, sono esattamente le stesse. Identiche. E non nascono certo per il blog..
Ecco, questa breve storia della mia vita per dire che, dal momento che le recensioni devono catturare le mie impressioni, i miei pensieri e le mie sensazioni, NON vedo assolutamente come il modo in cui io le scriva vi possa riguardare.
Mai, giuro, MAI ho dovuto affrontare una cosa simile.. E le recensioni sono sempre quelle eh! Non pretendo di voler dire con questo che sono una recensitrice coi fiocchi, anzi. Ci sono molte ma molte persone a cui sono pronta a riconoscere un gran merito e una gran bravura, che ho guardo con ammirazione e un pizzico di invidia. Ma sono recensioni 'mie' che esprimono ciò che provo/sento.
Non costringo nessuno a seguirmi, anzi! Mi sentirei realizzata lo stesso, se avessi un blog frequentato da venti, dieci, cinque persone o addirittura nessuno. E' un mio diario personale e se posso confrontarmi con altri, ne sarò ben felice, altrimenti sarò felice lo stesso.
Se non vi piace ciò che scrivo o come lo scrivo, smettete di seguirmi, pensate tra voi (o con altri, non è un problema) "Guarda che stronza questa" e la mia vita e la vostra prosegue senza problemi. Nessun rancore, giuro.
Anche perché prima di essere una 'scrittrice' sono 'lettrice' anche io. In questi quattro lunghi anni ho letto recensioni che mi hanno fatto storcere il naso, vuoi perché scritte male, perché bocciavano senza pietà un libro che avevo molto amato o perché, al contrario, elogiavano un libro che io avevo odiato. MAI mi sono permessa di commentare asserendo che il loro modo di pensare fosse sbagliato, che avrebbero dovuto scrivere in questo e in quest'altro modo o dare giudizi insindacabili. Ho semplicemente continuato e via.
Dunque io 'non avrei mostrato rispetto' nella mia recensione perché non si insulta una scrittrice che ha venduto MILIONI di copie nel mondo.. E chi l'ha deciso? Voi? Se io voglio insultare il mio pesce rosso, lo faccio; se voglio insultare l'automobilista che mi taglia la strada, lo faccio (e gli suono pure). Se voglio insultare un'autrice lo faccio e basta! Non mi pare di avervi incitato a fare cori con me su di lei; Nè vi ho lasciato messaggi subliminali che vi avrebbero portato a ledere la sua persona. Se ho offeso voi per i miei toni, non era mia intenzione. Ma siccome sono così anche dal vivo, non penso proprio di cambiare per essere politically correct, cosa di cui sinceramente? Non mi interessa molto. Se devo dire una cosa, lo faccio senza mezzi termini né salamelecchi.
Sono stata definita maleducata e immatura, ma seriamente.. E' un mio spazio, posso fare quello che desidero? Non ho MAI mancato di rispetto a nessuna di voi, nè tantomeno me ne sono andata in giro sui vostri blog a scrivere oscenità.. Cosa che tralaltro non mi sognerei mai di fare, sia ben chiaro. Definire una persona maleducata E immatura per una frase su una sua recensione mi sembra francamente eccessivo.
Prima che mi diciate "Vuoi aver ragione e la libertà di espressione vale solo per te ma non vuoi sentir pareri", per cortesia, risparmiatemelo! Non me la sarei presa né me la sarei legata al dito se aveste scritto che la recensione come era scritta non mi vi piaceva; ma venire a fare il padrenostro per il MIO bene.. Non ne ho bisogno, grazie. Per "rendere il blog un posto migliore" non ho bisogno di lezioni di educazione, anche perché so benissimo quando e come usare il registro giusto. Non sono pareri questi!! Poi.. Chi ha deciso che voi siete il 'modo giusto' di scrivere recensioni? Nessuno, ecco.
Mi fa specie anche il fatto che abbiate commentato nell'arco di poco tempo un post che non era nemmeno l'ultimo pubblicato e alcune di voi non sapevano nemmeno chi fossi o cosa scrivessi. Siete venute ESCLUSIVAMENTE per dire che non si scrivono così le recensioni, che sono maleducata, che ci vuole rispetto e via discorrendo (seriamente, che motivo avevate? Probabilmente non sapevate nemmeno che esistessi e la vostra esistenza proseguiva tranquilla e serena).. Senza aver tralaltro mai letto le mie recensioni in generale. Non mi sembra proprio che io utilizzi esclusivamente un linguaggio volgare! Se interessa, ne ho scritte 832, leggetele e poi ne parliamo. E' vero, ci vado giù pesante sui libri che non mi sono piaciuti o che mi hanno irritato ma fortunatamente (per me) non incappo sempre in libri osceni. Leggo anche molte perle rare, opere meritorie e parole meravigliose. E non credo proprio che io continui ad essere volgare, anzi..
La cosa che mi ha ferito di più però (come se ciò non fosse stato sufficiente) è stato il portare avanti la vostra crociata anche su Facebook, facendo diventare la cosa una questione di stato. Beh, complimenti.. Se vi sentite più realizzate, tutti felici! Siccome NON cancello assolutamente i commenti qui sul blog, avreste potuto continuare a scrivere qui senza problemi, come fosse casa vostra e la discussione, per quanto sterile che fosse, sarebbe proseguita. Parlate di scorrettezza ma evidentemente non sono l'unica ad esserlo! Lo sono venuta a sapere da terzi e visto che la diretta interessata ero io e avete bellamente (s)parlato senza sentire  la parte in causa... Beh, ecco qui che siete scorrette anche voi.

Rispetto, per quel che mi è possibile, la vostra opinione e questo post non nasce assolutamente per mettere altra carne al fuoco. Mi sembrava corretto esprimere il mio punto di vista totale, così che se si vuole continuare a sparlare della cosa, si può fare sentendo anche la mia parte.
E ripeto, non vi costringo a seguirmi minacciando la vostra famiglia e i vostri beni; non istigo alla violenza; non vi manco di rispetto né sto creando un partito di volgarità e violenza per diffondere il mio verbo. Nulla di tutto ciò, ho solo un blog in cui esprimo (COME MI PARE) le mie opinioni su libri e autori.. 

lunedì 18 febbraio 2013

Cover che passione! (#11)

Cover che passione!

Alcune copertine valgono da sole l'intero libro.. Riporterò in questa rubrica settimanale del lunedì le copertine più belle che incontro o ho già incontrato!



Certo, anche la cover originale il suo perché ce l'ha.. *_*




Fish and chips - Abigail Roux

Titolo: Fish & chips
Autore: Abigail Roux, Madeleine Urban
Pagine: 314
Goodreads

Voto: 
Questa serie sta cominciando a darmi assuefazione.. E dire che mi considero una persona abbastanza razionale, quindi proprio non riesco a spiegarmi la cosa..
Come thriller, la storia lascia a desiderare. Anzi, siamo onesti, NON esiste affatto un qualsivoglia elemento che permetta di catalogare questo libro come thriller. Eppure Ty e Zane sono due agenti dell'Fbi..
Poi vabbé, lo sviluppo della trama fa acqua da tutte le parti e tu sei lì a chiederti "Ma sono io quella scema che si fa mille problemi, o le autrici che cercano di buttarcela in caciara?!".. Visti gli altri commenti, probabilmente sono io il problema, e ciò è rapportabile al mio "mi considero una persona abbastanza razionale" di cui sopra.
Però.. Niente, anche sapere queste cose mi fa desiderare di continuare la serie e al pensiero che sono a metà percorso, un po' mi prende a male per il dopo..
Questo volume mi è piaciuto perché c'è un'evoluzione dei personaggi. FINALMENTE!! Ty e Zane.. Beh, Ty e Zane stanno imparando a conoscersi, a capirsi e a poter contare l'uno sull'altro. Ty non ha più paura dei suoi sentimenti, e li accetta come cosa inevitabile.. Su Zane c'è ancora un po' da lavorare, ma sospetto che i prossimi volumi ci riservino alcune chicche succose :DD Poi niente, sono tremendamente sexi, insieme!! *__*

“You’re so freaking romantic. I don’t know how I keep my pants on.”

“Falling in love or just plain falling : they were both terrifying at any speed”

“He sighed heavily and lifted his chin stubbornly, meeting Zane's eyes without flinching. "I didn't just say it to get you to jump. I'm in love with you Zane," he admitted in a calm,clear voice. "I have been for a while.”

“The pessimist says, ‘It can’t get any worse!’ And the optimist replies, ‘Oh yes it can!”

“You have to believe me. Even if you don‟t understand”

Neither here nor there - Bill Bryson

Titolo: Neither here nor there - travels in Europe
Autore: Bill Bryson
Pagine: 256
Goodreads

Voto: 
Ho "conosciuto"  (librescamente parlando!) Bill Bryson qualche tempo fa, quando mi sono apprestata a leggere "Breve storia di (quasi) tutto"..  Data la mia ignoranza e soprattutto la mia pigrizia, ho pensato che un compendio sulla storia dell'umanità, narrata con ironia e leggerezza avrebbe fatto al caso mio. Peccato che non avevo considerato fino in fondo quanto potesse essere terribile e autocratica la mia pigrizia. Le 500 e passa pagine mi hanno demoralizzato, l'inizio del libro non è stato sufficientemente scoppiettante per incuriosirmi e spronarmi ad andare avanti.. Ed è finita con un nulla di fatto, io con la mia ignoranza e Bill Bryson sconosciuto e un po' odiato.
(Credo di essere arrivata a pagina 40, impegnandomi. Qui si potrebbe quasi sollevare il dilemma del mio approccio ai libri voluminosi, ma ve lo risparmio :D)

Poi niente, mi serviva un libro che contenesse un viaggio in almeno tre posti/paesi e sono incappata in questo libricino.. La seconda chance non si nega (quasi) a nessuno!!

Esilarante, senza dubbio. Avete tanta voglia di viaggiare e poco tempo per farlo? Magari vi andrebbe una bella risata nel mezzo? Allora leggete il libro di Bryson, che fa al caso vostro! :D
Tralaltro, offertona speciale, vedrete l'Europa con gli occhi di un americano.. Mica cavoli!
Mi sono divertita, mi sono incuriosita e soprattutto, mi sono lasciata trasportare in giro.. E insomma, cosa chiedere di più ad un libro su un viaggio?

“I don’t know why religious zealots have this compulsion to try to convert everyone who passes before them – I don’t go around trying to make them into St Louis Cardinals fans, for Christ’s sake – and yet they never fail to try. Nowadays when accosted I explain to them that anyone wearing white socks with Hush Puppies and a badge saying HI! I’M GUS! probably couldn’t talk me into getting out of a burning car, much less into making a lifelong commitment to a deity, and ask them to send someone more intelligent and with a better dress sense next time, but back then I was too meek to do anything but listen politely and utter non-committal ‘Hmmmm’s’ to their suggestions that Jesus could turn my life around. Somewhere over the Atlantic, as I was sitting taking stock of my 200 cubic centimetres of personal space, as one does on a long plane flight, I spied a coin under the seat in front of me, and with protracted difficulty leaned forward and snagged it. When I sat up, I saw my seatmate was at last looking at me with that ominous glow.
‘Have you found Jesus?’ he said suddenly.
‘Uh, no, it’s a quarter,’ I answered and quickly settled down and pretended for the next six hours to be asleep, ignoring his whispered entreaties to let Christ build a bunkhouse in my heart.”